Il sindaco non c’è, e il Pdl “occupa” i banchi riservati a lui e alla sua giunta in consiglio comunale. E la decisione scatena una serie di reazioni da parte di maggioranza e opposizione.

“Perché abbiamo occupato, insieme a tutti i consiglieri dei gruppi del PdL, i posti del sindaco e della giunta comunale nel Salone dei Duecento? – spiegano con un intervento Bianca Maria Giocoli, capogruppo di Forza Italia-PdL e Riccardo Sarra, capogruppo di AN-PdL – La nostra scelta è stata in primo luogo di riaffermazione della politica e di plateale protesta per evidenziare alla nostra comunità il vuoto del governo della città. C’è un sindaco gravemente inadempiente che ha deciso ormai da tempo di non prendere parte ai lavori del consiglio. La sua non è una scelta ‘possibile’, come andare allo stadio o al cinema: il primo cittadino non può dimenticare il ruolo che ricopre ‘apparendo’ alla città solo via etere e non nel luogo che istituzionalmente rappresenta Firenze, il consiglio comunale. Non possiamo permettere ulteriormente anche che questa città abbia una giunta dove ci sono assessori in lotta gli uni contro gli altri che stanno lavorando solo alla propria immagine personale in vista delle primarie, sfruttando la propria posizione istituzionale. Si dimettano, facciano i loro giochi elettorali e si ponga fine a questa sceneggiata”.

“Abbiamo voluto evidenziare anche l’assenza di dignità di un consiglio comunale che sta cercando di vivacchiare trascinandosi inerte fino alla prossima scadenza elettorale senza affrontare i veri problemi importanti di Firenze, come ad esempio il piano strutturale, e mandando avanti solo atti di nessuna importanza strategica e politica per la città – continuano i due – Questa strategia, in realtà, ha un solo obiettivo: non spaccare la maggioranza. Se ci fossero atti importanti da votare, quest’ultima si scioglierebbe come neve al sole come già accaduto. Di fronte a questa possibilità il Partito Democratico ha cercato e cercherà di evitare ogni possibile conflitto mettendo la testa sotto la sabbia, come gli struzzi. Prendendo simbolicamente posto ai banchi del governo della città, abbiamo voluto riaffermare anche il nostro ruolo e la dignità di consiglieri comunali, facendo quello che i colleghi di maggioranza non hanno avuto il coraggio di fare fino ad oggi, supini come sono ai capricci di qualcuno e ai diktat di qualcun altro. E in questa situazione se gli esponenti dell’opposizione di centrodestra mettono in atto un gesto plateale per riaffermare il proprio ruolo di eletti nelle istituzioni (e dalle parole del consigliere del PD Ugo Caffaz ne abbiamo avuto la conferma) veniamo apostrofati come ‘golpisti’ ed ‘eversivi’. Ci rendiamo conto che le primarie del PD hanno annientato l’attività istituzionale e hanno messo sotto scacco, per interesse di partito, l’intera città?”.

“L’assenza di Domenici in consiglio comunale, costante dell’intera legislatura e diventata cronica negli ultimi due mesi, doveva essere denunciata in maniera forte. Per questo oggi pomeriggio abbiamo occupato i posti riservati al sindaco e alla giunta nel Salone dei Duecento”, ha detto invece Mario Razzanelli, capogruppo dell’Udc. “Durante la conferenza dei capogruppo, convocata prima dell’inizio della seduta consiliare – ha spiegato l’esponente dell’opposizione – ho suggerito che l’unico modo per far tornare Domenici nel Salone dei Duecento è quello di abbandonare, maggioranza e minoranze, l’aula. Solo così il sindaco sarà costretto ad essere presente ed a rispettare il consiglio, ovvero la città. Se poi anche questo metodo non dovesse produrre gli effetti sperati arriveremo, finalmente, al commissariamento. Per quanto riguarda la censura nei nostri confronti – ha concluso Razzanelli – il presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini l’ha adottata immediatamente non appena il consigliere del PD Alberto Formigli ne ha fatto richiesta, ‘scandalizzato’ dal nostro comportamento. Forse Formigli farebbe bene a ‘scandalizzarsi’ di qualcos’altro. La censura è immotivata perché i consiglieri del centrodestra hanno terminato volontariamente la loro legittima protesta consentendo la prosecuzione dei lavori del consiglio comunale”.

E la risposta della giunta non si è fatta attendere. “Oggi si è andati oltre la politica, oggi si è arrivati al vilipendio e all’offesa delle istituzioni da parte del centrodestra. Un comportamento tanto più grave, vista l’adesione di due parlamentari della Repubblica. Un comportamento che nei fatti dà sostanza e dimostra la fondatezza delle critiche e delle preoccupazioni del sindaco rispetto al consiglio comunale”. Così il vicesindaco Giuseppe Matulli ha parlato a nome della giunta dopo aver lasciato il Salone dei Dugento insieme agli assessori presenti in aula (Albini, Bevilacqua, De Siervo, Del Lungo, Giani. Lastri e Nencini) ed insieme a loro ha commentato a caldo quanto accaduto nel Salone dei Dugento, dove il Pdl aveva ‘occupato’ i banchi riservati a sindaco e assessori.

“In questa situazione avevamo chiesto, in difesa e per rispetto dello stesso consiglio comunale, che il presidente aprisse la seduta e poi la chiudesse, se fosse perdurata la inqualificabile protesta del centrodestra – ha spiegato Matulli – Così non è accaduto. Il presidente si è preso la responsabilità di far svolgere ugualmente il consiglio, consentendo una manifestazione che non è solo espressione di antipolitica, ma un oltraggio e un vilipendio”. La giunta comunque “per senso di responsabilità e facendo prevalere la preoccupazione di rispondere agli atti” è poi tornata in aula ed ha partecipato alla seduta. Ed ha smentito che “l’attività del consiglio sia paralizzata” poiché, hanno spiegato gli assessori, “i lavori sono sempre andati avanti regolarmente, le delibere sono state discusse e votate, la giunta è sempre stata presente. Sostenere il contrario è falso e strumentale”. Tutti gli assessori hanno poi stigmatizzato il comportamento delle forze di centrodestra: “E’ una vergogna – è stato detto – le istituzioni sono state calpestate. E il livello di gestione del consiglio non è mai sceso così in basso”.