Il Reporter Giugno 2019

Il modello che racconta Firenze

Anche da quel “Firenze sia un modello per l’Italia”, pronunciato da Dario Nardella appena accertata la sua riconferma a Palazzo Vecchio traspare il vezzo tutto fiorentino di pensare che questa città meriti di stare un poco al di sopra di tutto ciò che accade fuori.

Un certo compiacimento, superbo e adorabile, perché Firenze, per i fiorentini, fa storia a sé: scanniamoci pure dentro le mura, ma non saranno vicende né personaggi dall’esterno ad addomesticarci.

Anche per questo si fatica a mettere in dialogo il voto delle comunali con quello delle europee. Che finisca o meno per diventare da esempio, è stato un voto tutto fiorentino.

La vittoria di Dario Nardella premia la politica che decide e fa. Nel 2014 si presentò con un programma che, un mandato più tardi, è largamente realizzato. Se ne può condividere una parte, tutto, nulla, ma la proposta è chiara e oggi si sa che lui e il suo gruppo hanno la forza per metterla in atto. Tanto è bastato.

Con l’ampio mandato consegnato al sindaco uscente, i fiorentini hanno detto che una città che corre e cambia cercando di tenere il passo della modernità è in ogni caso da preferirsi allo spettro dell’indecisionismo. L’alternanza politica – ha ragione Ubaldo Bocci, lo sconfitto di questa campagna elettorale – è sintomo della buona democraticità di un sistema.

Ma non basta mettere al centro della candidatura il “cambiare si deve” se poi non si trova il modo di comunicare, concretamente, come. Tanto più vero per chi parte in rimonta su condizioni storicamente e culturalmente sfavorevoli, un progetto di alternativa non si costruisce in otto settimane. Firenze se ne è accorta: pur accostando i numeri con cautela, è un fatto che la Lega, nella stessa città nello stesso giorno, abbia raccolto alle comunali 13 mila voti in meno che alle europee.

Nardella avrà anche il compito di ricomporre la frattura con i cittadini che hanno guardato altrove (il 40% di chi ha votato e non l’ha scelto, il 32% che è rimasto a casa), ma intanto ha ricordato a tutta Italia una cosa ovvia: che in politica i risultati pagano. E chi vuol prendere Firenze a modello è bene che lo tenga a mente.

Andrea Tani
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