lunedì, 30 Gennaio 2023
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A quanto ammonta il bonus sociale 2023 per le bollette di luce e gas

Le nuove regole per lo sconto nelle bollette di luce e gas: cos'è questa agevolazione, a chi spetta e come funziona il bonus sociale

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Il bonus sociale per le bollette di luce e gas non solo è stato confermato per il 2023, in modo di aiutare i redditi bassi a far fronte al caro-energia, ma dal 1° gennaio è stato esteso anche a un numero maggiore di famiglie, con un innalzamento del tetto Isee. Se il decreto aiuti bis in passato aveva allargato la platea, la nuova legge di bilancio ha introdotto ulteriori novità per questo bonus sociale sulle tariffe di elettricità e metano (anche per il riscaldamento) che spetta alle fasce più deboli della popolazione. Si tratta infatti di una misura che va in favore delle famiglie con un indicatore economico medio-basso. Vediamo allora come funziona il bonus sociale per le bollette di luce e gas nel 2023, a chi spetta, qual è la soglia Isee, a quanto ammonta l’importo, quanto dura e come richiederlo. Inoltre non va confuso con il bonus bollette da 600 o 3000 euro.

Bonus sociale bollette 2023 per le bollette di luce, gas, riscaldamento: la nuova soglia Isee

Se fino al 31 dicembre 2022 per ottenere il bonus sociale per le bollette di luce e gas, il tetto Isee era fissato a 12.000 euro, i requisiti sono cambiati dal 1° gennaio 2023, ecco come:

  • Isee non superiore a 15.000 euro, come previso dalla legge di bilancio 2023 (oppure nucleo familiare con almeno 4 figli a carico con un Isee fino a 20.000 euro o ancora nucleo familiare che riceve il reddito o la pensione di cittadinanza);
  • uno dei componenti della famiglia deve essere titolare di un contratto per l’elettricità e/o gas attivo e con tariffa per uso domestico residente;
  • Per il bonus idrico (acqua potabile) il tetto Isee rimane fissato a 8.265 euro, che si alza a 20.000 euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico.
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Inoltre nel primo trimestre 2023 resta pure l’azzeramento degli oneri di sistema in bolletta, costi che in media pesano per il 20% in bolletta, insieme al taglio dell’IVA sul gas al 5%. Inoltre per i nuclei familiari con un Isee sotto i 15.000 euro è in arrivo un nuovo bonus spesa, sotto forma di carta risparmio per gli acquisti di prima necessità.

A quanto ammonta il bonus sociale 2023 per luce, gas e acqua: lo sconto in bolletta

Il contributo è un’azione prevista dalla normativa nazionale, ma che viene attuata concretamente dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambienti. È questo ente a stabilire a quanto ammonta l’importo del bonus sociale bollette 2023 per luce, gas (anche per il riscaldamento centralizzato) e acqua. L’Autorità aggiorna la cifra in base a diversi criteri, ecco in sintesi le cifre previste nel primo trimestre (1 gennaio-31 marzo 2023):

  • Bonus sociale per l’elettricità
    – nucleo familiare di 1-2 componenti 182,70 euro nel trimestre (60,90 euro al mese)
    – nucleo familiare di 3-4 componenti 236,70 euro nel trimestre (78,90 euro al mese)
    – nucleo familiare oltre i 4 componenti 265,50 euro nel trimestre (88,50 euro al mese)
  • Bonus sociale per le bollette del gas (anche per il riscaldamento)
    – dipende dal numero di componenti della famiglia, dall’uso del gas (solo per bagno e cottura cibi, solo per riscaldamento o entrambi) e dalla zona climatica dove si trova l’abitazione
    – va da un minimo di 64,80 euro per trimestre a un massimo di 511,20 euro. Qui sotto la tabella pubblicata dall’Arera.
    Bonus gas gennaio marzo 2023 a quanto ammonta
  • Bonus sociale per l’acqua
    – garantisce la fornitura gratis di 18,25 metri cubi di acqua all’anno per ogni componente della famiglia (pari a 50 litri al giorno)
    – per stimare il valore è necessario contattare il proprio gestore idrico, perché le tariffe cambiano da zona a zona
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Il bonus sociale 2023 non è un vero e proprio rimborso ma prevede uno “sconto” in automatico sulle bollette di luce, gas e acqua: quindi generalmente non viene versato a chi spetta di diritto, ma scalato dal totale che si deve pagare al gestore (ad esempio Enel Energia o Eni- Plenitude). In alcuni casi i singoli gestori hanno effettuato dei rimborsi via bonifico a fine 2022, perché nel corso dell’anno avevano addebitato agli utenti importi che non prendevano in considerazione il bonus bollette (visto che le regole si sono definite trimestre dopo trimestre).

Bonus sociale per le bollette: come richiederlo?

Fin qui i requisiti e l’importo del bonus bollette, ma come richiederlo? Bisogna aver presentato la DSU per l’Isee al fine di ricevere altre agevolazioni (ad esempio assegno unico, mensa scolastica, agevolazioni dei singoli Comuni): fatto questo non si dovrà fare domanda, ma il bonus sociale 2023 per luce elettrica e il gas metano sarà riconosciuto in automatico, previa verifica dell’Inps e del Sistema informativo integrato di Arera.

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La comunicazione dei dati ai vari gestori (Enel, Eni – Pleinitude e via dicendo) arriva nel giro di circa 1 mese dalla presentazione dell’Isee, per le forniture dirette e non condominiali, e il bonus bollette viene erogato nella prima fattura successiva. Quindi dipende anche dalla frequenza con cui le varie società emettono la fattura. Tutte le risposte ai dubbi più comuni si trovano sul sito dell’Arera, che mette a disposizione anche il numero verde 800 166 654 dello Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente e la mail [email protected]

E i fringe benefits per i dipendenti

Questo contributo sociale per luce e gas non deve essere confuso con quello che molti hanno definito impropriamente “bonus bollette 3000 euro”, in favore dei lavoratori dipendenti. Non si tratta infatti di aiuti economici obbligatori, ma di vantaggi che le aziende possono riconoscere volontariamente nella busta paga (per i cosiddetti fringe benefits) e che sono esenti dalle imposte.

In sostanza le imprese possono decidere di versare ai propri lavoratori dipendenti, visto il rincaro delle bollette di luce e gas, un rimborso-bonus esentasse per le utenze di energia, metano e acqua, che nel 2022 è arrivato fino a 3.000 euro. Il tetto dei 258,23 euro non tassati, previsti dalla normativa ordinaria, era stato innalzato a 600 euro dal governo Draghi e successivamente – per effetto del decreto aiuti quater – è arrivato a 3.000 euro.

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