venerdì, 3 Dicembre 2021
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I Gatti Mézzi sul palco dell’Obihall

L’ironia tranchant e swingante dei Gatti Mézzi e il nuovo talento del pianoforte pop/classic, Giulia Mazzoni: due nomi ''toscani'' che hanno conquistato la ribalta nazionale e che ora approdano sul palco dell’Obihall.

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L’ironia tranchant e swingante dei Gatti Mézzi e il nuovo talento del pianoforte pop/classic, Giulia Mazzoni. Due nomi “toscani” che hanno conquistato la ribalta nazionale e che giovedì 12 settembre approdano, con due separati set, sul palco dell’Obihall di Firenze (ore 21 – biglietto 8 euro – prevendite abituali) nell’ambito degli appuntamenti musicali della Festa Democratica.

GATTI MEZZI. Dei Gatti Mezzi, ormai, si sa quasi tutto. Il progetto ruota intorno al geniale eclettismo di Francesco Bottai (chitarra e voce) e Tommaso Novi (piano, fischio e voce). Pisani veraci, si sono imposti al Premio Ciampi del 2007 con un mix di musica di qualità e dissacrante ironia (e autoironia) alla Toscana: storie agrodolci, personaggi da bar, leggende tramandate… Sono arrivati alla maturità con gli album “Struscioni”, “Berve tra le Berve” e l’ultimo “Vestiti leggeri”. Per farsi belli con gli amati/odiati fiorentini, hanno pensato di portarsi appresso una piccola orchestra di archi e fiati, sette elementi tra cui quattro violini e un vibrafono. 

GIULIA MAZZONI. Da Prato arriva invece la pianista Giulia Mazzoni (nella foto di Alessio Pizzicannella), che nei mesi scorsi ha confezionato un album di debutto a dir poco sorprendente. In “Giocando con i bottoni”, Giulia rende omaggio ad artisti del mondo classico, contemporaneo e della musica elettronica come Fryderyk Chopin, Michael Nyman e i Daft Punk. In un inedito esperimento sonoro che combina l’ultimo successo dei Daft Punk “Get Lucky” alla composizione “Valzer op. 69 n.1” di Chopin, la giovane pianista forgia un’inedita fusione di note classiche e non. E poi, brani originali che fotografano sensazioni, immagini e ricordi della sua infanzia e del suo presente. Muovendosi tra modernità (con influenze pop, rock e della musica leggera) e tradizione (con influenze romantiche, impressioniste ma anche minimaliste), il disco fa della semplicità il suo elemento cardine.

MUSICA. “No, non è musica classica – spiega Giulia Mazzoni, attualmente studentessa al conservatorio Verdi di Milano – è una musica contemporanea, nel senso che è dei nostri tempi. Non vorrei metterle un’etichetta perché amo la libertà che è presente nella musica. Vorrei semplicemente raccontare me stessa con diversi linguaggi che mi rappresentano e fanno parte di me. Se domani mi andasse di scrivere un ragtime perché non farlo? Insomma … ascolto Mozart, Chopin e altri compositori che fanno parte della mia formazione accademica, ma essendo una ragazza giovane ascolto anche gruppi come Daft Punk,  Bastille, Florence and the Machine, Skrillex, Swedish House Mafia e molti altri”.

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