mercoledì, 2 Dicembre 2020
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Posso andare nella seconda casa in zona arancione e rossa? Le regole

Quando si può andare nella seconda casa in zona arancione o rossa e quando no: stesso comune e comune diverso, emergenze, orari. Cosa dice la legge

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Al mare, in campagna, in montagna. In molti se lo saranno domandato: posso andare nella seconda casa, magari nella stessa regione o nello stesso comune, se si vive in zona arancione o in una regione dichiarata zona rossa? La risposta breve è: non sempre si può andare alla seconda casa in zona arancione e pure in quella rossa, anzi quasi mai. Vediamo perché.

Zona arancione e zona rossa, si può andare nella seconda casa?

Vivere in una regione classificata come zona arancione comporta dei severi limiti agli spostamenti. C’è il divieto di uscire dalla regione stessa, ma è vietato anche uscire dal proprio comune di residenza. L’unica circolazione sempre ammessa è quella all’interno del proprio comune dalle ore 5 alle 22, nel rispetto del coprifuoco nazionale. Nella zona rossa invece il blocco degli spostamenti riguarda anche quelli compiuti all’interno del proprio comune.

Divieto di uscire: le eccezioni

Divieti che ammettono però delle eccezioni. Gli spostamenti in zona arancione e rossa sono consentiti per motivi di lavoro, di studio, di salute o di assoluta urgenza. Si può anche uscire dal comune di residenza per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune. Le Faq del governo hanno fatto un po’ di chiarezza su quali siano le situazioni di urgenza e necessità.

E dunque, posso andare nella seconda casa in zona arancione? C’è un solo caso sempre ammesso, nel rispetto dell’orario tra le ore 5 e le 22: si può andare nella seconda casa se questa si trova nello stesso comune di residenza in zona arancione. Uno spostamento, questo, che viene equiparato a tutti gli altri spostamenti permessi all’interno del proprio comune.

Seconda casa in zona rossa o arancione: posso andare?

Se invece la seconda casa si trova in un altro comune in zona arancione o in un’altra regione, si può andare solo per “porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili”. Ad esempio, un guasto, un crollo, la rottura degli impianti idraulici o del gas, effrazioni di ladri. E, anche in questo caso, il tempo dello spostamento deve essere “strettamente funzionale a sopperire tali situazioni”. Il tempo di arrivare, rimediare all’urgenza e poi si deve tornare nel proprio comune. Le stesse emergenze valgono in orario di coprifuoco (dalle 5 alle 22) per la seconda casa che si trova nello stesso comune. Se c’è una simile urgenza si può quindi uscire anche di notte.

Regole simili valgono per gli spostamenti verso la seconda casa in zona rossa: anche in questo caso si può andare nell’abitazione di proprietà, diversa da quella principale, solo in caso di emergenze improvvise, che mettono a rischio l’edificio, come rotture di tubi, crolli, effrazioni e via dicendo. Pure in zona rossa lo spostamento è permesso solo per il tempo necessario per risolvere la problematica: al termine bisogna lasciare la seconda casa e fare rientro nell’abitazione principale.

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