giovedì, 6 Agosto 2020
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Spid, cos’è e come richiedere il “codice” per i bonus di Inps e governo

Un solo nome utente e una sola password per accedere a tutti i siti: da quelli statali alle Regioni fino ai servizi comunali. Ecco la procedura per richiedere le credenziali uniche

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È la “chiave” per tutti i siti dei servizi pubblici italiani, una password pigliatutto. Inps, Agenzia delle Entrate, ma anche Poste e i portali per richiedere i vari bonus del decreto rilancio (bici, baby sitter e centri estivi): le credenziali Spid, che sono gratis, consentono l’accesso a tante piattaforme diverse della pubblica amministrazione, senza dover ogni volta decidere un nome utente e un codice diverso come password. Insomma, in poche parole è un utile passe-partout web.

Non è però un semplice codice, la procedura di richiesta dello Spid è un po’ più complicata di una normale registrazione su un sito internet, perché presuppone il controllo effettivo dell’identità di chi ne fa domanda, ad esempio presentandosi di persona allo sportello. Questa è una sicurezza per ogni cittadino: il procedimento serve a garantire che siamo noi effettivamente a richiedere le credenziali e non qualcuno sotto falsa identità.

Spid, cos’è questo “codice magico”

La sigla Spid, che richiama un po’ l’inglese speed (veloce), significa “Sistema Pubblico di Identità Digitale” ed è composto da un nome utente (username) e da una password che permettono l’accesso a tutti i siti della pubblica amministrazione, da quelli statali alle Regioni (ad esempio per pagare il bollo auto online o consultare il proprio fascicolo sanitario elettronico) fino ad altri soggetti che aderiscono a questa rete, come Poste Italiane. Si può utilizzare collegandosi a internet da computer, cellulare e tablet.

Lo Spid può essere usato, tra le altre cose, per fare domanda delle varie agevolazioni previste dal decreto rilancio del governo, per la crisi economica scatenata dal coronavirus: dal bonus baby sitter a quello di 600 euro per gli autonomi (entrambi sul sito Inps), fino al bonus bici per cui il Ministero dell’Ambiente sta rilasciando una app.

Come richiedere le credenziali Spid

Se si è residenti in Italia per fare richiesta delle credenziali Spid è necessario un indirizzo mail, un numero di cellulare, un documento valido (carta di identità, passaporto o patente) e la tessera sanitaria con il codice fiscale. Basta poi collegarsi a uno degli 8 portali che offrono il servizio Spid e seguire la procedura per richiederlo, in tre passi:

  1. Inserire i propri dati anagrafici
  2. Decidere le proprie credenziali Spid (username e password)
  3. Effettuare il riconoscimento, che cambia a seconda della società scelta. Per alcune bisognerà presentarsi di persona allo sportello, altre danno la possibilità di usare la carta d’identità elettronica (con lettore), altre ancora offrono un servizio di riconoscimento via webcam.

Ogni società a cui è possibile richiedere le credenziali Spid prevede poi diversi livelli di sicurezza: solo username e password oppure aggiungendo un codice temporaneo inviato a ogni accesso sul cellulare o in alternativa un lettore e la carta di identità elettronica.

Spid gratis, a chi richiederlo: da Aruba alle Poste

La richiesta delle credenziali in genere è gratuita, ma alcune società offrono dei servizi premium a pagamento o prevedono dei costi per modalità di riconoscimento particolari. Ecco gli Identity Provider, ossia le società che forniscono questo servizio:

  • Poste Italiane
  • Aruba
  • Infocert
  • Intesa Id
  • Lepida
  • Namirial
  • Sielte
  • Spid Italia di Register.it
  • Tim

Tutte le informazioni per confrontare i servizi di questi 8 provider si trovano sul sito del governo dedicato a Spid.

Gli altri modi per l’accesso ai siti della pubblica amministrazione

Per entrare sui siti della pubblica amministrazione, non c’è solo lo Spid, ma i singoli portali possono prevedere oltre a queste credenziali altre forme di autenticazione:  dei pin da richiedere all’ente (ad esempio per Inps), la modalità “Entra con CIE” (usando la carta di identità digitale con un lettore di schede oppure con l’app CIE ID) o utilizzando la Carta nazionale dei servizi (CNS).

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