giovedì, 28 Gennaio 2021
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Ginori addio, chiude la storica azienda di porcellane

Il 31 luglio i forni dell'azienda si spegneranno per sempre. I 337 lavoratori saranno messi in cassa integrazione straordinaria. La vendita ultima speranza.

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Ginori addio. La storica azienda di porcellane di Sesto Fiorentino il 31 luglio chiuderà i battenti per sempre. L’ultimo barlume di speranza sta nella vendita: tre i soggetti interessati, che ancora però non hanno formalizzato le richieste di acquisto. In ballo, oltre all’attività, c’è il futuro di  337 lavoratori, che dal primo agosto saranno messi in cassa integrazione straordinaria.

GINORI AL CAPOLINEA. La notizia choc della chiusura è stata data stamani dall’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, al termine di un tavolo convocato in Regione a cui hanno preso parte le istituzioni, le parti sociali e i rappresentanti del collegio dei liquidatori Marco Milanesio e Nicola Lattanzi.  “Abbiamo preso atto delle dichiarazioni dell’azienda sull’improcrastinabilità della chiusura per cessazione di attività  a partire dal prossimo 31 luglio”, allarga le braccia Simoncini di fronte a un altro pezzo di eccellenza che se ne va. 

LO SPIRAGLIO. Solo la vendita potrebbe salvare la Ginori dalla morte. Tre i soggetti interessati, che in queste ore stanno decidendo il da farsi: si tratta di Sambonet, Lenox, e una cordata di imprenditori del Nordest, che al momento stanno effettuando la procedura di due diligence. “In queste settimane si sono susseguiti numerosi incontri – prosegue Simoncini -. L’obiettivo dei commissari è quello di chiudere il confonto nei tempi più rapidi possibili e di presentare entro agosto la proposta di concordato preventivo”.

IL CONCORDATO. I debiti della Richard Ginori 1735 ammontano a 70 milioni di euro, di cui 36 verso creditori privilegiati. Se il concordato sarà approvato l’istanza di fallimento depositata al tribunale di Firenze potrebbe essere congelata. Il fattore tempo diventa quindi una variabile fondamentale per assicurare alla Ginori un futuro.

I LAVORATORI. I lavoratori dai primi di agosto saranno messi in cassa integrazione straordinaria per cessazione attività. Le istituzioni hanno fatto presente la piena disponibilità a mettere in campo tutti gli strumenti di cui dispongono con l’obiettivo di mantenere l’azienda sul territorio e di salvaguardarne produzione e occupazione. “Per questo – spiega l’assessore – potranno essere usati strumenti quali la formazione, gli incentivi regionali per l’occupazione, le misure di accompagnamento per il sostegno al reddito dei lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali e saranno valutate modalità di riqualificazione del sito produttivo per favorire i nuovi investimenti”. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la richiesta di garanzie per l’occupazione e dato la loro disponibilità ad un incontro, in sede provinciale, per definire la domanda di Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori che l’azienda ha richiederà, inizialmente, per cessata attività e che decorrerà dai primi di agosto.

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