Arroventati. Più che vagoni sono delle scatolette sigillate in cui i pendolari sono costretti a viaggiare.

Su e giù da Firenze al Valdarno, tutti i giorni, in queste settimane in cui il caldo non dà tregua, con l'anticiclone Flegetonte che continua a far alzare i livelli alla colonnina di mercurio, con picchi che arrivano a sfiorare i 40 gradi.

I disagi

Il Comitato pendolari Valdarno Direttissima, che si fa portavoce dei tanti passeggeri che ogni giorno viaggiano sulla linea, lo denuncia da tempo, “gli impianti di condizionamento dei treni funzionano a singhiozzi, in alcuni casi non funzionano affatto”.

L'annuncio di Trenitalia

Trenitalia, dal canto suo, ha dichiarato un paio di giorni fa di essere al lavoro per risolvere il problema nel più breve tempo possibile. “Siamo all'85% della flotta con la climatizzazione, contiamo di arrivare al 90% entro il 16 luglio e poi di salire”, ha detto il direttore del trasporto regionale Lorenzo Iacono.

Nel frattempo sui vagoni roventi si continua a sudare, e non solo, si rischiano malori a causa del gran caldo e della massiccia presenza di persone a bordo.

Si viaggia anche in piedi

Nel migliore dei casi i pendolari se ne stanno ammassati (molti, inutile dirlo, viaggiano in piedi) all'interno delle carrozze climatizzate, sperando che il viaggio duri il meno possibile. Il Comitato Pendolari del Valdarno, dalla sua pagina Facebook, invita i pendolari a stare pronti: “Ci aspettano 'treni bollenti' almeno fino al 17 luglio – si legge – con il ciclone africano Flegetonte e con Trenitalia, se non farà funzionare al meglio l'aria condizionata nelle carrozze. Alla prima carrozza bollente protestiamo e presentiamo reclamo alla Regione, che deve tutelarci e attivare i controlli, per costringere Trenitalia a far funzionare i condizionatori sui treni”.

Protesta in vista

Dopo l'annuncio di Trenitalia e la presa di coscienza del problema da parte dell'azienda, la protesta del comitato è stata spostata di qualche giorno: “Facciamo slittare la scadenza del nostro evento “Treni bollenti” da venerdì 10 a venerdì 17 luglio, così da monitorare l'aria condizionata che non c'è”, scrive un rappresentante del comitato sul social network.

Nel frattempo, si sgomitata, si suda, si viaggia ammassati e si corre a casa a farsi una doccia. E la mattina successiva, si spera sempre di incappare in treno “refrigerato”.