SULL’ALTARE

 

PAPA WAIGO

Chi se non lui! Già che c’era rimasto nella tastiera dopo il match con il Livorno e gli avevamo preferito, ode alla carriera, il buon Martino Jorgensen.

Il ragazzone venuto dal Senegal che a Verona fischiavano per il colore della pelle, ma che a Cesena adulavano per averne fatte du

e in una partita alla Juve, è il nuovo mito di Firenze.

Forse non l’immagina nemmeno lui, ma è già nella storia della Fiorentina data la frequenza (purtroppo) con cui si sbanca la Torino bianconera.

Con lui gioiscono tutti i tappetari di Firenze ma non solo. C’è chi chiede già i passi coreografici della Papa-dance e chi gli vuole fargli un monumento al fianco del Biancone, così di contrappasso per riderci su, alla maniera Fiorentina.

Certo è che in due mezze partite giocate si è dimostrato semplicemente devastante!

Due gol di buona fattura e due assist precisi e buone qualità tecniche. Una lepre imprendibile sulla corsia di destra. E ora? Chi ha il coraggio di toglierlo di squadra?

Pensare solo, è c’è da ridere a piene ganasce, che il mitico Corvino l’ha preso come scambio di comproprietà alla pari con l’alieno belga Van Derborre dal Genoa.

Male che vada un ottima plusvalenza!

 

NELLA POLVERE

PAZZINI

Non me ne voglia il promettente ex ragazzino del Margine Coperta, ma lo butto nella polvere per il suo bene ed anche per superstizione.

Memore che, l’altra volta ci ho buttato Osvaldo ed è servito, sì che è servito!

E’ vero che gioca per la squadra, che si sacrifica, che prende tante botte, che ha imparato a difendere bene la palla, che in progresso, che torna dietro a dare una mano.

Però da che mondo è mondo chi di mestiere fa il centravanti dovrebbe buttarla dentro, tutto il resto sono accessori, optional in più.

E’ vero che un Toni non si trova dietro ogni angolo, ma 6 gol per una punta di una squadra che lotta per la Champions sono un po’ pochini.

Quelle poche volte che riesce a tirare, inquadrando la porta, con puntualità scientifica centra sempre il portiere e ci fa imprecare di brutto. Si è difficile, vero, la porta è molto larga.

Ecco Pazzini provaci a non centrare il portiere e smentiscici quano prima.