giovedì, 28 Maggio 2020
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Perché il capodanno fiorentino si festeggia il 25 marzo

A Firenze il capodanno ‘cade’ due volte: non solo il primo gennaio, ma anche il 25 marzo data che ci riporta indietro di secoli

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Tre, due, uno…. Buon anno, anche se siamo a marzo, perché dalle nostre parti festeggiamo due volte. La città del giglio ha un inizio anno tutto suo, che cade lontano da quello convenzionale: il 25 marzo, fin da tempi remoti, si celebra il Capodanno fiorentino, ricorrenza che è sopravvissuta fino ad oggi e che ci accomuna anche con alcuni “vicini di casa”. A un centinaio di chilometri, sotto la Torre pendente si celebra nello stesso giorno il capodanno pisano (ma in “anticipo” di 365 giorni).

25 marzo: l’origine del Capodanno fiorentino

Facciamo un passo indietro. La questione sta tutta nel modo in cui viene calcolato il passare del tempo o meglio nella data scelta per l’inizio dell’anno. Ebbene, fin dal Medioevo il principio del calendario civile fiorentino era fissato il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa ricorda l’annuncio dell’incarnazione ricevuto dalla Vergine Maria. Non a caso, la data cade nove mesi esatti prima di Natale.

A questa festa i nostri concittadini rimasero molto affezionati. Tanto che, quando nel 1582 entrò in vigore il calendario gregoriano (quello che seguiamo adesso), Firenze proseguì a contare gli anni alla sua maniera e quindi a festeggiare il capodanno il 25 marzo. Continuò fino al decreto del Granduca Francesco III di Lorena che nel 1749 decise di far partire l’anno il primo gennaio. Risolse così una volta per tutte la grande “confusione di date” che esisteva in Toscana, uniformandosi al sistema usato all’epoca in buona parte d’Europa.

In precedenza sia Firenze sia Pisa erano unite dal capodanno, festeggiato da entrambe il 25 marzo, ma divise da uno scarto di dodici mesi: in quella stessa data nella prima città l’anno iniziava, nella seconda volgeva al termine. Un bel rompicapo.

Come viene festeggiato. E l’opera miracolosa della SS Annunziata

Ai giorni nostri, il “vecchio” capodanno rimane la tradizione più antica, rispolverata ufficialmente dal Comune di Firenze a partire dal 2000 con la sfilata del corteo storico della Repubblica fiorentina dal Palagio di Parte Guelfa fino alla Santissima Annunziata, principale santuario mariano della città. Il simbolo della festa è infatti l’affresco che raffigura l’Annunciazione, custodito all’interno della basilica, dove un tempo si recavano in pellegrinaggio i contadini per rendere omaggio all’effige dell’Annunziata, sulla quale esiste una leggenda.

L’opera sarebbe miracolosa: si narra che il pittore, un certo frate Bartolomeo, non riuscì a completare la scena perché non era in grado di ritrarre le fattezze del volto della Madonna. A terminare il capolavoro – sempre secondo il mito – sarebbe stata una mano prodigiosa, quella degli angeli. A seguito dell’emergenza coronavirus, gli eventi per rievocare il Capodanno fiorentino 2020 sono stati annullati.

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