sabato, 15 Maggio 2021
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”Rivogliamo il Variety”, le strategie per salvarlo – LA VIDEOINCHIESTA

Scorrono i titoli di coda sulla vicenda Variety. Ma né i cittadini né il mondo della politica sembrano intenzionati ad arrendersi. Ecco le strategie per salvarlo.

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Scorrono i titoli di coda sulla vicenda Variety. Ma né i cittadini né il mondo della politica sembrano intenzionati ad arrendersi. Ecco le strategie per salvarlo.

LA VICENDA. Il cinema ha chiuso i battenti il 31 gennaio scorso. Ma non per problemi di incassi: il Variety, infatti, era il secondo cinema fiorentino per numero di biglietti staccati. Alla base della chiusura ci sarebbe un contratto di locazione scaduto e non rinnovato e un debito di 700mila euro, lasciato dalla precedente gestione. L’immobile, infatti, è passato di mano due anni fa. Fino ad allora era di proprietà della stessa società di gestione che aveva accumulato il debito. Proprio a due anni fa, nel momento in cui cambiarono sia proprietario che gestore dell’attività, risale il progetto di recupero dell’area.

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LE IPOTESI. Il progetto, presentato prima dell’era degli scandali immobiliari che travolsero giunta e consiglio comunale scorsi, prevedeva la realizzazione di una trentina di appartamenti al posto delle sale cinematografiche, con tanto di negozi al piano terra e nuovi posti auto. Il piano, però, è stato bloccato dal Comune grazie alle cosiddette norme “anti-Quadra”. “Adesso è necessario presentare un nuovo piano”, chiarisce il vicesindaco Dario Nardella. Ma non lascia molte speranze sulle sorti della multisala. “Come amministrazione possiamo cercare di disincentivare il proprietario a cambiare destinazione d’uso – continua – ma non possiamo obbligarlo a riaprire un cinema o un’attività culturale”. La norma per cui un ex cinema deve rimanere almeno per il 70% adibito ad attività culturali, infatti, vige soltanto nel centro storico. Fuori dalle mura tutto è possibile. Eppure sindaco, giunta e anche Regione si sono finora fermamente opposti all’ipotesi degli appartamenti.

RACCOLTA FIRME. Nel frattempo alcuni consiglieri comunali del Pdl hanno avviato anche una raccolta di firme per scongiurare la scomparsa del cinema dalla mappa cittadina. Solo nel primo weekend sono state raccolte 500 sottoscrizioni, ma la battaglia va avanti.

A RISCHIO. Quel che è certo per ora è che i 10 dipendenti che lavoravano al Variety sono stati messi in aspettativa. Potrebbero essere ricollocati in altri cinema gestiti dalla stessa società, ma i loro posti sono più traballanti che mai al momento.

I SOPRAVVISSUTI. Non se la cavano male, invece, gli altri cinema del quartiere. “Noi abbiamo sempre lavorato – dichiara la cassiera del vicino Fiorella – abbiamo un nostro pubblico e una programmazione particolare”. Anche il Fiamma, in via Pacinotti, mantiene una sua clientela affezionata. “Molti anziani – spiega Claudio da dietro la cassa – molte famiglie e bambini. Puntiamo soprattutto su queste fasce di età”. Il segreto sembra essere quello di differenziare l’offerta. Lo fa anche la Casa del Popolo di Settignano, che riempie la sala tutti i venerdì con rassegne di nicchia. Adesso è in corso quella dedicata all’Inghilterra. E a sentire i residenti fa il pieno di giovani ogni settimana.

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