L’ultimo film del regista Spike Lee, “Miracolo a Sant’Anna” ha scatenato proteste e polemiche per la tematica trattata: i partigiani. Il fil è tratto dal libro omonimo di James McBride, autore anche della sceneggiatura. E cerca, tra l’altro, di fare giustizia sulla partecipazione di soldati di colore nella seconda Guerra Mondiale, una cosa spesso trascurata dalla cinematografia del passato.

L‘Anpi di Pietrasanta accusa il regista di non aver rispettato la verità storica e non è disposta ad accettare che nel film la responsabilità del massacro sia di un partigiano traditore al soldo dei tedeschi.

“Se questo film crea discussione è solo una buona cosa – sottolinea Lee – È vero, ci sono diverse interpretazioni di quella strage, ma una cosa è certa ed è quella che racconto e voglio raccontare: la sedicesima divisione delle Ss il 12 agosto del 1944 uccise a Stazzema 560 civili”. Comunque ha aggiunto Spike Lee:” sono davvero dispiaciuto di aver offeso i partigiani, ma non ho alcuna intenzione di chiedere scusa a nessuno. Anche i partigiani non erano amati da tutti, c’erano anche quelli che dopo aver fatto qualche azione scappavano sulle montagne, lasciando la popolazione civile a subirne le conseguenze”. E poi aggiunge: “è stato un pò così anche per noi americani di colore per la difesa dei Diritti civili. Oggi tutti in Italia si dicono partigiani, ma allora (negli anni Quaranta) non era affatto così”.

L’Anpi di Pietrasanta replica organizzando una manifestazione in occasione dell’anteprima speciale del film in programma domani sera al teatro Politeama di Viareggio. Di fronte al Politeama saranno distribuiti volantini di protesta “per le menzogne storiche – si legge – e per l’offesa recata alla Resistenza” da parte del regista americano.

Non mancano poi polemiche all’interno delle associazioni partigiane. “Quelle menzogne – si legge ancora nel volantino – sono state avallate con un assordante silenzio anche dall’Associazione Martiri di Sant’Anna e dal Comitato Onoranze ai Martiri di Sant’Anna di Stazzema, venendo meno, quest’ultimo, al compito di valorizzare il patrimonio storico e morale della resistenza, affidatogli dalla Legge Regionale e da quella che ha istituito il Parco Nazionale della Pace”.

Sulla questione è intervenuto anche Paolo Cocchi, assessore alla cultura della regione Toscana: “Un film non è un saggio storico, da una fiction non ci si può attendere precisione scientifica come bene ha dimostrato anche Roberto Benigni con un capolavoro di poesia per raccontare ciò che di meno poetico può esistere, un campo di concentramento: i film stanno su un terreno diverso, quello che unisce passione e commozione nutrendosi anche di invenzione, il terreno della poesia e, in certi casi, anche dell’impegno civile”.

Paolo Pezzino, già consulente per il Pubblico Ministero sulla strage di Sant’Anna, ha sottolineato che “non è un film su Sant’Anna ma sulla guerra e sull’incontro fra culture diverse, fra due sconfitti della storia, che porta verso un miracolo. Sant’Anna è solo lo sfondo”. Pezzino ha anche tenuto a ribadire che ” nell’agosto 1944 a Sant’Anna non si fu in presenza di una rappresaglia perché non c’erano state azioni partigiane, ma della brutale volontà di uccidere innocenti”.

Il sindaco di Stazzema Michele Silicani, accompagnato da uno dei sopravvissuti, Enrico Pieri, ha rivolto un appello per la fine delle polemiche e ha aggiunto che “il 25 settembre scorso- il nostro consiglio comunale ha votato all’unanimita’ un ordine del giorno con cui si avvia il processo per la cittadinanza onoraria al regista. Speriamo che Spike Lee possa venire di persona per il conferimento, previsto entro la prossima primavera”.

 “Conoscendo il valore del regista e il suo impegno per la causa dei diritti civili – ha concluso Cocchi – non credo sia lecito attendersi, dal film, intenti revisionistici: la verità storica e gli atti processuali sono innegabili. In ogni caso aspettiamo tutti di aver visto il film sapendo comunque che avrà una grande importanza: proiettato in tutto il mondo, accenderà nuova memoria su quanto accadde nella Toscana di anni ormai lontani, la lotta di un popolo che si è riconquistato la libertà sconfiggendo la barbarie anche con l’aiuto dei “neri” della Buffalo. E a proposito di “miracoli”, non mi pare che questo sia un “miracolo” da sottovalutare”.