venerdì, 14 Agosto 2020
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Un “patto” per Sant’Orsola e San Lorenzo

Dal percorso partecipativo arriva una proposta di protocollo di intesa per far rinascere l’ex convento di Sant’Orsola e il rione di San Lorenzo, nel centro di Firenze

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Riprogettare piazza del Mercato centrale, migliorare gli spazi pedonali del quartiere di San Lorenzo e riaprire subito il piano terra dell’ex convento di Sant’Orsola, un complesso da trasformare in un laboratorio di innovazione urbana e motore di rigenerazione dell’area Unesco di Firenze. Sono questi i punti principali del “patto” per Sant’Orsola e il rione circostante, proposto alle istituzioni dai promotori del percorso partecipativo “Laboratorio San Lorenzo”, che da marzo ha coinvolto oltre 200 cittadini e più di venti associazioni.

Il percorso di ascolto è stato promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze insieme all’Ordine degli Architetti di Firenze e al coordinamento Santorsolaproject, è stato co-finanziato dall’Autorità per la Partecipazione della Regione Toscana e si è svolto in collaborazione con il Comune e la Città Metropolitana di Firenze.

Percorso partecipativo, le proposte per il quartiere di San Lorenzo

Per quanto riguarda il rione di San Lorenzo, le proposte principali riguardano la riprogettazione di via Nazionale, con meno parcheggi e dehors e più spazio per i pedoni, e quella di piazza del Mercato Centrale per renderla a misura di pedone con aree verdi e aree gioco per bambini. Tra le idee anche un collegamento pedo-ciclabile che unisca la Fortezza, la Stazione e il rione, la possibilità di rendere attraversabili i cortili di Sant’Orsola e Sant’Apollonia e quote per l’housing sociale negli interventi di recupero degli edifici dismessi del rione.

Housing sociale e alloggi per giovani coppie; spazi verdi aperti al pubblico nelle corti, servizi come ludoteca, centro anziani, auditorium, consultori, co-working, laboratori artigianali, palestra  piscina; piano terra aperto fin dalle prime fasi dei cantieri rendendolo attraversabile da ogni lato e a qualsiasi ora, sul modello delle Murate. Sono questi alcuni degli spunti che arrivano dal percorso di partecipazione per Sant’Orsola. L’obiettivo primario è trasformare l’ex convento in un laboratorio di innovazione urbana, motore di rigenerazione di tutto il rione di San Lorenzo e dell’area Unesco.

Sant Orsola ex convento
Uno dei cortili dell’ex convento di Sant’Orsola

Il protocollo di intesa per Sant’Orsola e San Lorenzo

Una volta firmato, il protocollo d’intesa durerà fino alla sottoscrizione di un “contratto di rione” che definisca un programma di interventi e progetti finalizzati alla realizzazione delle diverse azioni strategiche.  “L’auspicio è che questo percorso diventi un modello che le istituzioni possano utilizzare per aumentare la cultura della partecipazione, che funzioni da progetto pilota per la rigenerazione e il recupero di altre aree cittadine – spiega Marzia Magrini, consigliera dell’Ordine degli Architetti di Firenze – la formula utilizzata ha saputo unire l’approccio scientifico degli esperti con le richieste dei cittadini, dando vita a un modello da replicare per altri processi di partecipazione mirati alla riqualificazione di spazi cittadini e contenitori dismessi”.

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