venerdì, 22 Gennaio 2021
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I vini rossi toscani dominano l’esportazione del ”Made in Italy”

Grazie ai commerci in Asia e Nord America, la Toscana batte un record. Commenta il bel risultato anche l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori.

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Grandi rossi e consorzi emergenti trainano il vigneto Toscana verso un valore del commercio estero che nel 2013, secondo le proiezioni di Toscana Promozione, l’agenzia di promozione economica della Regione, è destinato a superare i 743 milioni di euro (+6%). In primo piano il dominio dei vini rossi Dop che puntano oltre quota 503 milioni di euro (segnando un fatturato export più che doppio rispetto a veneti e piemontesi, rispettivamente secondi e terzi nella speciale classifica per regione dei rossi di qualità più venduti all’estero nel 2013).

EXPORT. Complice il successo in Asia, dove i rossi hanno segnato un +17,8% (Cina, +37,5%; Hong Kong 27,5% e Giappone, +9,9%) e i buoni risultati sui mercati di sbocco (Stati Uniti, Germania e Canada). Non solo i consorzi classici, ma anche quelli emergenti (Carmignano, Bolgheri, Elba, Val di Cornia, Montecucco, Morellino di Scansano, Cortona, Chianti, Chianti Colli senesi, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Rufina, Valdarno di Sopra, Terratico di Bibbona) saranno per la prima volta nella storia dell’enologia regionale i protagonisti della quarta edizione di Buy Wine (Firenze, 15-17 febbraio 2014), il workshop internazionale tra 258 produttori e 296 buyer stranieri per una previsione di oltre 6mila incontri B2B (business to business). In prima fila, le anteprime del vigneto Toscana che rappresenta il 13% del Pil agricolo della regione con quasi 60mila ettari vitati e oltre 2 milioni di ettolitri prodotti ogni anno.

SALVADORI. “I viticoltori, negli ultimi anni, hanno avuto la possibilità di scegliere se mantenere le posizioni conquistate o mettersi di nuovo in gioco e alzare ancora di più il già alto gradimento internazionale – ha commentato Gianni Salvadori, assessore regionale all’agricoltura – il risultato è che oggi quasi il 95% della produzione del nostro vino è Dop o Igp, quando la media nazionale è al 75%, mentre il nostro prodotto da tavola è di cinque volte inferiore alla media italiana (5% contro 25%). Un risultato – ha concluso l’assessore – frutto di un gioco di squadra in cui accanto alle eno-icone stanno giocando da titolari anche le aree emergenti e di un ‘restyling’ di oltre un terzo dei nostri vitigni”.

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