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Ecobonus al 110 per cento: i nuovi incentivi per le ristrutturazioni 2020

Cosa rientra e come funziona il nuovo ecobonus al 110 per cento previsto dal decreto rilancio: ristrutturazioni gratis per risparmio energetico e adeguamento antisismico

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Un ecobonus al 110 per cento per lavori di risparmio energetico in casa che, di fatto, permetterà alle famiglie di far eseguire una ristrutturazione gratis tra il 2020 e il 2021: questa la misura che il governo ha inserito nel decreto rilancio, a breve in gazzetta ufficiale, una misura pensata come sostegno all’edilizia. E il credito d’imposta sarà cedibile a banche, assicurazioni e alle ditte stesse che realizzano i lavori: ecco quelli ammessi, come funziona e cosa rientra nel nuovo ecobonus, dalla caldaia al cappotto termico.

A chi spetta

Il nuovo ecobonus è destinato solo alle spese per l’abitazione principale, non riguarda le seconde case, eccetto che quest’ultime non facciano parte di un condominio. Gli incentivi riguardano condomini o unità abitative indipendenti, non in costruzione, e potranno essere richiesti solo da persone fisiche e non dalle aziende.

Cosa rientra nell’ecobonus 2020: i lavori ammessi, dalla caldaia al cappotto termico

La detrazione al 110 per cento comprende lavori per il risparmio energetico, l’installazione di pannelli fotovoltaici e interventi di adeguamento antisismico. Il governo, con il decreto rilancio, ha fatto rientrare nel super ecobonus al 110% soltanto gli interventi di grande entità e non i piccoli interventi di ristrutturazione. Tra i lavori ammessi per l’ecobonus 2020, ci sono:

  • caldaia centralizzata a condensazione, impianti ibridi e geotermici purché di classe energetica, per un tetto massimo di 30 mila euro a unità abitativa (quindi in un condominio questa cifra va moltiplicata per il numero di appartamenti);
  • Impianti termici con pompa di calore per gli edifici unifamiliari;
  • isolamento termico (il cosiddetto “capotto termico”) per superfici esterne dell’edificio superiori al 25%, per un massimo di 60 mila euro a unità abitativa;
  • pannelli solari (impianti fotovoltaici e accumulatori), per un massimo di 48 mila euro;
  • interventi antisismici sugli edifici (quelli previsti nel decreto legge 63/2013);
  • installazione di colonnine elettriche per la ricarica di auto e veicoli elettrici.

Il superbonus al 110 per cento invece non vale per alcuni degli interventi previsti nel “vecchio” ecobonus 2020 per i quali restano le precedenti agevolazioni (credito d’imposta tra il 50 e il 65%), ad esempio per la sostituzione di finestre comprensive di infissi o per l’acquisto di nuovi condizionatori d’aria.

Quando parte l’ecobonus al 110 per cento

L’incentivo scatterà dal 1 luglio 2020 e il nuovo ecobonus coprirà le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.

Ecobonus al 110: come funziona l’incentivo del decreto rilancio

È un credito d’imposta pari al 110% della spesa sostenuta per uno degli interventi ammessi: con l’ecobonus si ha diritto quindi a una riduzione delle imposte dovute allo Stato pari al valore percentuale dell’incentivo. La nuova versione dell’incentivo ha una grande novità rispetto ai vari ecobonus che si sono succeduti dal 1998: un bonus al 110 per cento non si era mai visto. Significa che il credito d’imposta, e dunque la cifra che verrà restituita al cittadino, sarà superiore a quella spesa.

L’ecobonus 2020 – 2021 funziona in due modi, secondo quanto previsto dal decreto rilancio:

  • con la detrazione che permette di recuperare le spese fatte tra il 2020 e il 2021 nella dichiarazione dei redditi, spalmate su 5 rate, una ogni anno, dello stesso importo;
  • con uno sconto immediato in fattura, da parte di chi fa i lavori. Di fatto si pagherà zero. Il fornitore potrà poi recuperare la somma sotto forma di credito di imposta o cedere il tax credit ad altri, anche alle banche.

Qui gli altri bonus previsti dal decreto rilancio.