Torna il 7 dicembre, per il quarto anno consecutivo, il Circo Nero all’Obihall. Spazio a vagabondi, fate, sognatori, giganti buoni, domatrici di fiamme, burattinaie e molto altro. Aperte le prevendite, ecco come accaparrarsi un biglietto.
”I lunedì del Torrino”: sei serate all’insegna di libri e sport
Libri sullo sport e su grandi personaggi: ecco l’evento organizzato al Torrino.
L’INIZIATIVA. L’associazione Rondinella del Torrino, in collaborazione con la biblioteca Thouar e il patrocinio del comune di Firenze e del Quartiere 1, organizza un ciclo di incontri con libri ispirati allo sport e ai grandi campioni.
NUOVA VITA AL TORRINO. “Abbiamo organizzato una serie di iniziative per fare in modo che il Torrino di Santa Rosa possa tornare ad essere punto di riferimento e ritrovo per il rione di San Frediano e non solo – ha spiegato il presidente della Rondinella del Torrino Roberto Ciulli –. Dopo il buon successo di ‘San Frediano in libreria’, ora vogliamo proporre un ciclo di incontri su alcuni libri che riportano alla ribalta personaggi, squadre e tradizioni che fanno parte della storia sportiva della città”.
GLI APPUNTAMENTI. Il primo appuntamento è per lunedì 29 alle 21.15 con “Il mito Ruini – 10 anni di fuoco 1963-1973” a cura di Luca Giannelli. Saranno presenti, con l’autore, i biancorossi pluriscudettati col tecnico Aldo Bellagambi, il presidente regionale della Fipav, Elio Sità, e alcuni rappresentanti delle formazioni femminili di volley. Il 5 novembre sarà la volta di “In tensione, la storia di Leonard Bundu” di Michela Lanza, il 12 novembre “Antognoni, 10 volte per dirti ti amo” a cura di Luca Calamai. Il 19 novembre, a pochi giorni dalla Firenze Marathon del 25, “Andiamo a Correre” di Fulvio Massini, il 26 novembre “Il calcio fiorentino. Le origini, le partite gloriose, i protagonisti” di Sandro Bennucci, Uberto Bini e Filippo Giovannelli. Per chiudere, il 3 dicembre, “Gino Bartali, mio papà” di Andrea Bartali.
INFORMAZIONI. Tutte le serate si svolgono al Torrino di Santa Rosa (lungarno Soderini 2), sono ad ingresso libero e saranno precedute dal un apericena facoltativo. Per maggiori dettagli contattare il numero 055/215921 oppure 331/6545552.
Cori contro Morosini, continua l’ondata di proteste
Continuano l’indignazione e le proteste contro quei “tifosi” del Verona che, lo scorso sabato, hanno lanciato alcuni cori contro Piermaio Morosini, il giocatore del Livorno morto dopo un malore in campo ad aprile.
TOSI. Tra coloro a cui questo comportamento non è andato giù c’è lo stesso sindaco di Verona, Flavio Tosi. ”Da tifoso dell’Hellas – ha detto – anch’io vado in Curva coi ‘butei’, capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò e anche insulti ‘da stadio’, fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale”. Ed è per questo che la giunta veronese si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi che hanno lanciato insulti nei confronti della memoria di Morosini.
ABODI. In precedenza, anche il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi aveva condannato quanto accaduto, sostenendo che quei cori “sono vergognosi, vogliamo fuori dagli stadi questi personaggi al pari di coloro che in campo hanno un comportamento illecito. Da parte nostra c’è una prevenzione importante verso questi episodi perché bisogna poter entrare in campo e negli stadi in assoluta sicurezza e nel pieno rispetto delle persone e degli avversari. E’ importante, sottolineo, che l’Hellas Verona si sia assolutamente dissociato da questi pseudo tifosi. E’ la dimostrazione di una società, di una città e di una tifoseria sana che poco hanno a che fare con certi personaggi”, aveva sostenuto, come riportati da www.legaserieb.it.
SPINELLI. E anche il presidente amaranto Aldo Spinelli a fine gara aveva stigmatizzato i cori contro il Moro: “Una cosa riprovevole. Morosini è uno di noi e resterà sempre nei nostri cuori. E’ stato veramente brutto”, queste le parole riportate dal sito del club toscano.
Cooplat continua a crescere: 90 milioni di fatturato e 5% in più di forza lavoro
Un fatturato che sfiora i 90 milioni di euro in un anno e una forza lavoro cresciuta complessivamente del 5%: questo il bilancio sociale di Cooplat.
IL BILANCIO SOCIALE. Sabato scorso Cooplat, la cooperativa che si occupa di facility menagement ed ecologia, ha presentato a Siena alla Certosa di Pontignano il bilancio sociale 2011. È stato un incontro con al centro il tema del lavoro e della cooperazione durante un momento di difficile crisi come quello che stiamo attraversando.
IL FATTURATO. Nonostante il periodo di crisi economica e sociale però Cooplat, durante il 2011, ha dimostrato che è possibile continuare a crescere e i dati lo dimostrano: la cooperativa di servizi, che in Toscana ha sedi operative a Firenze, Livorno, Siena, Grosseto, Pistoia e Piombino, nel 2011 registra ricavi delle vendite e delle prestazioni per 87,3 milioni di euro. Un risultato in crescita rispetto agli 85,3 milioni di fatturato del 2010. Il ‘peso’ maggiore in Toscana, dove nel 2011 Cooplat registra ricavi per 51 milioni (erano 47 nel 2010 e 43 nel 2009), pari al 59% del totale; la cooperativa ha infatti sedi anche in altri parti d’Italia come a Cagliari, Siracusa, Torino, Roma e Napoli.
LA FORZA LAVORO. Cooplat durante questo anno ha visto aumentare anche la forza lavoro del 5%: la cooperativa nel 2011 arriva a contare 1.631 soci lavoratori e 1.381 dipendenti per un totale di 3.012 addetti (1.897 donne e 1.115 uomini). Nel 2010 gli addetti tra soci e dipendenti erano 2.872. Un aumento che spicca ancor di più in Toscana: nel 2010 Cooplat registrava nella nostra regione 1.786 addetti, saliti a 1.917 nel 2011, per una crescita del 7%.
LA CRESCITA. “La crisi – trae le conclusioni il presidente di Cooplat Fabrizio Frizzi – persiste e tocca anche il comparto dei servizi. Tuttavia, in un mercato che sempre più subordina i diritti, la sicurezza e la qualità del lavoro, minato dai ritardi dei pagamenti e costretto nel vicolo cieco delle gare al massimo ribasso, Cooplat riesce a crescere in fatturato, patrimonio netto, addetti e soci, rispettando i diritti fondamentali del lavoro e della responsabilità sociale dell’impresa, ispirandoci ai dettami della carta costituzionale”.”Dal mondo cooperativistico – conclude Frizzi – e dal suo modo di stare nell’economia, che antepone il valore del lavoro a quello del profitto, può arrivare la spinta per il cambiamento, l’opportunità politica di indirizzare mercato ed economia verso il bene comune”.
GLI OSPITI. Sabato la presentazione della relazione sociale di Cooplat è stata l’occasione per approfondire il tema del lavoro al tempo della crisi con un dibattito a cui hanno preso parte, oltre al presidente di Cooplat, l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, il presidente della provincia di Siena Simone Bezzini e l’eurodeputato Leonardo Domenici. Bramerini ha affrontato il tema della Finanziaria regionale e delle misure previste per il mondo dell’impresa. “Ho chiesto – spiega – di premiare sul fronte della tassazione quelle aziende che si sono fatte promotrici di politiche attive per la tutela ambientale. Serve un cambio di passo, prima di tutto culturale, e far passare il messaggio che la green economy e l’ambiente possono essere un volano di sviluppo per uscire dalla crisi”. Sulla crisi e sulle misure che l’Europa dovrebbe mettere in campo per superarla, si è soffermato Domenici.”Questa crisi ci viene raccontata in maniera volutamente sbagliata: per risolvere i problemi nati dentro la finanza si stanno utilizzando soldi pubblici, i soldi di tutti. Infatti da crisi finanziaria è diventata crisi economica e sarà sempre più sociale”. Secondo l’eurodeputato, “la risposta dei governi conservatori si è basata su politiche di austerità a senso unico, dobbiamo trovare nei cittadini gli alleati per superare questa politica. La risposta dev’essere europea e far capo alle forze di sinistra, socialiste e social-democratiche europee”. Al centro dell’intervento del presidente Bezzini, il patto di stabilità “i cui effetti sull’economia locale – dice – sono stati sottovalutati anche dal governo dei tecnici”.
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Mezzo passo falso viola col Chievo
La gara contro il Chievo Verona era fondamentale. Dopo la sosta la Fiorentina era alla caccia della prima vittoria in trasferta, contro un avversario abbordabile. Decisioni arbitrali discutibili: un rigore non assegnato a Roncaglia, l’arbitro che grazia un giocatore clivense dal secondo giallo evitando così l’espulsione e due ammonizioni viola pesanti, a Roncaglia e Pizarro che li estrometterà, automaticamente perché diffidati, dalla gara di domenica prossima al Franchi contro la Lazio lasciano molto amaro in bocca ma la Fiorentina che ha pareggiato (1-1) contro il Chievo Verona non era quelle delle prime gare di campionato. Troppo leziosa e sempre sterile in zona gol. Spento Jovetic, Toni colpisce solo un palo, a centrocampo la sfera non gira come dovrebbe. Il Chievo, che passa per primo in vantaggio, un grande Thereau ed una buona difesa.
PRIMO TEMPO. Sono i viola a farsi vedere per primi. Al 6′ c’è il destro di Cuadrado dai venticinque metri che termina alto sopra la traversa. Risposta immediata del Chievo: Thereau con un pregevole esterno sinistro pesca in area Luciano che al volo da ottima posizione non trova la porta. Al 14′ Sorrentino si oppone alla conclusione a botta sicura di Pasqual ottimamente smarcato da Jovetic. Al 16′ triangolazione Toni-Jovetic, il montenegrino cerca la soluzione a giro senza fortuna. Arriva il gol del Chievo dopo due minuti. Luciano serve Thereau che in diagonale supera Viviano per l’1-0. Passa un minuto e la Fiorentina pareggia. Da un calcio d’angolo dalla destra arriva la provvidenziale deviazione di Rodriguez che vale l’1-1. Contropiede del Chievo al 31′ con Di Michele che serve Luciano ma il numero dieci gialloblù calcia alto dal limite dell’area. Al 35′ la Fiorentina reclama un rigore per un tocco di mano di Andreolli. Al 44′ palo clamoroso dei viola con Toni su traversone di Cuadrado.
SECONDO TEMPO. Nella ripresa due episodi che condizionano la gara sfavorevolmente per la Fiorentina. Dramè già ammonito, trattiene per la maglia Cuadrado. L’arbitro Guida grazia il clivense invece di espellerlo. Più avanti c’è un rigore netto, non concesso, per lo sgambetto su Roncaglia da parte di Jokic, che non sfiora neanche il pallone. Unica azione degna di nota al 55′ quando si assiste ad uno scambio nello stretto Cuadrado-Jovetic, l’ex Lecce va alla conclusione di prima intenzione, palla fuori.
L’ALLENATORE. Il tecnico preferisce non commentare alcune, discutibili, decisioni arbitrali. “A me piace parlare dei particolari, ho visto poca collaborazione tra gli arbitri in campo. Abbiamo creato qualcosina – commenta Vincenzo Montella – ma potevamo fare di più, abbiamo commesso degli errori soprattutto nel primo tempo, nella ripresa siamo stati più continui. Eravamo poco veloci anche per la condizione non ottimale del campo. Il pareggio è giusto e possiamo essere contenti, Verona è un campo difficile. L’arbitro? Non voglio commentare. Dobbiamo lavorare per fare il massimo, adesso non guardiamo la classifica. Europa League? È presto per porci degli obiettivi”.

