giovedì, 1 Ottobre 2020
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Un brevetto contro le malattie dell’invecchiamento

E' stato messo a punto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze, ha già suscitato l'interesse dell'industria e potrebbe trovare applicazione in malattie come arteriosclerosi, infarto miocardico, cataratta, invecchiamento cutaneo e altro ancora.

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Un brevetto contro le malattie dell’invecchiamento.

IL COMPOSTO. Un nuovo composto capace di ridurre i danni da stress ossidativo è stato brevettato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze: si tratta di un composto che agisce sul danno infiammatorio delle cellule e che quindi potrà trovare applicazione in molte patologie legate all’invecchiamento.

BREVETTO. Il tutto è stato studiato, messo a punto e brevettato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze, coordinati da Andrea Bencini e Barbara Valtancoli del Dipartimento di Chimica, da Paola Failli del Dipartimento di Farmacologia Preclinica e Clinica e da Daniele Bani del Dipartimento di Anatomia, Istologia e Medicina Legale. La nuova molecola contiene manganese legato a un complesso organico poliammino-policarbossilico, e si chiama Mn(II)Me2DO2A.

RISULTATI. “Questo composto si è rivelato capace di abbattere i livelli di anione superossido, il principale radicale libero dell’ossigeno, il quale, come è noto, gioca un ruolo chiave nel danno infiammatorio di cellule e tessuti ed è implicato nell’invecchiamento e nella patogenesi di moltissime malattie degenerative – spiega Daniele Bani – In particolare, i risultati degli esperimenti condotti sino ad oggi ci hanno dimostrato che il composto riduce i livelli di anione superossido generato dalla stimolazione di cellule infiammatorie in coltura in vitro ed attenua marcatamente il danno da stress ossidativo, sia in cellule in coltura che in modelli animali di infiammazione acuta e cronica (artrite, asma bronchiale). Gli effetti sono già documentabili a concentrazioni del composto molto basse, a riprova della sua elevata efficacia biologica; a tali concentrazioni, esso non ha manifestato alcun effetto tossico”.

MALATTIE. Sulla base di questi dati scientifici, il composto Mn(II)Me2DO2A è stato brevettato come possibile farmaco o presidio medico-chirurgico per la riduzione del danno da stress ossidativo, che potrebbe perciò trovare applicazione in malattie infiammatorie croniche e degenerative, come ad esempio artrite reumatoide, artrosi, asma bronchiale, arteriosclerosi, infarto miocardico, cataratta, malattia parodontale e invecchiamento cutaneo.

INDUSTRIA. La nuova molecola ha suscitato subito l’interesse dell’industria: il brevetto relativo, infatti, è stato già acquisito da un’azienda toscana, la General Project Srl, leader a livello internazionale nel campo delle apparecchiature laser e ad ultrasuoni per uso bio-medicale. La General Project continuerà a mantenere una stretta collaborazione con l’Università di Firenze per estendere la ricerca sui possibili campi di impiego del composto, che intanto comincerà ad essere impiegato in una nuova linea di preparazioni per uso topico per ridurre i possibili effetti avversi dell’irraggiamento cutaneo con sorgenti ad alta energia.

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