mercoledì, 22 Gennaio 2020
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La ferramenta di Graziano: da 3 generazioni resiste in via di Brozzi

Dai chiodi “lunghi così” alla “manciatina” di bulloni, in via di Brozzi c’è una ferramenta che ha attraversato il Novecento e ancora resiste all’assalto della grande distribuzione

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In via di Brozzi, al civico 59, si trova una mesticheria-ferramenta-casalinghi e tanto altro alla quale non serve un’insegna per farsi trovare dagli abitanti del quartiere. Come si chiama? Beh, il suo nome dipende dall’età di chi frequenta il negozio: gli ultraottantenni dicono che vanno da Adone, i sessantenni vanno da Furio e gli under 40 vanno a comprare nella ferramenta di Graziano.

Il posto, però, è sempre lo stesso. I nomi invece sono quelli delle tre generazioni di uomini che sono stati dietro il bancone della mesticheria. Anche se, durante la guerra, è stata la moglie di Adone, quella che Graziano oggi ricorda semplicemente come “la nonna” a mandare avanti gli affari e a sostenere un’intera famiglia a dispetto di tutte le difficoltà di quei tempi bui. Di eventi la bottega di Graziano ne ha visti succedere proprio tanti.

mesticheria ferramente brozzi

La storia della ferramenta di Graziano

Fondata nel 1933 in via della Nave di Brozzi, poi trasferitosi nella nuova sede, in via di Brozzi 59, solo nel 2010, la ferramenta di “Graziano” (da adesso la chiameremo con il nome del suo ultimo proprietario) ha visto la Seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuta all’alluvione del ’66, con tre metri d’acqua e la merce che galleggiava in un negozio distrutto. Nonostante questo, i suoi proprietari si sono rimboccati le maniche e hanno rialzato la testa, hanno combattuto la concorrenza dei primi grandi negozi di mesticheria-ferramenta degli anni ‘80, prima “il Pippucci” e poi “il Ganzaroli”, e hanno resistito all’arrivo, in via Pistoiese, di un supermercato dietro l’altro: Coop, Penny Market, Lidl, Conad, Eurospin e anche qualche bazar cinese, tutti spuntati negli ultimi dieci anni in un tratto di strada di un chilometro scarso.

via di brozzi ferramenta

L’ennesimo attacco al piccolo commercio di quartiere è arrivato con l’insediamento dell’abnorme Bricoman all’Osmannoro, all’altezza della rotonda sulla quale si affaccia “la casa rossa”, l’ex casa cantoniera. Però da Graziano i clienti arrivano lo stesso. Magari meno di una volta, ma abbastanza per continuare l’attività. Perché?

Perché Graziano ti risolve i problemi: entri, spieghi con parole tue (spesso usando termini di fantasia) cosa ti servirebbe e lui te lo trova. Dal bullone al salvadanaio, dalla postazione per lo stampo delle chiavi al mangime per gli animali, dal detersivo per i pavimenti ai chiodi “grandi così” (i clienti spiegano la misura usando la distanza fra pollice e l’indice, mica parlando per millimetri!), da Graziano si trova di tutto. E parlando di materiali da ferramenta non sei nemmeno obbligato a comprare confezioni enormi: se di qualcosa te ne serve solo “un pochinino” o “una manciatina”, lui te la pesa con le mani, ti chiede se va bene così e poi ti fa il conto.

Per i ragazzini che cercano lo stucco per la cerbottana, per chi cerca materiale per pulire o sistemare la casa, per l’orto o per il giardino, Graziano continua ad essere un punto di riferimento di zona anche per il rapporto diretto e amichevole con i clienti: battute, consigli, ma anche discussioni sulla politica e la vita di tutti i giorni… provate a farlo dal Bricoman!

E allora, in un’epoca in cui siamo coccolati dalla tecnologia e siamo sempre iperconnessi, perdendo, talvolta, il senso di quanto valore ci sia nel continuare a coltivare i rapporti umani, Graziano è, come tanti piccoli commercianti di Firenze, uno degli ultimi baluardi a difesa dell’unicità del commercio al dettaglio.

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