Un nuovo modo di concepire l’attività al femminile: da Esprimi un Desiderio di piazza Gualfredotto, si fa un tuffo nel passato per riscoprire una modalità antica di condivisione al femminile. Tra palloncini di ogni forma e colore infatti, oltre al regalo perfetto si trova sempre un sorriso formato famiglia.

Ma come è nata la passione?

“La passione c’è sempre stata. Quella per i palloncini è nata dal mio insegnante che ha un negozio a Cagliari. Mi servivo da lui e ogni volta che ho regalato un palloncino, regalavo un’emozione. Ho un po’ questa missione nella vita: di accontentare tutti, se ti regalo un palloncino, tu sorridi. Per forza. Sia che tu abbia un anno o ne abbia cento, comunque sorridi. La passione è questa”.

E Firenze?

“Mi sono trasferita qui per mio marito, per amore, e la mia bambina è nata praticamente in via Giovanni dalle Bande Nere, nella vecchia sede del negozio. Ho lavorato fino al 20 giugno e Rebecca è nata il 22 e dopo una settimana era a lavorare con me. È bello vedere il sorriso delle persone. Si chiama 'Esprimi un Desiderio' per questo. Il negozio è dei clienti, devono uscire sempre soddisfatti e le mie bambine crescono qui, giocando e facendo le cassiere. La grande ha sei anni e va a chiedere: “Come posso aiutarla?”. Da mamma dico che non è sempre semplice. Penso di dare non una nuova idea, ma una vecchia idea. Riportare un concetto che ’era e che abbiamo perso”. 

Esprimi un Desiderio ha anche vinto per due anni consecutivi il premio di miglior vetrina.

“Per Corri la vita tutte le clienti lasciavano l’impronta della loro mano su un tabellone. E poi è nato anche un palloncino le mani. Il secondo anno invece lo abbiamo fatto con il drago delle Dragon Ladies”.