mercoledì, 20 Gennaio 2021
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Siccità, a rischio i raccolti. Gli agricoltori chiedono lo stato di calamità

Publiacqua lancia l'allarme: le risorse idriche si stanno prosciugando, i comuni facciano rispetare le ordinanze antisprechi. Intanto Bilancio evapora: rimasti nel lago solo 44milioni di metri cubi d'acqua.

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La Toscana ha sete. L’ondata di caldo non accenna a diminuire, le piogge sono un miraggio, le risorse idriche si stanno prosciugando. Le campagne sono spianate roventi, i raccolti rischiano di andare in fumo e gli animali boccheggiano con pesanti ripercussioni sulla produzione di materie alimentari. La Regione e gli agricoltori toscani  chiedono aiuto al governo, affinchè riconosca lo stato di calamità naturale. I rubinetti di molta parte della regione intanto sono già a secco: nel Chianti e nel Valdarno sono entrate in azione le autobotti. Spaventa sempre di più l’invaso di Bilancino, che sta evaporando a poco a poco.

CALAMITA’ NATURALE. Tra le vittime di caldo record e siccità i raccolti di tutta la Toscana: le prime stime calcolano 60 milioni di danni. E Nerone rischia di dare colpo di grazia. Gli agricoltori fanno appello all’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori, il quale a sua volta annuncia la richiesta dello stato di calamità  al governo. Senza pioggia dal 12 giugno scorso, sono in ginocchio le coltivazioni di pomodoro, mais, girasole, barbabietola, olio e vino.

ALLEVAMENTI. Ricadute anche sugli allevamenti, con le mucche sempre più impossibilitate a fare il latte.  Nei pascoli la produzione di foraggere è praticamente azzerata e la mancanza di foraggi freschi ha avuto inevitabili ripercussioni sulla lattazione dei bovini: lo stress da siccità ha già provocato una diminuzione della produzione di latte intorno al 20%, e lo stesso vale per le uova. I maiali stanno consumando fino al 40 per cento in meno della consueta razione giornaliera con un conseguente, sostanziale calo dell’accrescimento. Il caldo ha pesanti effetti anche sulle galline, che producono meno uova, e sulle api che non riescono a raccogliere il polline e il nettare mettendo a rischio la produzione di miele.

I VIVAI. In ginocchio anche il settore vivaistico: nella piana dell’Ombrone, dove si concentra il 35% della produzione nazionale di piante ornamentali e il 77% di quella regionale, tutti i corsi d’acqua che attraversano i 5.000 ettari di coltivazioni sono completamente asciutti da almeno due settimane. “E’ partendo da questo scenario – spiegano i Presidenti delle organizzazioni agricole Coldiretti, Cia e Confagricoltura – che gli agricoltori hanno richiesto un intervento urgente a sostegno delle imprese. Non possiamo aspettare che la siccità ed il caldo brucino la nostra agricoltura”. Immediata la risposta della Regione Toscana che ha subito fatto partire la richiesta di stato di calamità naturale: in una nota l’assessore Salvadori ha annunciato la richiesta “decisa e pressante” rivolta oggi al governo dalla Regione e dalle associazioni agricole regionali di assicurare una copertura finanziaria tale da poter garantire il reddito alle imprese agricole regionale.

SOS SICCITA’. Anche Publiacqua che gestisce il servizio idrico nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e parte di Arezzo, lancia l’allarme: i pozzi e le sorgenti si stanno esaurendo. Le zone più a rischio sono Barberino Val D’Elsa, Tavarnelle Val di Pesa ed alcune località del Comune di San Casciano Val di Pesa. Nel fine settimana, si sono verificati problemi anche in territori finora mai toccati da carenza idrica come Reggello e Pian di Scò nel Valdarno. 

AUTOBOTTI. Necessario il ricorso alle autobotti nel Chianti, dove Publiacqua invia mille mcubi al giorno nei vari depositi, tra gli altri quelli di Pergolato, Tavernaccia, Morrocco. Rubinetti a secco e autobotti anche a Badia a Passignano, La Romola, Montefioralle, Dudda e Marcialla. E poi, ancora, a San Donato (Rignano sull’Arno) mentre per le località di Pulicciano (Castelfranco di Sopra) e Moncioni-Poggio Cuccule (Montevarchi) si è deciso una razionamento notturno della risorsa con chiusura programmata del servizio dalle ore 23.00 alle ore 05.30.

POZZI DIMEZZATI. Sorgenti, fonti e pozzi di tutto il territorio stanno alzando le braccia: la carenza di piogge li ha fatti calare del 60%, ridotti quindi a meno della metà.

BILANCINO EVAPORA.Preoccupa in modo particolare il lago di Bilancino che porta acqua a mezza Toscana. Anche l’invaso si è quasi ”dimezzato”: vi restano 44 milioni di metri cubi invasati su una capienza ”normale” di 69. In crisi anche la Sieve: per garantirne il livello minimo vitale si è deciso di aumentare il rilascio da Bilancino (2 mc/s). Lo stesso per l’Arno.

CHIANTI KO. Boccheggiano, nel Chianti, i laghi di Fabbrica, oggi sette metri sotto al livello massimo dell’invaso.Significa che nel Chianti l’acqua ci sarà solo per altri 40/50 giorni, grazie anche alle citate integrazioni con autobotti.

”FATE RISPETTARE LE ORDINANZE”. “Rinnoviamo l’appello a tutti i cittadini a rispettare le ordinanze dei propri sindaci in materia di limitazione dei consumi di acqua ai soli fini idropotabili – dice il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis – La situazione è difficile e Publiacqua sta lavorando con impegno per garantire a tutti il miglior servizio possibile. La collaborazione di tutti è però fondamentale per superare una delle estati più siccitose degli ultimi decenni ed ogni cittadino può dare il suo contributo”.

LOTTA CONTRO IL TEMPO. I tecnici di Publiacqua sono al lavoro notte e giorno per fronteggiare la situazione. Inoltre, il gestore ha già messo in atto il Piano per l’emergenza idrica della Regione Toscana, all’interno del quale Publiacqua investirà ulteriori 40 milioni di euro. Uno dei più importanti è quello che prevede il potenziamento del collegamento tra Impruneta e San Casciano Val di Pesa che, espletati a tempo di record gli iter autorizzativi, andrà ad iniziare nella giornata di domani martedì 7 agosto.  Prevista poi a breve l’apertura di nuovi pozzi come quello presso la località La Botte.

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