lunedì, 30 Novembre 2020
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Pin Inps addio: dal 1° ottobre serve lo Spid per richiedere i servizi online

Un piccola rivoluzione per l'accesso al portale dell'Istituto di previdenza: non si potrà più richiedere il Pin

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Dal 1° ottobre 2020 si cambia: il “vecchio” Pin dispositivo per accedere e richiedere i servizi online Inps va in pensione e viene sostituito dallo Spid, il Sistema pubblico di identità digitale che permette con le stesse credenziali (username e password) di accedere ai principali siti della pubblica amministrazione, ad esempio all’Agenzia delle Entrate o a quelli delle Regioni, ma anche al portale delle Poste.

Tra bonus baby sitter, indennità per le partite Iva e reddito di emergenza, sempre più persone in questi ultimi mesi si sono trovate a fare i conti con i servizi online dell’Inps, alcune hanno richiesto il Pin (il codice personale composto da 8 cifre), altre hanno usato fin dall’inizio lo Spid (già accettato, tra le credenziali di accesso). Cosa succede dal primo ottobre e cosa cambia per gli utenti dopo questa data? L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha diffuso un vademecum con le regole per questa transizione digitale .

1° ottobre 2020: non si può più richiedere il Pin per accedere ai servizi online Inps

Dal 1° ottobre 2020 non è più possibile richiedere il Pin dispositivo per accedere ai servizi online Inps: i nuovi utenti dovranno usare lo Spid (o richiederlo, se non ne sono in possesso) oppure utilizzare gli altri metodi di accesso già previsti (CIE – carta di identità elettronica e CNS – carta nazionale dei servizi).

Le uniche eccezioni sono i minorenni e gli stranieri senza documenti di identità italiani che non hanno accesso allo Spid: solo per loro rimarrà il Pin, ma esclusivamente per servizi limitati offerti online dall’Inps.

Come richiedere lo Spid, da Aruba alle Poste

Lo Spid è una “password pigliatutto”, perché con le stesse credenziali si può accedere non solo al portale Inps ma a tutti i siti della pubblica amministrazione (e anche a quello di Poste Italiane) senza doversi registrare ogni volta o avere tanti Pin diversi: in sostanza si ha soltanto un nome utente e una password per tutti i portali, a cui aggiungere anche l’autenticazione via cellulare (con una password temporanea inviata ogni volta via sms o app) per avere una maggiore sicurezza.

Richiedere lo Spid è gratis: ci sono diversi gestori, da Aruba alle Poste, che permettono di ottenerlo online. In alcuni casi è poi necessario presentarsi fisicamente allo sportello, in altri invece il riconoscimento può essere fatto tramite webcam, senza spostarsi da casa o dall’ufficio. Qui spieghiamo come richiedere lo Spid.

Pin Inps fino a quando resterà valido? Quando fare il passaggio a Spid?

Niente paura però, chi ha già il Pin non avrà problemi, almeno per il momento, perché il codice rimarrà valido ancora per qualche tempo. L’Inps chiarisce che dal 1° ottobre 2020 in poi “i Pin in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria”: il giorno X in cui non sarà più utilizzabile il codice già in possesso degli utenti, in favore dello Spid, non è stato ancora fissato.

La data verrà decisa dall’Inps insieme all’Agenzia per l’Italia digitale, al Ministero per l’Innovazione tecnologica e a quello del Lavoro, in base all’andamento dello switch off tra il Pin e lo Spid. Con questo passaggio, spiega sempre l’Inps sul suo sito, sarà possibile abilitare nuovi servizi per gli utenti.

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