Questo ed altro è quello che si propone di fare Gatta ci cova. Poche righe ogni sette giorni, per raccontare storie guardando Firenze da un punto di vista ironico e critico al tempo stesso. Il nome suona come un gioco di parole, un proverbio, uno stornello infantile.

Ma la nuova rubrica del IlReporter.it ha l’aspirazione di diventare anche qualcosa di più. Uno sguardo vigile sulla quotidianità fiorentina, quella più scanzonata e “gossippara”. Quella che si alza la mattina, apre la finestra e respira l’aria di questa città. Un’aria “contaminata” e arricchita dalla gente che viene e che va, da quelli che restano e da chi ci è sempre stato, contribuendo a cambiare o a lasciare immutata questa bella signora distesa sul fiume d’argento.

Racconti ed episodi a volte banali, a volte invadenti, in certe situazioni esilaranti. Gatta ci cova vuole essere un occhio felino sui fenomeni di costume e sulle mode che via via nascono, crescono e muoiono all’ombra del campanile di Giotto. Uno spunto di riflessione, settimanale, per creare dibattito e confronto tra le pagine virtuali del Reporter. Per chi non ha più voglia di incrociare gli occhi e tenta di guardare al di là del suo naso.

Gatta ci cova ha l’ambizione di diventare il punto di congiunzione tra i lettori e la redazione de IlReporter.it. Terreno di dialogo e di confronto. Per idee, consigli, suggerimenti e pareri scrivete a [email protected]