domenica, 31 Maggio 2020
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“Mascherizziamo il mondo”, una mascherina per tutti

C'è chi ci mette la stoffa, chi l'elastico, chi cuce: "Mascherizziamo il mondo", il progetto per regalare una mascherina a chi ne ha bisogno

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Francesca Di Lavanda è il deus ex machina del gruppo “Mascherizziamo Il Mondo”, nato su Facebook da meno di dieci giorni. L’obiettivo? Coinvolgere più persone possibile nella realizzazione di mascherine protettive da consegnare a chi ne ha bisogno durante l’emergenza coronavirus.

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Francesca è una stilista e  mamma di tre figli che ha una piccola produzione di gonne, LavandaLab: “Pezzi unici – precisa – la caratteristica è che sono tutte colorate e realizzate artigianalmente”. Come nasce l’idea di “Mascherizziamo Il Mondo”? “All’inizio non volevo farle – dice Francesca – avevo visto molti dei tutorial che girano, ma tutti dicevano che alla fine quelle mascherine non servivano. In realtà girando per i negozi del quartiere, mi sono accorta che i negozianti avevano la stessa mascherina e la tenevano per un settimana. Allora, mi sono detta, posso realizzarle di cotone, lavabili e riutilizzabili. Le mie hanno anche la possibilità di inserire un filtro all’interno della tasca. Mi sono messa distribuirle nei negozi della mia zona, poi ho fatto un post su Facebook e la gente ha iniziato a richiedermele. Ho coinvolto alcune amiche artigiane sia di Firenze che da tutta Italia e così è partito il progetto”.

"Mascherizziamo il mondo", una mascherina per tutti
Francesca Di Lavanda, promotrice del progetto “Mascherizziamo il mondo”

Mascherine per tutti, “Mascherizziamo il mondo”

In poco meno di dieci giorni il progetto ha colorato le città. “Ne sono già partire 100 dirette a Brescia e 100 dirette a Bergamo. Su Firenze ci sono 20 donne con la macchina da cucire e abbiamo contatti anche con Livorno, Savona e Torino, piano piano si spera di allargare la situazione a macchia d’olio. Vorrei creare reti di realizzazione autonome ognuno nella propria realtà”.

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“Su Facebook ho realizzato un tutorial facilissimo da seguire, non serve essere sarte provette. La peculiarità è che sono colorate, mettono allegria in un periodo triste e sono lavabili. Con me ci sono Rachele Ignesti, in arte Dottoressa Gomitolo, Mamaqueen, Sollibikini e tutte le altre Girlz di Firenze, che sono alcune delle artigiane impegnate con me in questo progetto utile e colorato”.

Condivisione e collaborazione

Il concetto è quello di offrire uno scambio di competenze o materiali: “Io so cucire ma magari mi manca la stoffa – dice Francesca – il mio vicino ha vecchie lenzuola o pezzi di cotone, un altro ha dell’elastico”. Tutto nasce dalla condivisione e dalla collaborazione.

“Le mascherine ovviamente non sono a pagamento, faccio fare una donazione alla Fondazione Marta Cappelli del Meyer e a un’associazione dell’ospedale di Ponte a Niccheri”.

Di cosa avete bisogno al momento? “Di reperire elastico, di organizzare e gestire i materiali nelle varie zone, di organizzare la distribuzione, cercare chi cuce e chi le consegna”, conclude Francesca Di Lavanda che risponde con passione, impegno, allegria e vitalità alla nuova sfida, dolorosa e imprevista, di questo marzo 2020.

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