Elezioni Firenze, intervista a Fabrizio Valleri
Fabrizio Valleri - Libera Firenze

Intervista a Fabrizio Valleri, candidato sindaco della lista Libera Firenze alle elezioni amministrative di Firenze.

L’intervista è stata pubblicata sul mensile Il Reporter di maggio 2019: tre domande ai nove candidati sindaco alle elezioni amministrative di Firenze. Per conoscere priorità, programmi, idee: nove modi diversi di immaginare la Firenze dei prossimi cinque anni.

Perché pensa di poter essere il sindaco giusto per Firenze?

Più che il sindaco giusto, sento di essere un candidato differente. Da decenni ai cittadini vengono promesse cose che o sono irrealizzabili (tipo il raddoppio dell’aeroporto), o sono sbagliate (tipo sventrare la città costruendo un terzo treno Sirio). Firenze non ha bisogno di aprire altri cantieri che diventerebbero costosi e infiniti come il grande buco Foster. Voglio portare la voce dei residenti che con le attuali politiche vengono spinti ad andarsene, degli artigiani e degli ambulanti che non vogliono mollare, degli anziani che abitano in periferie brutte e tristi, dei bambini che non possono andare a piedi a scuola come invece sarebbe giusto, degli esclusi dalla Firenze del lusso.

Elezioni Firenze, intervista a Fabrizio Valleri

Tre priorità per la città

Una rivoluzione rionale: cinque grandi quartieri non bastano, in ogni rione di Firenze deve essere ripristinato un centro civico dove i cittadini contino qualcosa e da dove si eroghino i servizi minimi per vivere in una porzione di città a misura d’uomo, come in ogni città europea avanzata. Mobilità elettrica attraverso il centro, che vuol dire partire subito con autobus elettrici lungo linee frequenti, semplici e facili da capire. Più alloggi a disposizione per far restare le famiglie a vivere in centro e nelle immediate periferie. Basta desertificare Firenze.

Elezioni Firenze, intervista a Fabrizio Valleri

Quale Firenze si immagina di lasciare al termine del mandato?

Una Firenze con molti più fiorentini che ci abitano e che possono andare a piedi, o in bici, o
in autobus elettrico verso i loro luoghi di studio, lavoro, socialità. Un’amministrazione più decentrata e più vicina ai cittadini, che ha posto fine alle speculazioni e allo sfruttamento di
Firenze. Una comunità più coesa, più attenta all’ambiente e alla salute, più ottimista e più operosa.