venerdì, 19 Luglio 2024
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Quando l’aumento delle pensioni: senza rivalutazione a febbraio

L'Inps ha comunicato quando arriveranno gli aumenti (e gli arretrati della rivalutazione) per le pensioni sopra i 2.100 euro lordi

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Ancora nessun aumento delle pensioni sopra i 2.100 euro lordi: anche il cedolino di febbraio 2023 sarà senza il pagamento della rivalutazione prevista dalla legge di bilancio. A differenza di quanto previsto, l’Inps non riconoscerà l’adeguamento dell’assegno all’inflazione nel secondo mese dell’anno, ma prenderà più tempo per il versamento della perequazione. E allora quando arriverà l’aumento delle pensioni e sarà pagata la rivalutazione in questo 2023?

Il cedolino di febbraio senza il pagamento dell’aumento delle pensioni

Facciamo un passo indietro per capire perché molti italiani si aspettavano il pagamento dell’aumento delle pensioni nel cedolino di febbraio 2023. Una circolare dell’Inps dello scorso 22 dicembre rimandava l’applicazione della nuova rivalutazione per le pensioni da 4 volte il minimo in su (sopra i 2.101,53 euro) alla “prima rata utile al momento di approvazione” della legge di bilancio, che è entrata in vigore lo scorso 1° gennaio.

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Da qui era nata l’aspettativa che l’istituto previdenziale riconoscesse l’incremento già da febbraio. Così non è stato. E se ne sono accorti milioni di pensionati consultando il cedolino di febbraio, che è già disponibile nell’area personale del sito Inps.

Il messaggio dell’Inps su quando aumentano le pensioni: a marzo 2023

L’Inps, in un comunicato stampa, ha chiarito che anche il cedolino di febbraio sarà senza aumento per le pensioni sopra i 2.101,53 euro lordi: il pagamento degli aumenti dovuti per la rivalutazione della pensione avverrà con il cedolino di marzo 2023 su cui saranno versati anche gli arretrati di gennaio e febbraio. Insomma dopo due mesi con assegni sotto le aspettative, milioni di pensionati con la terza “rata” del 2023 vedranno dei trattamenti più pesanti. Qui il comunicato pdf dell’Inps sul pagamenti degli aumenti a marzo.

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Le pensioni più basse hanno già avuto la rivalutazione

L’Inps, sempre con la circolare dello scorso 22 dicembre, ha deciso comunque di riconoscere il 100% della rivalutazione (ossia un aumento del +7,3%) alle pensioni sotto i 2.101,53 euro fin dai cedolini di gennaio e febbraio 2023, senza però il pagamento dell’aumento previsto per le minime. Secondo la legge di bilancio gli assegni più bassi avranno un incremento del 120% della perequazione, passando da 525,38 euro a 572 euro. Quelli degli over 75 sfioreranno invece i 600 euro.

Per chi invece ha un assegno sopra 4 volte il minimo l’adeguamento al costo della vita sarà più basso di quanto previsto con il vecchio sistema. La manovra ha infatti inserito nuove fasce di reddito e tagliato la perequazione. Più si riceve, meno sarà la rivalutazione: +6,2% tra 2.102 e 2.627 euro lordi, +3,9% tra 2.627 e 3.152 euro, +3,4% tra 3.152 e 4.203 euro e via via a scalare. Qui le tabelle dell’aumento delle pensioni nel 2023, per la rivalutazione prevista dalla legge di bilancio.

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