Nasci in Toscana? Allora dovresti vivere a lungo (e bene). A dirlo è la Relazione sanitaria regionale 2009-2013, curata dall'Ars, l'Agenzia Regionale di Sanità, e dalla Direzione generale Salute dell'assessorato: questa mattina l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni ne ha presentato una sintesi, insieme al direttore generale dell'assessorato Valtere Giovannini e al direttore dell'Ars Francesco Cipriani.

i dati

Ma cosa è emerso dalla relazione? Ecco alcuni dei dati più significativi. L'aspettativa di vita in Toscana è tra le più alte in Italia: 85 anni per le donne, 80 per gli uomini. La mortalità infantile è ai valori minimi (3,1 per mille). I bambini nascono perlopiù con parto naturale, la percentuale dei cesarei è del 26%, la più bassa in Italia (38%). I bambini che nascono sono in salute e di buona costituzione. Buono il livello di allattamento al seno: 76% contro il 64% nazionale.

Quanto ai comportamenti degli abitanti della regione, sono emersi luci e ombre. I toscani sono più sportivi e meno obesi degli italiani, ma le donne toscane fumano di più della media delle altre italiane. Un adolescente su 3, poi, ha provato almeno una volta una droga illegale, e cresce la dipendenza dal gioco d'azzardo. Sempre più precoci, poi, i primi rapporti sessuali.

commenti

“Questa relazione considera la salute dei toscani a 360 gradi – è il commento dell'assessore Marroni – e ci restituisce una fotografia reale e molto confortante. In Toscana si vive più a lungo che nelle altre regioni, e si vive in buona salute. Tanti i fattori che contribuiscono alla buona salute dei toscani, ma senz'altro una buona parte del merito va all'elevato livello degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione del nostro sistema sanitario”.

I toscani stanno bene, davvero, a giudicare dalla durata della loro vita – aggiunge il direttore dell'Ars Francesco Cipriani – un neonato oggi nella nostra regione può sperare di arrivare almeno a 85 anni, se femmina, e a 80 se maschio. E' l'attesa di vita tra le più alte in Italia – a sua volta ai primi posti nel mondo – ed è ancora oggi in aumento. Ma la notizia più positiva è che la maggioranza degli anni di vita guadagnati sono anche vissuti in buona salute e senza disabilità. Fortuna? In parte forse sì, trasmessa dai geni, ma quasi tutto dipende da corretti stili di vita, ambiente sano e servizi sanitari che funzionano”.