giovedì, 23 Settembre 2021
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Ginevra di Marco in Piazza della Passera

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Donna Ginevra e i suoi approdano in luoghi già in parte conosciuti come Bretagna e Macedonia per andare a ritrovare antichi canti d’amore e ‘da matrimonio’ (“Au bord de la fontaine” del 1842 e “Usti usti baba”, canto rom) e proseguono in Albania per scoprire una lingua difficile ma dalla musicalità incantevole in un antico canto storico (“Ali Pasha”).

Poi, attraversando l’Italia, ritrovano la loro Toscana con “La Malcontenta”, ninnananna dal sapore amaro raccolta da Caterina Bueno nelle terre di Siena e “In Maremma” spaccato della Toscana contadina del Novecento che “emigrava” per faticare nei campi; ancora ritorna la Campania nella sua espressione più antica con un canto cilentano del XVI secolo (“Le Figliole”) affettuosamente rielaborato in dialetto fiorentino, con la macchietta napoletana del dopoguerra “M’aggia curà” e ancora “Il crack delle banche”, brano di fine ottocento sullo scandalo della Banca di Roma.

Anche in questo concerto ritroviamo una Ginevra che ama rendere omaggio a quella musica “d’autore“ che più o meno consapevolmente è caratterizzata da una forte matrice popolare: “Io sì” di Luigi Tenco che ha una progressione armonica e un modo musicale che tanto la fa assomigliare a un sirtaki greco e “Terra mia”, omaggio al Pino Daniele che cantava il suo profondo legame con la tradizione napoletana e il senso di libertà che ne scaturiva, fino ad arrivare a Cuba con “La Maza”, canzone scritta da Silvio Rodriguez il cui testo è una meravigliosa riflessione sul senso della vita.

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