domenica, 4 Dicembre 2022
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Si dice tramvia o tranvia? Tutta colpa del… tramme

Perché a Firenze si usa "tramvia" al posto di "tranvia"? Qual è la forma corretta? Dipende! Ecco la spiegazione della forma più corretta da usare secondo l'Accademia della Crusca

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Tranvia o tramvia? Se lo domandano in molti e la questione non è nuova. L’Accademia della Crusca ne parlava già nel 1999, quando l’allora presidente Giovanni Nencioni rispose alla direzione d’esercizio di Ataf che si chiedeva quale fosse la forma più corretta da adottare per il servizio trasporti fiorentino. In questo articolo cercheremo di chiarire la questione, riprendendo alcuni passaggi divulgati proprio dalla Crusca e approfondendo le curiosità che riguardano questo termine così dibattuto.

Tranvia o tramvia? L’origine del termine

La nascita del primo prototipo di ferrovia tramviaria porta la firma dell’ingegnere britannico Benjamin Outram: a differenze di quanto raccontino le “voci di corridoio”, il termine tramway non deriva dalla nome del suo inventore ma da una più antica forma scozzese. La parola “tram” nasce infatti per indicare “a shaft of a barrow or cart“, ovvero “l’albero, fusto, tronco di un carretto o carrozza”. Il servizio prende avvio nel 1775 ma le prime discussioni sull’italianizzazione del termine tramway risalgono al 12 maggio 1896 quando La Crusca, una delle più prestigiose istituzione linguistiche del nostro Paese, registrò ufficialmente la parola tranvai durante una delle riunioni del Collegio Accademico.

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Per quale motivo la forma lessicale registrata era quella con la “n” (tranvia)? Perché nella lingua italiana, la lettera “v” è convenzionalmente preceduta proprio dalla consonante “n” e questa usanza viene adottata anche per la parola in questione. Tuttavia, nei verbali che riportano questa analisi si legge che sul piano linguistico l’utilizzo della “m” prima della lettera “v” non sarebbe da considerare errato ma solo meno preferibile. In Italia però, il caso fiorentino sembra essere un’eccezione.

Perché a Firenze si dice tramvia? Tutta colpa del… tramme

Nonostante il termine fonetico più corretto sia tranvai, a Firenze i siti ufficiali del Comune e di GEST, la società che si occupa della gestione del sistema tramviario fiorentino, utilizzano il vocabolo tramvia. Nel 1999, l’allora presidente dell’Accademia della Crusca Giovanni Nencioni affermava che in alcuni casi “persiste la forma tram (nella parlata di Firenze tramme)”. Il termine tramme è stato infatti mantenuto nella parlata fiorentina: “Eh, ma l’avrà daho un documento, perche’ ci vòle documenti. Io un ce l’avéo, un ce l’ho ma’ documenti, io c’ho la tessera di’ tramme, e basta” riporta il Vocabolario del fiorentino contemporaneo in un esempio registrato nei quartieri fiorentini di Santa Croce e San Frediano.

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A seguito della rimozione dei veicoli su rotaie, il termine “tram” ha subito uno slittamento semantico, finendo per indicare addirittura gli autobus di linea. Per questo motivo, anche secondo l’Accademia della Crusca, sembra opportuno che nell’area fiorentina si adotti la forma tramvia poiché, seppur reputata una variante secondaria, rappresenta una forma di uso comune che esprime maggiore coerenza in relazione alla parlata toscana.

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