La quantità media di acqua defluita nel novembre 2007 nella località Nave di Rosano, a Pontassieve, è stata infatti di 7,11 metri cubi al secondo, contro i 56,11 metri cubi medi del novembre degli ultimi sei anni.

Oltre che nel mese cruciale per il principale fiume toscano è stato pessimo anche l’andamento delle portate dei mesi di ottobre e dicembre rispettivamente con 7,28 e 12,23 mc/sec contro i 24,34 e 76,7 delle medie dei sei anni precedenti.

Il calo percentuale registrato in ottobre è stato del 70% e dell’84% quello di dicembre. E’ questo uno dei più macroscopici effetti della diminuzione delle precipitazioni che ha colpito anche la Toscana, che tra i vari problemi ambientali mostra una persistente siccità, un aumento dei fenomeni climatici estremi e dell’erosione costiera.

L’annuncio è stato fatto questa mattina, a San Paolo del Brasile, dall’assessore regionale alle risorse idriche, alla protezione del suolo e alla biodiversità, che è intervenuto al terzo meeting latino americano e caraibico sui cambiamenti climatici.

La sua relazione è stata dedicata alle strategie della Toscana per affrontare i cambiamenti climatici e per l’adattamento al clima del futuro. Tra i fenomeni più eclatanti c’è anche l’aumento di 1,2 gradi della temperatura della superficie dei mari toscani, che in trent’anni (1976-2005) è passata dai 17,6 ai 18,8°.

La Toscana con i suoi 108.734 milioni di tonnellate di massa arborea, resta la regione italiana con la maggiore quantità di alberi in grado di catturare l’anidride carbonica, seguita a grande distanza dal Piemonte che può contare su 94.386 milioni di tonnellate.

L’assessore ha illustrato poi i dieci punti per una Toscana più sostenibile a partire dall’ora settimanale di educazione al paesaggio, proposta a tutte le scuole, dall’1% del pil locale da destinare alla riduzione dell’effetto serra, alla volontà diaumentare del 20% l’uso delle fonti energetiche rinnovabili e di istituire il Registro regionale delle emissioni di CO2, di limitare l’espansione edilizia, privilegiare il recupero,liberare i centri dalle auto, ostacolare la rendita, favorire gli investimenti, contrastare lo sfruttamento del suolo per far cassa, costruire bioarchitettonicamente, favorire il risparmio e il riuso dell’acqua, ridurre la quantità di rifiuti, aumentando la raccolta differenziata,organizzare una mobilità sostenibile con trasporto pubblico efficiente e favorire produzioni agricole locali a basso impatto ambientale.

Parlando di fronte ad una platea di delegati provenienti da ogni parte del mondo, l’assessore ha spiegato come la Regione ha fatto propri i tre obiettivi 20-20-20 entro il 2020 stabiliti dall’Unione Europea per la riduzione dei consumi e delle emissioni di gas serra in atmosfera con il contemporaneo aumento dell’energia prodotta utilizzando fonti rinnovabili.

L’assessore regionale ha concluso affermando che la Toscana intende collaborare con quelle regioni che hanno già iniziato a lavorare su questi temi, come i Paesi baschi, lo stato di San Paolo, le Fiandre, la Catalogna e altri, al fine di ampliare la conoscenza dei fenomeni e costituire centri di eccellenza per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico.

Per questo la Regione si propone di mettersi in rete con altre realtà, per uno scambio di esperienze, e sviluppare una ricerca congiunta. I terreni privilegiati d’azione saranno quelli della biodiversità, il turismo e la mobilità sostenibili, l’eco-efficienza anche nei settori produttivi. In ciascuno di questi settori la Toscana ritiene il forum latino americano un’ottima palestra per sperimentare una cooperazione a livello mondiale.