mercoledì, 15 Luglio 2020
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Alleanza “bio” tra Toscana ed Emilia

Presentato Ortofrutta Toscana Bio, un progetto per valorizzare i prodotti naturali dalla terra alla tavola. Aderiscono aziende di qua e di là dall'Appennino, previsti oltre 2 milioni di investimento

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Un'alleanza “transappeninica” del biologico per valorizzare le eccellenze ortofrutticole di Toscana ed Emilia Romagna: è nato Ortofrutta Toscana Bio, il progetto integrato di filiera che riunisce una ventina di soggetti, dai produttori ai distributori, decisi a far squadra per ammodernare la produzione, razionalizzare il trasporto, creare una rete di dati condivisi, mettere a punto strategie sperimentali. E soprattutto per rispondere alla domanda crescente nei confronti dei prodotti “bio”. Investimenti previsti per oltre 2 milioni di euro.

Dalla terra alla tavola

Del progetto Ortofrutta Toscana Bio fanno parte le aziende agricole, primo anello della catena, quelle di lavorazione e commercializzazione, le organizzazioni di produttori e alcuni enti di ricerca. Tra i capofila ci sono Vivitoscano di Firenze, la più importante struttura di lavorazione, confezionamento e distribuzione di prodotti ortofrutticoli in Toscana, il consorzio di produttori Gruppo Agribologna, Apofruit Italia e l'omonimo gruppo di cui fanno parte oltre 3.300 soci produttori, Cs Etruria, struttura di riferimento per la distribuzione di prodotti ortofrutticoli alla ristorazione, e ancora Canova Srl, Conor, Terre dell’Etruria. Il progetto sarà presentato nell’ambito del Piano di sviluppo rurale della Regione Toscana.

Investire nel biologico

Ortofrutta Toscana Bio sarà finanziato con circa 2 milioni e mezzo di euro, il 40% dei quali a carico delle imprese partecipanti, il resto finanziato con fondi europei e della Regione Toscana. L'obiettivo è quello di raggiungere i 4 milioni di investimento totale nell'arco di quattro anni. Il progetto coinvolgerà aziende agricole toscane per un totale di circa 2mila tonnellate di frutta e ortaggi biologici.

“Siamo coinvolti in questo progetto – spiega Roberto Negrini, presidente Legacoop Agroalimentare Toscana – che intende valorizzare il marchio d’origine della Regione Toscana, già garanzia di provenienza e di qualità. Crediamo nella necessità di aggregare, per la prima volta in Toscana, realtà eterogenee ma che da sempre lavorano fianco a fianco, nelle diverse fasi della filiera produttiva”.

Possiamo presentare oggi la nascita di una filiera nazionale dell’agricoltura biologica, che il mondo cooperativo da sempre sostiene – sostiene Giovanni Luppi, presidente Nazionale Legacoop Agroalimentare – l’alleanza Toscana-Emilia vuole essere il primo passo di un processo che punta all’integrazione interregionale per portare sempre più biologico e sempre più qualità ai consumatori”.

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