Prima giunta con vista per i dieci assessori di Dario Nardella. Sono da poco passate le nove, quando la nuova squadra di Palazzo Vecchio si riunisce sul colle di San Miniato a Monte in quello che è il suo primo incontro ufficiale. “Voglio che i miei assessori guardino Firenze dall'alto. Dalla sommità di San Miniato capiranno il valore della città. Ogni altra parola sarà superflua”, aveva annunciato Nardella solo pochi giorni fa presentando la giunta. E così è stato.
 

IL VIAGGIO SUL BUS ATAF

 

Presenti tutti e dieci all'appello, gli assessori sono arrivati a bordo del bus 13 dell'Ataf che dalla stazione di Santa Maria Novella li ha portati fino al Piazzale Michelangelo insieme al sindaco (“abbiamo pagato regolarmente il biglietto” ci tiene a precisare qualcuno di loro). Da lì a piedi fino alla scalinata di marmo che porta sulla sommità di San Miniato e allo strepitoso skyline della città. “Da qui, uno dei luoghi simbolo della città, si vede la Firenze di ieri, di oggi e di domani. Penso che per noi che siamo chiamati a governare questa città spendida sia importante percepirne materialmente le potenzialità”, dice Nardella. Il clima è simile a quello di una gita fuori porta. Si scattano foto ricordo, qualcuno racconta aneddoti sull'antica abbazia, si ammira il panorama mozzafiato tra la curiosità dei turisti. Una sorta di ricreazione che anticipa la prima vera riunione di giunta, in programma subito dopo a ruota nella Sala degli Otto in Palazzo Vecchio, quanto inizierà il lavoro vero: una lunga serie di priorità da affrontare “con una road map serrata” dice subito Nardella. 
 

LA SQUADRA

 

Dall'aeroporto ai cantieri delle linee 2 e 3 della tramvia, che non subiranno contraccolpi – assicura il sindaco – a causa delle vicende giudiziarie degli ultimi giorni. Fino al bilancio preventivo (da presentare entro il 31 luglio) che dovrà vedersela con i circa tre milioni di euro di tagli previsti dal governo per “coprire” il decreto Irpef. Non avrà nemmeno il tempo di respirare Leonardo Perra, nuovo titolare del bilancio, quarantenne già direttore dell'Ato centro dei rifiuti, chiamato a far tornare i conti del Comune cercando di non alzare la pressione fiscale come promesso da Nardella in campagna elettorale. Per ora, su Tasi e Tari, il neo assessore si limita a chiedere “chiarezza” al governo. Lo stesso può dirsi per Stefano Giorgetti, assessore provinciale uscente e neo titolare delle infrastrutture, che dovrà presidiare i cantieri del tram.
 

MANTOVANI ''ASSESSORE PENDOLARE''

 

Si rimboccherà subito le maniche “per capire con quali progetti portare Firenze nel mondo” anche Nicoletta Mantovani che stamani si è presentata per la prima volta ai colleghi. A lei da oggi il compito di occuparsi di relazioni internazionali. Sarà un'assessora pendolare, continuerà a vivere a Bologna, “distante solo 37 minuti di alta velocità”. Dalla terrazza di San Miniato si affaccia il neo assessore con delega alla città metropolitana Giovanni Bettarini, sindaco uscente di Borgo San Lorenzo, che dovrà seguire da vicino il processo di superamento delle Province. A lui spetterà anche la delega allo sviluppo economico, che lo porterà a confrontarsi con la spinosa vertenza degli ambulanti di San Lorenzo. “Voglio incontrarli presto”, dice. Ci sono poi Alessia Bettini, dirigente di Confesercenti e capo staff di Nardella in campagna elettorale, in giunta con la delega all'ambiente, e Sara Funaro, psicologa che da oggi si occuperà di politiche sociali. Presenti anche Andrea Vannucci, il più giovane in squadra, titolare dello sport, e Federico Gianassi, presidente uscente del Quartiere 5, neo assessore al personale che, dice, non lascerà il ruolo di segretario cittadino del Pd. Fanno gli onori di casa la vice di Nardella Cristina Giachi e Titta Meucci, le due veterane della giunta, riconfermate rispettivamente alla scuola e all'urbanistica. “Laggiù – dice indicando la città Meucci – c'è la Manifattura, dove presto sorgeranno due torri”.