sabato, 24 Febbraio 2024
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La questione delle primarie Pd per il candidato sindaco a Firenze

Le dichiarazioni del segretario regionale Emiliano Fossi sulle primarie del Pd a Firenze sono chiare: “Il Pd regionale avrà un forte peso”

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Si infiamma la partita sulle primarie del Pd a Firenze, quando manca circa un anno dal voto per il nuovo sindaco della città, visto che Dario Nardella ha esaurito i mandati. Nelle ultime ore Rosa Maria Di Giorgi ha annunciato di volersi candidare alla carica di primo cittadino e in tanti pensano che questo passo sarà seguito a breve da Cecilia Del Re, cacciata dalla giunta da Nardella per le frasi sulla tramvia.

Primarie del Pd per il candidato sindaco a Firenze: la posizione di Fossi

Sulle primarie del Pd a Firenze è da registrare la posizione di Emiliano Fossi, segretario regionale dem. Che non le manda a dire ed è molto chiaro. “La segreteria regionale avrà una forte voce in capitolo sulla definizione di strumenti e modalità per la selezione delle candidature”. Non ci sarà un candidato imposto, non è questo che vuole dire. Ma neanche si potrà far sorpassare Fossi nel momento in cui si dovrà selezionare il profilo giusto.

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Ma al di là delle questione primarie, cosa dovrà fare il Pd per vincere, a partire anche dai ballottaggi di Siena, Massa e Pisa? “Il Pd vince se fa il Pd, comunicando la sua idea di comunità inclusiva, aperta, che guarda all’ambiente e contro le disuguaglianze”, ha detto Fossi. Che poi ha parlato di voler rilanciare, a ballottaggi terminati, un “cantiere del centrosinistra ampio, dalle forze più moderate a quelle più progressiste, invitando anche il civismo”. Intanto il segretario regionale Dem ha annunciato che in vista dei ballottaggi tornerà la segretaria nazionale Elly Schlein in Toscana.

“No ai personalismi”

Tornando alle primarie del Pd a Firenze Fossi ha più volte chiarito che non servono “personalismi” e che, anzi, fare la gara a mettersi in prima fila come candidato sindaco non può che fare male al partito. “La segreteria regionale avrà una forte voce in capitolo sulla definizione degli strumenti e delle modalità per selezionare le candidature – ha ripetuto -. Lo statuto non è la Costituzione”. Il riferimento è allo statuto del Pd che ad oggi impone primarie di coalizione. Ma tutto può variare nei prossimi mesi.

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