venerdì, 26 Aprile 2024
- Pubblicità -
HomeSezioniCronaca & PoliticaStudio Alzheimer, un italiano tra...

Studio Alzheimer, un italiano tra i top 100

Sandro Sorbi, ricercatore dell'Università di Firenze, è l'unico italiano a comparire nella graduatoria dei primi 100 scienziati coinvolti nello studio della malattia di Alzheimer. L'indagine è stata pubblicata sul numero di marzo della rivista internazionale "Journal of Alzheimer disease".

-

- Pubblicità -

Un italiano fra i primi 100 studiosi dell’Alzheimer. E’ Sandro Sorbi, ricercatore dell’Università di Firenze, l’unico italiano a comparire nella graduatoria dei primi 100 scienziati coinvolti nello studio della Malattia di Alzheimer. L’indagine è stata pubblicata sul numero di marzo della rivista internazionale “Journal of Alzheimer disease”, utilizzando le pubblicazioni dal 1984 al 2007 di circa 25.000 scienziati. Sorbi è in settantunesima posizione fra i “top 100 investigators”, nono dei 19 europei indicati dalla classifica.

L’indagine ha utilizzato sia il numero e il tipo di pubblicazioni scientifiche che il “citation index”, il numero di citazioni di ciascuna pubblicazione fatte dagli studiosi, che esprime la rilevanza e la considerazione da parte degli esperti del settore. Sorbi – ordinario di Neurologia alla facoltà di Medicina e chirurgia e presidente dell’Associazione per lo Studio delle Demenze (SINdem) -ha costituito a Firenze un gruppo di giovani ricercatori con i quali ha contribuito alla scoperta, avvenuta a metà degli anni ’90, dei geni che causano la forma ereditaria della malattia di Alzheimer.

- Pubblicità -

Negli ultimi anni le ricerche del gruppo fiorentino sono state orientate allo studio dei meccanismi costituzionali genetici legati alle abilità di memoria e a quello delle metodologie per la diagnosi precoce della malattia, sia con indagini genetiche e neuropsicologiche che con tecniche, quali la PET, che permettono di visualizzare l’immagine del funzionamento del cervello e grazie alle quali è stato possibile “fotografare” le prime alterazioni presenti nel cervello dei soggetti destinati ad ammalarsi, anche 15 anni prima dell’esordio dei primi sintomi.

Tali indagini hanno anche lo scopo di identificare strategie diagnostiche precoci, in particolare per il Mild Cognitive Impairement, quella forma di riduzione delle capacità di memoria che spesso progredisce in malattia di Alzheimer. Assieme al suo gruppo di ricercatori, Sorbi – che ha partecipato alla ideazione e al coordinamento dello studio di validazione delle linee guida per la demenza della Società Italiana di Neurologia – è impegnato in importanti sperimentazioni con tecniche innovative per curare la malattia di Alzheimer.

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Ultime notizie

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -