giovedì, 28 Maggio 2020
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Come funzionano le mascherine FFP2 e FFP3

Servono a filtrare fino al 99% delle particelle presenti nell'aria, compresi virus e batteri: mascherine FFP2 e FFP3 contro il coronavirus

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Sono diventate un vero e proprio bene di lusso in questi giorni di epidemia, i ntrovabili nelle farmacie, praticamente sparite anche dai negozi online. Al di là di stravaganti (e pericolose) soluzioni fai da te, le uniche mascherine che sembrano garantire una qualche protezione dal coronavirus sono le ormai celebri FFP2 e FFP3. Come funzionano?

Cosa sono le mascherine FFP2 e FFP3

Intanto, la sigla FFP sta per filtering facepiece, cioè strumento facciale di filtraggio. Tutte le maschere respiratorie sono di fatto degli FFP. Ma filtraggio di cosa? Dei vari tipi di particelle che si trovano nell’aria, da quelle più “grandi” come le polveri a quelle di dimensioni via via più piccole come i virus, i batteri e le particelle estremamente fini come quelle di silice e amianto. Le mascherine FFP non riescono invece a filtrare in modo efficace i gas.

Per ottenere la classificazione FFP1, FFP2 o FFP3 le mascherine devono rispondere a dei requisiti fissati da una norma europea chiamata EN 149. Conta la capacità di filtraggio di ciascun dispositivo, ma vengono anche analizzati i materiali, la fuga del flusso d’aria, l’imballaggio. Per ottenere la classificazione FFP1, FFP2 o FFP3 le mascherine vengono sottoposte a test pratici e di laboratorio. Migliori sono i risultati, più alto è il grado assegnato.

La FFP1

In linea di massima, la mascherina FFP1 è quella con una percentuale di filtraggio pari almeno all’80% e con una fuoriuscita d’aria non superiore al 22%. Funziona soprattutto come maschera antipolvere, soprattutto polveri da lavoro. La si riconosce dagli elastici, che sono di colore giallo.

La FFP2

Le mascherine consigliate per proteggersi e proteggere dal coronavirus sono le FFP2 e le FFP3. La mascherina FFP2 ha una percentuale minima di filtraggio del 94% e una fuoriuscita massima dell’8%. Gli elastici sono di colore bianco o blu, a seconda del produttore. È utile contro virus e batteri ma anche contro polveri di origine chimica che possono originarsi in alcuni processi industriali.

La FFP3

La più efficace della classe, almeno per quanto riguarda il filtraggio, è la mascherina FFP3. Per classificarsi come tale il dispositivo deve essere in grado di filtrare almeno il 99% delle particelle con una fuoriuscita verso l’esterno massima del 2%. È la protezione che si usa contro le particelle di amianto e di silice e ha l’elastico rosso.

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Mascherine FFP2 e FFP3, come si riconoscono?

Riconoscere se la propria mascherina è di categoria FFP1, FFP2 o FFP3 è facile. Al di là del già menzionato colore dell’elastico (giallo, bianco o blu, rosso), nella parte frontale delle mascherine omologate è stampato il codice EN 149 della norma europea seguito proprio dal codice della categoria.

La mascherina va indossata aderente al viso. Per questo ha una fascia metallica nella parte superiore che permette di adattarla all’arco del naso. Prima di toccarla è bene lavarsi le mani e non va toccata durante l’uso.

Tutte le mascherine sono, almeno teoricamente, monouso. In ogni caso è bene attenersi alle indicazioni del produttore. È bene ricordare che non si può uscire di casa se non per compravate esigenze lavorative, casi di assoluta urgenza o per motivi di salute e che bisogna avere con sé il modulo di autocertificazione compilato.

Le mascherine funzionano?

Su questo punto i messaggi delle autorità sono stati spesso contraddittori: una risposta univoca sembra non esserci. L’Organizzazione mondiale della sanità, sul suo sito, suggerisce di indossare la mascherina solo se si è contagiati dal virus, se se ne hanno i sintomi o se si deve assistere a una persona contagiata.

Solo che è difficile sapere se si è contagiati, visto che la grandissima parte dei positivi sembra essere asintomatica. E, inoltre, il doverla usare quando si hanno contatti con persone positive sembra suggerire che la mascherina offra una certa protezione anche a chi non è contagiato.

In definitiva, le mascherine FFP2 e FFP3 offrono certamente un qualche grado di protezione. Indossarle non vuol dire però essere al riparo dai rischi e la cosa più importante è adottare sempre tutte le precauzioni, a partire dalla distanza di sicurezza dagli altri.

 

 

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