Il nuovo argine del Carrione è stato realizzato sul vecchio, mentre avrebbe dovuto essere buttato giù e ricostruito da zero. In parole povere i lavori di messa in sicurezza, finiti nel 2010, avrebbero seguito un progetto diverso da quello iniziale, con il Genio Civile che non avrebbe comunicato le modifiche.

Lo dice la commissione d’inchiesta voluta dalla Regione dopo l’alluvione di inizio novembre a Carrara, secondo cui sarebbero state appurate gravi responsabilità da parte della Provincia di Massa Carrara, l'ente che ha attuato il progetto.

Nessun collaudo statico

Secondo il dossier, il progetto non sarebbe stato depositato al Genio Civile per il controllo sismico, non sarebbe stato fatto alcun collaudo statico, come previsto dalla legge regionale e da quella statale per le opere di cemento armato.

“E' stata realizzata, da parte della Provincia di Massa Carrara , un'opera diversa dal progetto – ha spiegato il presidente della Regione Enrico Rossi – senza che nessuno abbia approvato le modifiche. E questa diversità è, probabilmente, la causa del disastro”.

Argine Carrione, le responsabilità della Provincia

Nonostante le segnalazioni di anomalie arrivate da ditte e altri enti, “la Provincia si è accontentata della riconferma del parere del direttore dei lavori e affermava che l'opera non presenta criticità”, ha detto ancora Rossi.

La giunta regionale ha preso alcuni provvedimenti. La prima testa a cadere è quella del dirigente del Genio Civile che sedeva nella segreteria dell'ufficio speciale e direzione Autorità di bacino del Magra: è stato rimosso dall’incarico e sarà inoltre sottoposto a procedimento disciplinare, si spiega in una nota. Rossi ha rincarato poi la dose: “Abbiamo fatto la nostra parte e ora ci aspettiamo che anche Provincia e Comune, per le loro competenze, facciano altrettanto”.

L'alluvione di Carrara insegna

Il governatore ha annunciato che sulle nuove 215 opere dichiarate d'urgenza, per cui sono stati investiti 127,5 milioni di euro, la Regione ha scelto di effettuare, oltre al collaudo imposto dalla legge, anche un ulteriore controllo dopo il collaudo grazie a tre esperti (un ingegnere specializzato, un dirigente del Genio civile, un giovane ingegnere).