sabato, 11 Luglio 2020
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Nuovo regolamento, il bilancio

bilancio nuovo regolamento di polizia urbana

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Il numero di contravvenzioni è in diminuzione, questo significa che l’effetto deterrente da un lato e la condivisione delle norme dall’altro stanno funzionando”. È quanto commenta l’assessore alla sicurezza e vivibilità urbana Graziano Cioni illustrando il bilancio dei primi due mesi di applicazione del nuovo Regolamento di Polizia Urbana

Dall’11 agosto al 14 ottobre sono state 701 le multe elevate dai vigili a fronte delle 307 dei primi quindi giorni. Si tratta di un risultato positivo perché ritengo che la riduzione delle multe sia il frutto di una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini rispetto a quei comportamenti che minano in decoro e la civile convivenza in città. Adesso chiediamo il contributo attivo dei cittadini perché il rispetto delle regole e con esso la difesa della città passa anche attraverso i loro comportamenti. Amare la città vuole dire anche rispettarla”.

Cioni ha tenuto a sottolineare come l’obiettivo dell’amministrazione comunale non sia fare le contravvenzioni, ma “prevenire le situazioni che generano degrado, conflitti e problemi di convivenza” e che le norme si limitano spesso a riprendere disposizione già presenti e comunque a “mettere nero su bianco comportamenti che dovrebbero essere patrimonio del senso civico di ognuno di noi”.

Non mancano le polemiche.”Il nuovo regolamento di Polizia Urbana è una bufala e i dati spiegati stamani dall’assessore Cioni lo dimostrano ancora di più”. E’ quanto sostiene il consigliere Jacopo Bianchi (Fi-Pdl) che aggiunge: “I dati non corrispondono alla realtà. Le violazioni continuano ad essere numerose. Basta pensare alla violazione dell’articolo 14 quello che riguarda il divieto fra le altre cose, di buttare mozziconi di sigarette per terra. Che risultati si sono ottenuti con il regolamento? Ci sono forse meno cicche in terra?”.

Scorrendo i dati relativi alle diverse sanzioni, emerge che a ricevere il maggior numero di multe (130) sono state prostitute esercitavano “con abbigliamento e atteggiamento non rispondente ai canoni della pubblica decenza; stazionando in luoghi prospicienti i luoghi di culto o gli edifici pubblici o di uso pubblico, stazionando lungo le strade abitate”. A  seguire le 65 sanzioni per persone che in strada avevano “comportamenti fastidiosi o pericolosi nei confronti degli altri creando intralcio al flusso veicolare o pedonale”.

Sono invece 32 le multe elevate ai venditori abusivi sulla base della norme che prevede la possibilità di verificare la merce all’interno dei contenitori dei venditori. E proprio su questo dato si riaccende la polemica. “Solo 32 sanzioni elevate mi sembrano poche e ciò non può essere considerato un risultato raggiunto” dichiara il consigliere Jacopo Bianchi.   

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