giovedì, 22 Ottobre 2020
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Udienza Concordia: ”Schettino costretto ad abbandonare la nave”

Al teatro Moderno di Grosseto l'udienza della Costa Concordia continua. Schettino all'uscita dal residence dove alloggia ha espresso la volontà, anche oggi, di poter prendere la parola in aula.Adesso bisogna aspettare di vedere se il gip glielo permetterà.

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Quinta giornata d’udienza per l’incidente probatorio della scatola nera della Concordia.

SCHETTINO OGGI NON PARLA. Siamo oggi alla quinta giornata d’udienza. Al teatro Moderno di Grosseto da quasi una settimana sta andando avanti l’udienza per l’incidente probatorio della scatola nera della Costa Concordia, naufragata al largo dell’isola del Giglio il 13 gennaio scorso. All’uscita del residence dove alloggia, questa mattina, l’ex comandante Schettino aveva ribadito la sua intenzione di chiedere di poter parlare, perché “devono venire fuori le responsabilità di Costa”. Oggi infatti al teatro di Grosseto a parlare è stata ancora l’avvocato di Schettino, Bruno Leporatti, che ieri non aveva concluso la sua difesa. Il gip Valeria Montesarchio però non ha dato l’autorizzazione all’ex comandante: Schettino, a cui ieri era stata invece concessa l’autorizzazione, voleva chiarire alcuni aspetti tecnici della perizia, ma il gip ha fatto notare che di norma in aula parlano gli avvocati difensori assistiti dai consulenti di parte e che ieri era già stata fatta un’eccezione.

LA DIFESA. La parola quindi oggi è stata solo degli avvocati di Schettino: i suoi legali hanno sostenuto che “Schettino non ha abbandonato volontariamente la nave, ma e’ stato crostretto a sbarcare per motivi fortuiti, per cause di forza maggiore”. La difesa intende così confutare l’accusa all’ufficiale di aver lasciato la Concordia prima di aver portato in salvo tutti i passeggeri. 

IERI. Già durante la giornata di ieri il gip Valeria Montesarchio aveva concesso al comandante di poter intervenire in sua stessa difesa. Schettino infatti durante l’udienza si è alzato e ha parlato a sua discolpa, soprattutto per quanto riguarda la manovra da lui effettuata dopo che la nave aveva già urtato gli scogli del Giglio.

NON MANOVRA, MA DECISIONE. A chi ieri sera, alla fine dell’udienza, ha chiesto a Schettino un commento sulle affermazioni del procuratore Verusio, secondo cui a portare in salvo la nave davanti all’isola del Giglio, evitando che andasse al largo, non fu la bravura dell’ex comandante, ma un fatto di “fortuna”, ha risposto che “non è stata una manovra, quella è stata una decisione: c’è differenza”.

Le altre giornate:  Concordia, quarto giorno d’udienza. Schettino prende la parola e si difende Concordia, terzo giorno d’udienza. ”Schettino seppe subito” –  Concordia, continua l’udienza. Perito: ”L’urto era evitabile” Concordia, respinte tutte le eccezioni. L’udienza va avanti

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