Vittoria (amara) per l’Enegan Firenze Basket a Vibo Valentia
Il Bisonte San Casciano cede al tie break a Soverato
Qualche scintilla e reti bianche tra Samp e Fiorentina
A Firenze la Final Four di Len Trophy
NGM Firenze waterpolo battuta nei quarti di finale playoff scudetto
All’Enic non riesce il colpo a Gorizia
“Ho 30 anni e sono troppo vecchia per lavorare”
“Non ho più l’età”. Se a dirlo è una trentenne che lavora fin da quando ne aveva diciotto, c’è qualcosa che non quadra. Troppo “vecchia” per un contratto di apprendistato. Troppo giovane per essere stata già in maternità. Giovanna ha compiuto 30 anni alla fine dell’anno scorso. Nel giro di pochi mesi si è trovata (di nuovo) senza un posto.
Scollinata la soglia dei 29 anni, le possibilità di trovare un lavoro si assottigliano. “Appena uscita da Ragioneria leggevo annunci paradossali: ‘cercasi neodiplomata con esperienza’. Come fa una ragazza conclusi da poco gli studi ad averne? – si chiede – ora che invece ho esperienza non ho più l’età giusta”. Giovanna ha 30 anni e sa che dovrà accontentasi.
Pronta a tutto
“Certo, mi piacerebbe fare quello per cui ho studiato, ma va bene anche un’occupazione più umile”. Pochi sogni e piedi piantati per terra. Da quando è disoccupata il fidanzato, con cui vive all’Isolotto, ha il doppio lavoro. “Da ragazzina puoi cercare un’occupazione particolare, stai ancora con i genitori, non hai l’affitto da pagare o da farti la spesa. Ora è diverso”. Ogni giorno manda in media 5 curriculum, controlla spesso i siti internet di annunci, bussa alle porte di aziende, ha perso il conto di tutte le agenzie di lavoro a cui è iscritta.
La storia di Giovanna
Mentre parliamo squilla il cellulare. È il padre che le chiede se ha già mandato il curriculum a un’azienda dove forse c’è una possibilità. “Ho chiesto a tutti, parenti e amici – si scusa appena riattacca – ma per ora niente.” Fino ad oggi Giovanna ha saltato da un posto all’altro, per lo più come impiegata amministrativa. Piccoli lavoretti, un anno e mezzo in una società a cui si era affezionata, un breve periodo in una grande casa di moda. Il contratto più lungo è durato quattro anni e mezzo. Poi, nel 2012, la piccola azienda fiorentina per cui lavorava l’ha lasciata a casa.
Il licenziamento
Lei non l’ha presa bene. “Ero arrabbiata – ricorda – la crisi è stata una scusa per licenziarmi, l’azienda andava più che bene”. In momenti difficili è facile cadere nel baratro. “Non mi muovevo più da casa, ero in confusione – racconta – i colloqui andavano sempre male”.
Nel 2013, uno spiraglio di luce, è stata assunta in una piccola società come contabile. Il contratto è durato una manciata di mesi. Con la fine di dicembre, non è stato rinnovato. Ora attende che le sia pagato il primo periodo di disoccupazione, “so che ci vorrà del tempo”, dice rassegnata. Giovanna ha 30 anni ed è di nuovo senza lavoro.
Come affrontare la disoccupazione
“Ci sono già passata. Ho capito che è importantissimo tenersi occupati, non lasciarsi andare: dai corsi di formazione, alle semplici attività quotidiane”. Poi il suo volto si fa più disteso. “Ogni tanto mi concedo qualche caffè fuori con le amiche”. Giovanna ha 30 anni e sorride. Giovanna ha 30 anni e spera in un domani migliore.
Firenze ha una nuova piazza. La più grande della città
Taglio del nastro per la nuova piazza di Firenze, piazza Vittorio Gui, inaugurata dal vicesindaco Dario Nardella e dal commissario straordinario del Maggio Musicale Fiorentino Francesco Bianchi.
Una distesa verde davanti al nuovo Teatro dell'Opera che rappresenta un nuovo luogo da vivere per i fiorentini e un buon auspicio per il teatro, i cui battenti si apriranno in occasione del Festival del Maggio, nel mese delle rose.
La piazza, intitolata al maestro e compositore Vittorio Gui, sarà aperta durante il giorno e chiusa la notte.
Una nuova piazza per Firenze. Taglio del nastro davanti al Teatro dell’Opera
Una nuova piazza per Firenze. La più grande della città.
Verrà inaugurata oggi pomeriggio alle 16 la grande piazza davanti al nuovo teatro dell’Opera di Firenze, in zona Porta al Prato intitolata al compositore Vittorio Gui.
Un polmone verde attrezzato che durante al giorno sarà fruibile dai cittadini. Al taglio del nastro, al quale è invitata tutta la città, sarà presente il vicesindaco Dario Nardella.
Firenze e Philadelphia, insieme per aiutare i bambini in difficoltà
Firenze e Philadelphia insieme per aiutare i bambini in difficoltà. L’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze e il Children’s Hospital of Philadelphia (CHOP), eccellenze internazionali nella cura dei bambini, rinnovano il loro accordo di collaborazione con due giorni di incontri che si terranno a Firenze i prossimi 4 e 5 aprile.
IL 4 APRILE A PALAZZO VECCHIO. Si comincia venerdì 4 aprile a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, con una celebrazione istituzionale aperta alla città: saranno presenti il vicesindaco del Comune di Firenze e l’Assessore per il Diritto alla Salute della Regione. Seguiranno gli interventi di Steven Altschuler e di Tommaso Langiano, Direttori Generali del CHOP e del Meyer. Poi la parola passerà invece a Cristina Acidini, Soprintendente al Polo Museale fiorentino, che terrà una particolare lezione dedicata a “I volti della maternità in arte”, con una rassegna dell’iconografia della figura della madre nella storia dell’arte.
IL 5 AL MEYER UN INCONTRO SCIENTIFICO. L’indomani, sabato 5 aprile, sarà invece il Meyer stesso ad ospitare un incontro scientifico che vedrà riuniti specialisti di entrambi gli ospedali a confronto sulle rispettive eccellenze. All’incontro, presieduto dai due direttori generali, porteranno la loro testimonianza scientifica: per il Meyer la professoressa Chiara Azzari, responsabile del centro di immunologia pediatrica, il dottor Lorenzo Genitori capo della équipe neurochirurgica e coordinatore scientifico del Meyer e il professor Renzo Guerrini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze. Per il CHOP, invece, ci saranno Aseem Shukla, urologo pediatra esperto nella chirurgia mini-invasiva e Phillip B.Storm Jr, capo della divisione di Neurochirurgia del CHOP.

