L’abbiamo nel dna la sofferenza, ma abbiamo anche carattere e altre cose tonde… Il Toro l’aveva promesso e non ha fatto sconti. Del resto il gemellaggio era solo fra i tifosi. Cairo voleva far felice il suo ex datore di lavoro e ha messo sotto per alcuni minuti i viola. Le notizie che giungevano da Milano facevano altalenare forte le nostre emozioni. Prima l’Undinese che passa, poi il Milan che pareggia e passa in vantaggio.

Tutto previsto del resto. Il nostro destino era nelle nostre mano e lo sapevamo. Abbiamo giocano con forza e prudenza. Setto/otto nitide palle gol sventate solo da autentici miracoli del portiere granata Sereni. Fino all’apoteosi. La splendida rovesciata di Osvaldo – che evidentemente si esalta all’ombra della Mole Antonelliana – che sancisce l’apertura delle porte della Champions League per Firenze! Un gol arrivato giusto giusto, quasi sul finale, in tempo per non farci soffrire troppo…

Niente altro da aggiungere. Il freddo cronista mette da parte cronaca e pagelle per concentrarsi solo sulla festa. Una festa cercata e voluta. Un campionato tutto giocato (bene), nei piani alti della classifica, una qualificazione meritata che stavolta, non ci potrà scippare nessuno. Il terzo anno col mago di Orzinuovi in panchina e la terza Champions conquistata (ai punti) sul campo. La prima ce l’hanno tolta, la seconda era solo virtuale, ma stavolta il sogno è realtà! Al fischio del novantesimo Firenze si accende, i tifosi viola possono stappare le bottiglie e urlare tutta la loro gioia per le vie di Firenze.

Il finale è da brividi.
Quei brividi che solo Firenze sa far provare, quei brividi che ci portano indietro di 12 anni con la memoria quando 30mila persone alle tre di notte riempirono il Franchi per aspettare la squadra con la Coppa Italia. Stavolta non c’erano coppe da mostrare al cielo, erano solo le dieci della sera, ma il Franchi era strapieno ed urlante di gioia quando in campo sono arrivati gli eroi in viola. Sì Firenze, questa volta il sogno è vero!