Un edificio in disuso, una piazza dimenticata, un lembo di città rimasto fuori dai progetti di sviluppo urbano. Un progetto vuole restituire dignità agli spazi “di risulta”, quei pezzi di città rimasti inutilizzati. Diventeranno “Spazi ritrovati”: questo il titolo della ricerca socio-fotografica pensata da Comune di Firenze, Sociolab e Fondazione Studio Marangoni, selezionata tra le migliori proposte che hanno partecipato alla gara di idee indetta la scorsa primavera dall'Ordine e dalla Fondazione degli Architetti di Firenze per realizzare all'interno della Palazzina Reale di Santa Maria Novella progetti culturali dedicati al tema della città pubblica.

Dalla mappa alla fotografia

Il progetto partirà dalla mappatura degli spazi di risulta di Firenze. Ne saranno poi scelti cinque, uno per quartiere, come luoghi-simbolo. Su ognuno di questi sarà condotta un'indagine. Il primo step sarà l'osservazione del luogo, alla ricerca delle modalità in cui viene vissuto, dagli spazi di aggregazione ai flussi, dagli esercizi commerciali alle scuole; saranno poi realizzate alcune interviste di piazza per comprendere la percezione che i cittadini hanno del luogo; infine si svolgerà un sopralluogo con camminate di quartiere aperte ai cittadini che possano stimolare la riflessione e la pianificazione di un futuro diverso dell'area.

Nel frattempo, cinque squadre di ex allievi della Fondazione Studio Marangoni guidate da altrettanti docenti e munite di macchina fotografica effettueranno sui luoghi una ricerca per immagini che al termine dei workshop possa essere letta come un incipit per la riqualificazione degli spazi in oggetto. Questi lavori, insieme al materiale raccolto durante il percorso partecipativo, saranno oggetto di una mostra fotografica finale ospitata in Palazzina Reale.

Ritrovare gli spazi

“Ci auguriamo – dicono i presidenti di Ordine e Fondazione degli Architetti di Firenze, Egidio Raimondi e Tommaso Rossi Fioravanti – che in una fase successiva, alla ricerca segua la pratica. Il percorso avviato da “Spazi ritrovati” potrebbe proseguire con una serie di concorsi pubblici di idee che abbiano come spunto i suggerimenti e le proposte raccolte durante il percorso partecipativo con la cittadinanza per strappare i luoghi di risulta all'oblio facendone davvero “spazi ritrovati”. Non servono opere mastodontiche, ma piccoli interventi puntuali, di agopuntura urbana. I cui costi sono contenuti ma i benefici e le ricadute positive sulla vivibilità e la qualità urbana incalcolabili”.

In totale hanno partecipato alla gara di idee di Ordine e Fondazione degli Architetti una trentina di progetti. La scelta è caduta su “Spazi ritrovati” per l'attinenza al tema della città pubblica, per la capacità di fare rete tra enti e istituzioni diverse e soprattutto per la capacità di coinvolgere attivamente, con workshop e passeggiate nei quartieri, la popolazione fiorentina che ogni giorno anima e vive la città. Referente del progetto è l’architetto Paolo Pinarelli, della Direzione generale del Comune di Firenze. L'Ordine si impegnerà a promuovere l'iniziativa con l'obiettivo di realizzare la mostra fotografica in Palazzina Reale entro la fine del 2016.