lunedì, 30 Novembre 2020
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Io riparto da una start up

Viaggio tra le start up fiorentine. Dalla moda alle intolleranze alimentari passando per i boschi abbandonati, ecco l’imprenditoria che guarda al futuro

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Ripartire sì, da se stessi magari. A volte basta una buona idea. Un’intuizione che prende forma e infine dà vita a un progetto imprenditoriale, a una start-up. Magari grazie al web. È il caso di Listupp,  sviluppatasi all’interno della “famiglia” dell’incubatore fiorentino Nana Bianca.

Si tratta di una piattaforma e-commerce che aggrega milioni di prodotti di moda. Qui bastano pochi
clic per trovare il prodotto preferito tra circa 50mila brand, grazie a un sistema di ricerca basato su filtri
e categorie che garantiscono risultati specifici.

Start up fiorentine nella rete

Buru buru invece è uno shop online dedicato a oggettistica e complementi d’arredo nato, sempre in Nana Bianca, nel 2012 da un’idea di due sorelle, Lisa e Sara Gucciarelli, l’una di formazione umanistica, l’altra ingegnere, a cui si è affiancata Sara Campani, specializzata in marketing. Adesso 
il team è di 10 persone e alla vendita online si è affiancata un’altra attività, di consulenza aziendale,
“E-commerce therapy”, una startup nella startup per supportare chi si “butta” sul web.

Il motore di ricerca per le intolleranze alimentari

Opera nel digitale anche Allergenio, neonato spinoff nato all’interno dell’Incubatore del polo universitario di Sesto Fiorentino. “Come tutte le buone startup nasce da un bisogno personale, mia moglie ha una pasticceria e come ogni attività che fa somministrazione deve dichiarare ogni ingrediente allergenico; ad esso si è aggiunto che a nostra figlia hanno riscontrato intolleranze alimentari a fragole e cioccolato”, racconta l’ad Andrea Casadio.

Da un lato quindi l’esigenza, per un’attività, di mettersi in regola nel modo migliore, dall’altro, per
un consumatore, quella di sapere cosa poter mangiare. A entrambe risponde Allergenio, il primo software per ristoratori che raccoglie oltre 18 mila ingredienti validati secondo il regolamento comunitario, e che è diventato di recente anche una webapp per tutti quanti vogliano scegliere con tranquillità cosa consumare.

E chi pensa ai boschi

Ha appena terminato il percorso di preincubazione sempre all’interno della struttura dell’Università invece For&co, un progetto che si propone di mettere a valore boschi non gestiti dai proprietari privati. “In Toscana abbiamo circa 1 milione di ettari di bosco, ne viene utilizzato meno della metà,  spesso i proprietari sono privati: noi facciamo un sopralluogo, valutiamo il valore commerciale e ci offriamo per gestire tutte le pratiche”, spiega Alessandro Errico, uno dei fondatori.

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