41 milioni di euro in meno per i “forzieri” delle Province toscane che di conseguenza andranno in dissesto finanziario con il blocco dei servizi, come il trasporto pubblico locale e la manutenzione stradale e degli edifici scolastici, mentre i lavoratori rischieranno lo stipendio.

Secondo Cgil, Cisl e Uil,  sarà questo lo scenario che si troveranno davanti i cittadini toscani, se il Decreto Enti Locali del Governo non verrà modificato. A Firenze i sindacati hanno deciso l’occupazione diurna a oltranza (con assemblea permanente) della Sala del Consiglio metropolitano in Palazzo Medici Riccardi.

I lavoratori occupano la Città metropolitana di Firenze

La misura è stata votata a maggioranza dai lavoratori durante l'assemblea nella sede della Città Metropolitana di Firenze, indetta dalla Rsu con Cgil-Cisl-Uil di categoria. “Un'azione motivata in primo luogo dai tagli alle Province contenuti nel Decreto Enti Locali, che assesta un nuovo durissimo colpo a questi enti già agonizzanti: lo scopo è difendere i servizi ai cittadini e i diritti e l'occupazione dei lavoratori”, spiegano le sigle sindacali.

Sempre secondo i sindacati, per i lavoratori delle Province e della Città metropolitana di Firenze  la diminuzione drastica di risorse comporterà il taglio di gran parte del salario accessorio e metterà a rischio anche lo stipendio, come già accade in realtà del Sud, dove per mesi non è stato erogato. Nella Città metropolitana di Firenze ci sono inoltre circa 60 precari ai quali scadrà il contratto a fine anno e, vista l'attuale situazione, non se lo vedranno rinnovare.

Venerdì giornata di mobilitazione in tutte le province toscane

Per venerdì 22 luglio, giornata nazionale di mobilitazione unitaria di Cgil-Cisl-Uil Funzioni pubbliche, sono state annunciate assemblee dei lavoratori in tutte le altre sedi delle Province della Toscana.

Alle assemblee sono stati invitati parlamentari dei territori, consiglieri regionali e sindaci a cui sarà chiesto di impegnarsi perché in sede di conversione del decreto vengano ridotti drasticamente i prelievi forzosi per le Province e le Città Metropolitane, così da evitare il dissesto di più della metà degli enti a livello nazionale.

Cgil, Cisl e Uil chiedono anche che vengano tolte per le Province e le Città Metropolitane tutte le sanzioni previste per lo sforamento del Patto di Stabilità 2015, comprese quelle che causano la drastica diminuzione del salario accessorio, e che vengano previste norme adeguate per poter rinnovare i contratti a tempo determinato.