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Robin Food: 7 rider di Firenze sfidano i giganti del delivery con una coop

Una cooperativa di delivery autogestita dagli stessi rider, per garantire diritti dei lavoratori e un prezzo equo: a Firenze parte un crowdfunding per sostenere questo modello alternativo alle grandi piattaforme

Robin Food Firenze delivery rider coop

Un prezzo equo per i ristoranti, per i clienti e soprattutto una paga dignitosa per chi trasporta pizza, cene e sushi, con i fattorini remunerati a ore e non con pochi euro a consegna. A Firenze nasce la prima cooperativa di rider della città, Robin Food, che da settembre attiverà la sua app e il servizio di delivery sostenibile nella zona del centro, con l’obiettivo di coprire successivamente tutto il comune grazie a mezzi ecologici: dalle biciclette tradizionali alle e-bike a pedalata assistita. Bisognerà aspettare per ordinare cibo a domicilio grazie a questa alternativa etica, ma già da subito è possibile sostenerla: Robin Food ha lanciato un crowdfunding su Eppela.com per racimolare fondi, comprare nuovi mezzi a zero emissioni e potenziare la presenza online.

Paga oraria e non a consegna: come funziona Robin Food, prima cooperativa di rider di Firenze

Simone, Luca, Nadim, Duccio, Salvatore, Alessandro e Mahmad. Il più giovane ha 25 anni, il più grande 43: sono loro i fondatori e i proprietari di Robin Hood, cooperativa interamente autogestita dai rider. Fino a qualche mese fa lavoravano per giganti come Just Eat, Glovo e Deliveroo, poi hanno deciso di investire in un modello alternativo e hanno partecipato alla terza edizione di Smart and Coop, bando promosso da Legacoop Toscana e Fondazione CR Firenze per sostenere la creazione di nuove cooperative di giovani under 35. Adesso la coop di 7 fattorini ha firmato un protocollo di intesa con il sindacato Nidil Cgil per garantire i diritti di chi è impiegato in questo servizio: i rider saranno inquadrati a tutti gli effetti come lavoratori subordinati dipendenti, con le tutele previste dai contratti nazionali di lavoro, a partire dalle paghe orarie e non più a “cottimo”, come succede invece con i big del delivery.

I 7 soci della coop Robin Food

“Il nostro servizio non costerà necessariamente di più, converrà anche ai ristoranti – spiega Duccio D’Agnano, uno dei rider soci di Robin Food Firenze – il nostro obiettivo è dare un’alternativa etica e anche ecologica“. Sono in corso i primi contatti con alcuni pubblici esercizi, mentre è in via di realizzazione l’app per gli ordini, che funzionerà con la stessa logica di quelle di Just Eat, Glovo e Deliveroo, con una differenza fondamentale. “Finora il mercato del food delivery ha sviluppato profitti enormi che sono andati all’estero, noi cerchiamo di mantenere la ricchezza di questo mercato in espansione nella comunità che la genera, valorizzando l’economia locale”, aggiunge Luca Manetti, un altro dei fattorini di Robin Food.

Il crowdfunding per sostenere il food delivery etico

Per permettere a questa cooperativa di macinare i primi chilometri è attiva una raccolta fondi, a cui si può contribuire anche con micro-donazioni di pochi euro all’indirizzo www.eppela.com/robinfood. Il primo obiettivo è arrivare a 5.000 euro per acquistare biciclette elettriche aziendali, il secondo step è fissato a 10.000 per potenziare ancora di più il parco mezzi ecologico e la parte internet per gli ordini, mentre l’obiettivo finale è di raggiungere 15.000 euro in modo da dotarsi anche di bici cargo per la logistica.

“Perché questo modello cooperativo funzioni è necessario coinvolgere il più possibile la città e i fiorentini, in modo tale che facciano una scelta etica al momento dei loro ordini di cibo a domicilio – sottolinea Irene Mangani, vicepresidente di Legacoop Toscana – queste persone hanno scommesso sul loro lavoro per creare un modello alternativo alle grandi piattaforme internazionali”. Informazioni anche sul sito ufficiale www.robinfoodfirenze.it.