Un po’ di paura c’era eccome, inutile negarlo e non solo per la temuta discesa nella patria del Rinascimento delle temutissime orde di hooligans ingabbiati modello zoo in zona Costoli-Palasport.

L’Everton che non è squadra con un grosso pedigreè e che sicuramente non è al livello dei cugini ricchi in maglia rossa di Liverpool, veniva pur sempre da un filotto di match in Uefa di tutto rispetto. Vincente nel suo gruppo A e reduce da sette vittorie sette consecutive.

Numeri di tutto rispetto, ma quest’anno la Fiorentina è davvero una squadra che dimostra di credere in se stessa e di non aver paura di nessuno.
Com’è andata a finire è cosa nota. Un 2 – 0 perentorio (e i gol potevano essere anche di più) ed inglesi a casa belli bagnati, atmosfericamente parlando.

In campo è tornato dal primo minuto al suo posto Pasqual a cui pare che il turno di riposo abbia fatto un effetto gerovital, di punta per sfruttarne l’ esperienza internazionale Bobone Vieri, al centro della difesa riprende il suo posto capitan Dainelli e sulla fascia alta si posiziona il jolly Jorgensen.
Queste le varianti volute da Mister Prandelli rispetto agli undici eroi di Torino.

La Fiorentina c’è, questo s’intuisce subito. C’è con un centrocampo luccicante che sarà decisivo, c’è con un saggio sfruttare le fasce laterale appena s’intuisce che gli inglesi cercano di chiudersi a riccio dalle parti di Bobone.
Le occasioni non tardano ad arrivare. Al ’20 a seguito di una bella azione Montolivo, Uifalusj palla al centro, il portiere americano Howard anticipa per un soffio Osvaldo in agguato. Due minuti più tardi il portiere non si fa sorprendere da un sapiente tocco ravvicinato di Jorgensen, ma l’azione che grida vendetta del primo tempo arriva quasi allo scadere. Dopo un bell’uno due con Osvaldo, Vieri si ritrova a tu per tu con il portiere che compie un miracolo nel respingere la sua palla.

Nella ripresa la stessa Fiorentina del primo tempo, fin da subito spinge ancor di più il pedale dell’accelleratore. E’ chiaro che si cerca il vantaggio, anche se il portiere Howard fa di tutto per perder tempo tanto da beccarsi il giallo dall’arbitro belga De Bruyn.
Gli inglesi ci temono a ragione. Sono passati solo tre minuti del secondo tempo quando Montolivo ci prova da lontano costringendo il portiere alla deviazione. La chiave del match. Provarci anche da fuori area e sfruttare l’inserimento dei centrocampisti. Al 13′ ancora miracolo del portiere dell’Evertono con un doppio incredibile intervento prima su Vieri e poi su Kuzmanovic.
Entra in campo Pazzini al posto di uno sfinito Bobo ed il gol che è nell’aria da un pezzo, arriva al minuto 25. Botta forte e precisa nell’angolino da fuori area di Kuz e il Franchi può esplodere.
La Fiorentina insiste, si capisce che vuole il raddoppio per essere più tranquilla. Entra in campo prima Santana al posto di Osvaldo e poi Gobbi al posto di Kuz che ha preso una botta, e si continua a mirare a testa bassa la porta inglese.
Il bis atteso arriva quando il cronometro segna il ‘ 35. Arriva dopo una sontuosa azione: cross dal fondo di Santana, delizioso assist di Jorgensen per Montolivo che arriva da dietro e che al volo da distanza centra il bersaglio pieno. 2 – 0!
Si chiude in allegria anche se potevano essere di più se Santana, sul finire non sbagliasse sciaguratamente, per leggerezza, la palla del 3 – 0.
Anche l’Everton è servito e ricordo, per chi l’avesse scordato che la viola ha sempre in infermeria un certo Liverani e un certo Mutu…
La firma su questo match la mettono i due giovani centrocampisti viola che insieme fanno più o meno gli anni di Paolo Maldini.

Le pagelle

Frey: gli unici pericoli dalle sue parti arrivano dalle palle sciaguratamente passate indietro da capitan Dainelli, che in un’occasione lo mettono pure in difficoltà con l’incursione del colosso Yakabu che li rifila un pedatone sulla schiena. Per il resto inoperoso. Spettatore. Voto: 6,5

Ujfalusi: dalle sue parti si aggirava un peperino tutta grinta, ma Ufo ci mette tutta la sua esperienza. Solido. Voto: 6,5

Gamberini: il temuto Yakaubu che in terra d’Albione segna gol a raffica con il Gambero non l’ha mai vista. Poderoso. Voto: 7

Dainelli: sarà che io proprio non lo vedo, ma ogni volta che la palla è sui suoi piedi c’è da tremare. Ed anche sta volta è stato così. Pericoloso. Voto: 5,5

Pasqual: Il riposo sabaudo gli ha fatto bene. Attento dietro, qualche cross velenoso e preciso avanti. Che sia tornato lui? Redivivo. Voto: 6,5

Kuzmanovic: Il gol splendido che sblocca la partita, il suo essere ovunque. Ancora una partita maestosa, ed ha solo 21 anni. Maestoso. Voto: 8

Donadel: il lavoro sporco e tutto suo. Lottare, sgomitare, riprenderle, ripartire. Polmoni ed impegno. Peperino. Voto: 7

Montolivo: è tornato quello che si vuole sia. Un gol da museo, pennellate e suggerimenti preciso e d’ingegno. Cristallino. Voto: 8

Jorgensen: non si vede tanto, ma è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero in campo e come scordare quell’assist delizioso per Montolivo. Prezioso. Voto: 7

Vieri: povero Bobone. Le 35 primavere si sentono tutte in una serata fredda ed umidiccia. Sbaglia un gol che grida vendetta ed altri lanci dove ormai non ci arriva più. Amarcord. Voto: 6

Osvaldo: suo l’intuizione che potrebbe mandare in gol Bobo, entra in molte azioni e punge sempre. Insidioso. Voto: 7

Pazzini: entra al posto dell’affannoso Vieri, ci mette più brio e velocità, ma la porta per lui rimane sempre una chimera. Volenteroso. Voto: 6,5

Gobbi: da il cambio a Kuz e fa il suo dignitosamente, come da copione. Soldatino. Voto: 6,5

Santana: entra al posto di Osvaldo. Genera l’azione del 2 – 0 e per questioni di millimentri non insacca la palla del 3 – 0. In pochi minuti bei numeri. Decisivo. Voto: 7

Prandelli: come sempre cosa poterli dire. Ne cambia quattro rispetto a Torino e tutto gira alla perfezione, come sempre. Voto: 8