sabato, 26 Settembre 2020
Home Sezioni Cronaca & Politica Supermercati aperti o chiusi sabato...

Supermercati aperti o chiusi sabato e domenica?

Cosa prevedono i "decreti coronavirus" per le aperture durante il weekend. L'invito resta però sempre lo stesso: "no agli affollamenti e no alla corsa al carrello"

-

I clienti possono stare tranquilli: anche i durante il weekend i supermercati di tutta Italia e i negozi alimentari  potranno restare aperti il sabato e la domenica secondo i consueti orari. Non ci saranno serrate per questo genere di attività commerciali, perché secondo il decreto dello scorso 11 marzo offrono ai cittadini beni di prima necessità, come assicurato dallo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

No alla corsa al carrello, sabato e domenica supermercati regolarmente aperti

Già nella giornata di venerdì, anche a Firenze come in altre parti d’Italia, si erano fermate lunghe code davanti ai supermercati e ai centri commerciali: ai rallentamenti legati alle nuove regole anti-affollamento si è aggiunta la fobia da “carrello vuoto”, perché si era diffusa la falsa notizia che i punti vendita sarebbero stati chiusi il sabato e la domenica.

Una fake news legata a un’interpretazione errata dei decreti precedenti (quelli dell’8 e del 9 marzo) che sancivano la chiusura dei centri commerciali durante il weekend, ad eccezione però dei supermercati e delle attività che vendono generi di prima necessità come le farmacie. E questo ha generato dei fraintendimenti tra le persone comuni. In soldoni, le norme dicono questo: spesa essenziale sì, shopping superfluo no.

I supermercati aperti nel weekend: attenti agli orari

Resta ben inteso che le aperture sono decise autonomamente dalle singole insegne: le grandi catene di supermercati, come i piccoli negozi di alimentari, hanno la possibilità di rimanere aperti il sabato e la domenica, sta a loro stabilire come e quando farlo e in quali orari.

A Firenze ad esempio, Coop ha garantito per sabato l’apertura di tutti i supermercati (per controllare gli orari basta collegarsi al sito di Unicoop Firenze), mentre domenica 22 e 29 marzo ha deciso la chiusura di tutti i punti vendita. Da lunedì 16 marzo poi chiusura per tutti i Coop.fi alle ore 20.00 per garantire il rifornimento degli scaffali visto l’alto afflusso di clienti.

Anche Esselunga, dal 21 marzo al 3 aprile, ha deciso di chiudere in anticipo i supermercati presenti in 6 regioni italiane alle ore 20.00, dal lunedì al sabato, mentre la domenica i punti vendita sono aperti solo dalle 8.00 alle 15.00 (più dettagli nell’articolo sui nuovi orari di Esselunga).

Non solo spesa. Farmacie, tabaccherie, edicole: cosa non chiude

È comunque lungo l’elenco delle attività che hanno la possibilità di tirare su il bandone per offrire servizi di prima necessità ai cittadini. In questo articolo trovate la lista dei negozi che possono stare aperti. Attenzione però, prima di uscire meglio chiamare direttamente l’attività commerciale, perché come detto ogni esercizio decide in autonomia se restare aperto o chiudere.

Mediaworld ad esempio, nonostante gli store di elettronica rientrino nella lista dei servizi di prima necessità (si pensi allo smart working), ha deciso di chiudere in tutta Italia i suoi negozi per ridurre il rischio di contagio da coronavirus e nel rispetto dei propri lavoratori.

Ultime notizie

Cosa fare a Firenze nel weekend: gli eventi del 26 e 27 settembre

Bancarelle, vintage, fiere, spettacoli e musei a 1 euro: il meglio del programma per l'ultimo fine settimana di settembre

Giornate europee del patrimonio 2020: musei a 1 euro a Firenze e in Toscana

Visite guidate gratis, eventi e aperture serali dei musei a un prezzo simbolico: cosa vedere in Toscana per le Gep 2020

Spid, cos’è e come richiedere il “codice” per i bonus di Inps e governo

Un solo nome utente e una sola password per accedere a tutti i siti: da quelli statali alle Regioni fino ai servizi comunali. Ecco la procedura per richiedere le credenziali uniche

Pin Inps addio: dal 1° ottobre serve lo Spid per richiedere i servizi online

Un piccola rivoluzione per l'accesso al portale dell'Istituto di previdenza: non si potrà più richiedere il Pin