giovedì, 29 Ottobre 2020
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Un giocoso Arlecchino in scena a Cafaggiolo

Arlecchino finto morto Villa Medicea Cafaggiolo Barberino di Mugello

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La rappresentazione è in coproduzione con Contempoartensemble di Firenze ed è composta e diretta dal Maestro Aldo Tarabella.
“Arlecchino finto morto” nasce nel 2004 da una commissione dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena al compositore Aldo Tarabella. Per il compositore, cui è sempre stata molto cara la maschera di Arlecchino, la scelta di quel personaggio è stata più che naturale. Per questo ha chiesto al librettista Valerio Valoriani di creare una nuova commedia, o, come si diceva un tempo, di scrivere uno “scenario” dedicato ad una ennesima avventura dello strabiliante personaggio.
La storia è tutta giocata su divertenti iterazioni tra cantanti, direttore d’orchestra, orchestra e pubblico, è diventata una querelle tra il musicista, sostenitore dell’immortalità di Arlecchino, e il librettista che ne voleva dichiarare la morte definitiva, perché simbolo di una tradizione teatrale ormai irrimediabilmente scomparsa.
Arlecchino, non più maschera della commedia dell’arte, ma ridotto nella sua ultima significativa apparizione storico-letteraria soltanto a un burattino di legno, si rifugia per sbaglio nel Gabinetto scientifico-sperimentale del professor Pirofago, un grande scienziato del nostro tempo caratterizzato dal fatto di operare solo pazienti già morti per farli “rinvivire” (rivivere). Qui incontra Chino, servo gobbo del professor Pirofago, il quale, impietosito da Arlecchino, decide di aiutarlo a sfuggire a Mangiafuoco nascondendolo sotto il lenzuolo del tavolo operatorio del professore. A causa di varie vicissitudini Arlecchino, operato perché creduto morto dal professor Pirofago, subisce un intervento chirurgico che gli fa perdere la memoria. Il Professore e le sue due assistenti Colombina e Colombella con vari ed esilaranti travestimenti cercano di fargli tornare la memoria per sottrargli il segreto della sua eternità.
Scritta con un linguaggio musicale moderno, ma estremamente fruibile, l’opera mette in scena tutta una serie di equivoci, liti, “lazzi” e “sollazzi” nello stile dei canovacci della commedia dell’arte – e volti a far sorridere, proponendo una nuova idea di opera comica moderna.

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