lunedì, 24 Gennaio 2022
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L’imam incontra la comunità senegalese, oggi consiglio straordinario

L''imam di Firenze Izzedir Elzir ha incontrato in mattinata rappresentanti della comunità senegalese. Intanto questo pomeriggio si svolgerà un consiglio comunale straordinario.

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Dopo l’uccisione dei due venditori ambulanti senegalesi e il ferimento di tre da parte dell’estremista di destra Gianluca Casseri, morto suicida nel parcheggio di San Lorenzo, l’imam di Firenze Izzedir Elzir ha incontrato in mattinata i rappresentanti della comunità senegalese in presenza del console onorario Eraldo Stefani, per esprimere la sua più totale solidarietà e quella della comunità islamica.

ODIO RAZIALE. “Vogliamo che questi episodi di razzismo e follia omicida finiscano – ha detto l’imam – la nostra richiesta al ministro Riccardi è che lo Stato intervenga per risolvere il problema dell’odio razziale che ancora serpeggia tra la popolazione italiana. Ieri è successo a Firenze, l’altro ieri a Torino. Vanno fatti controlli della rete e dei blog come quello di Casseri: è meglio tentare di prevenire che curare episodi del genere”.

CONSIGLIO STRAORDINARIO. E’ previsto per le 17 di oggi pomeriggio un consiglio comunale straordinario, al quale parteciperanno la comunità senegalese e quella islamica. “Con il sindaco Matteo Renzi – ha continuato l’imam – vogliamo dimostrare che Firenze è una città coesa, unita, alla quale non appartiene l’ideologia razzista. E questa convivenza tra diverse comunità e italiani sarà ora più che mai rafforzata”.

STRADA DEL DIALOGO. Il console onorario del Senegal Stefani ha dichiarato: “L’imam è una persona con la quale condividiamo ideali e valori. Ora come ora l’unica strada da seguire è il dialogo, un dialogo costruttivo ed è ciò che la comunità senegalese sta facendo e farà. Non bisogna cedere alla strumentalizzazione di questi tragici eventi che potrebbe esserci da parte di chicchesia. Si seguirà un percorso nei binari della legalità. Le manifestazioni e i cortei da parte dei nostri fratelli senegalesi saranno pacifici e l’unico mezzo per esprimere la rabbia e il dolore che proviamo”.

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