lunedì, 17 Giugno 2024
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Consorzio Orcia Doc: vini che raccontano un territorio

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Da 10 anni le aziende vitivinicole Orcia Doc si impegnano a far conoscere e diffondere attraverso varie iniziative i loro prodotti di qualità, scrivendo in alcuni casi la storia del vino, investendo in ricerca e tecnologia. Si suggerisce qui di seguito, in poche righe che non esauriscono certo l’argomento, per chi non conosce questa realtà piccola, ma di grande valore, un itinerario “gustoso” attraverso la Val d’Orcia.
La Fattoria La Canonica, che occupa gli spazi di un antico monastero in Val d’Asso, è di proprietà di Donella Vannetti, Presidente del Consorzio. Qui si producono ottimi vini come il Dongiovanni Doc 2006, presentato in occasione del Divin Orcia 2009 ai primi di novembre. C’è poi il Castello di San Giovanni d’Asso, piccolo paese di 900 anime, guidato dal Sindaco Massimo Boscagli: l’edificio è stato recentemente restaurato ed ospita il Museo del Tartufo bianco (con relativa Mostra Mercato i primi 2 weekend di novembre). Da non perdere la visita alla chiesa di San Pietro in Villore a pochi passi dal castello, costruita nell’XI secolo.
Un altro luogo immerso nella campagna e nella storia (risale al 1200) è la Fattoria Belsedere, vicino a Trequanda, una magione nobiliare con chiesa annessa (oggi ridotta a rudere), rinata da poco come azienda agricola (vino, olio, salumi e formaggi) ed agriturismo.
Per chi ama la modernità e la tecnologia, c’è l’Azienda Agricola Trequanda, nel paese omonimo, di proprietà del Fondo Pensioni Cariplo e diretta da Carlo Mian. E’ molto estesa, con una bella cantina che dispone di tutte le più moderne tecnologie per produrre vini come l’Invidia Orcia Rosso e l’ultimo nato, Tre calici 2007. L’azienda vanta 250.000 bottiglie prodotte ogni anno, ma anche carne chianina IGP e olio Dop Terre di Siena.
Ultima tappa, ma non meno importante, verso la Val d’Arbia: la Fattoria Resta (il nome deriva da un’invocazione rivolta ai pellegrini della Via Francigena), antico monastero costruito dal capomastro Martin del Nero, che ha lasciato la sua “firma” incisa nella cantina. Ora è di proprietà di Anna Lisa Tempestini, una versatile “tosco-americana”. Una deliziosa cappella consacrata fronteggia la collina di Montalcino che domina queste campagne. Il vino qui prodotto è dedicato proprio al capomastro che lavorò qui verso la fine del 1500, anche se l’edificio preesistente risale al 1200.
Il Divin Orcia di quest’anno, il quinto, ha suscitato viva soddisfazione nei produttori e nei visitatori. E adesso non resta che prepararsi alle celebrazioni del decennale del Consorzio
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