domenica, 12 Aprile 2026
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Colle Val d’Elsa, ragazzi con fragilità diventano guide nei musei

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A Colle di Val d’Elsa i musei civici comunali diventano sempre più spazi di inclusione e comunità. Da lunedì prossimo prende il via un progetto sperimentale realizzato in accordo con il Centro di salute mentale, che coinvolgerà ragazzi e adulti con fragilità emotive e psicologiche in un percorso formativo per diventare guide dei musei civici.

L’obiettivo è valorizzare il ruolo sociale della cultura: i partecipanti, seguiti dai professionisti del Centro, si occuperanno di accoglienza e accompagnamento dei visitatori nei principali luoghi culturali cittadini. Un’iniziativa che unisce welfare e patrimonio artistico, mettendo al centro la partecipazione attiva e la costruzione di legami.

I musei coinvolti: Museo del Cristallo, Museo San Pietro e Museo Archeologico

Il progetto interesserà tre poli museali di Colle di Val d’Elsa, ciascuno legato a un aspetto identitario della città:

Il Museo del Cristallo, che racconta la storia produttiva e artigiana del territorio, sarà uno degli spazi in cui le nuove guide accompagneranno i gruppi alla scoperta delle collezioni. Nel cuore della città, il Museo San Pietro continuerà ad essere non solo uno spazio culturale ma anche un luogo di incontro e vita comunitaria. Al Palazzo Pretorio, invece, il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” custodisce le radici etrusche e romane del territorio, offrendo un percorso tra reperti e storia locale.

Tozzi: “Luoghi di cultura come luoghi di comunità e di benessere sociale”

A commentare l’iniziativa è l’assessore al welfare culturale Daniele Tozzi, che sottolinea l’impatto del ritorno dei musei alla gestione comunale e la direzione intrapresa dalla città:

“A Colle di Val d’Elsa i musei stanno tornando ad essere un bene comune – commenta l’assessore al welfare culturale Daniele Tozzi -. Con il rientro in gestione comunale è iniziato un percorso che non riguarda solo l’organizzazione dei servizi culturali, ma il modo in cui una città intera vive i propri spazi della memoria e dell’arte. Questa collaborazione rappresenta uno dei tasselli più innovativi del percorso di Colle di Val d’Elsa verso la candidatura a Capitale Italiana della Cultura: un modello in cui il patrimonio artistico non viene solo valorizzato, ma messo al servizio della comunità, diventando parte integrante di un nuovo patto di cittadinanza e di solidarietà sociale”.

Non assistenza, ma partecipazione: “una vera presenza attiva negli spazi”

L’assessore evidenzia inoltre come il progetto non sia pensato come semplice attività di volontariato o supporto marginale, ma come un’esperienza di inclusione strutturata, costruita con attenzione ai percorsi terapeutici individuali:

“Il progetto – continua Tozzi – non è una forma di mera assistenza o volontariato a margine delle strutture, ma di una vera partecipazione alla loro quotidianità: accoglienza, relazione con i visitatori, presenza attiva negli spazi. Tutto avviene in modo graduale, condiviso e rispettoso dei percorsi terapeutici individuali, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza, la fiducia in sé stessi e la consapevolezza di avere un ruolo nella vita culturale della città. Non esiste alcuna forzatura, né alcuna esposizione impropria: ogni partecipazione nasce da una libera adesione e da un’attenta valutazione del benessere della persona. Il museo diventa, così, uno spazio sicuro e accogliente, in cui ciascuno può sentirsi utile, presente, riconosciuto”.

Dal 2026 la scuola “entra” nei musei: didattica tra arte e storia

Il Comune di Colle di Val d’Elsa sta attivando anche altri percorsi che mettono in dialogo cultura e welfare. Uno dei progetti più rilevanti riguarda proprio il mondo della scuola: dal 2026, ogni anno, le classi cittadine trascorreranno un periodo di didattica direttamente all’interno dei musei, trasformando le sale espositive in vere e proprie aule.

“Studiare circondati dall’arte e dalla storia significa crescere in un contesto ricco di significati, dove la conoscenza non è solo nozione, ma esperienza viva – afferma Tozzi -. In questo modo i ragazzi imparano fin da piccoli che il patrimonio culturale non è qualcosa di distante o formale, ma una parte della loro formazione e della loro identità civica”.

Laboratori con associazioni per l’autismo: “la fragilità come valore”

Accanto a questo percorso, si rafforza anche la collaborazione con le associazioni che lavorano con persone con autismo. L’amministrazione comunale sta infatti sviluppando laboratori basati su manualità e creatività, nei quali saranno proprio i ragazzi a guidare e insegnare.

Un cambio di prospettiva che punta a leggere la fragilità non come un limite, ma come una risorsa: una competenza diversa che arricchisce la comunità e crea opportunità di relazione e riconoscimento.

Verso un modello replicabile: cultura e welfare insieme per la città

L’obiettivo dell’amministrazione comunale, spiega Tozzi, è costruire un modello stabile, replicabile e capace di dare continuità al dialogo tra cultura e inclusione sociale. Una visione che si inserisce anche nel percorso verso la candidatura di Colle di Val d’Elsa a Capitale Italiana della Cultura.

“Nostro obiettivo – conclude Tozzi – è costruire un modello stabile e replicabile, in cui cultura e welfare dialogano e si sostengono reciprocamente. In questo orizzonte il museo non è più solo un luogo di conservazione, ma uno spazio in cui la città si riconosce, riflette, cresce. È un laboratorio di cittadinanza attiva, di inclusione, di opportunità. È la prova concreta che la cultura può generare cura, relazioni e benessere. Ed è proprio questa idea — una cultura che non esclude, ma include — a rappresentare uno dei pilastri della visione di Colle di Val d’Elsa come Capitale Italiana della Cultura: una città che fa della bellezza non solo un patrimonio da mostrare, ma un diritto da condividere”.

Concluso l’intervento di riqualificazione alla Scuola Don Milani

Si è concluso l’intervento di riqualificazione della Scuola Don Milani, in via Cambray Digny, nel Quartiere 2. L’intervento, dal costo complessivo di 12.477.079,68 euro, ha interessato l’intero plesso scolastico che ospita la secondaria di primo grado Don Milani e la paritaria Margherita Fasolo, nido e scuola dell’infanzia.

Le fasi dell’intervento

In una prima fase, si è proceduto alla demolizione dell’edificio esistente fino alle strutture al grezzo, rinforzate e integrate. Si è poi passati alla riqualificazione strutturale, sismica, igienico-sanitaria e impiantistica, con un importante lavoro di efficientamento energetico.

La riqualificazione ha valorizzato la struttura esistente in acciaio, integrandola con nuovi elementi sismoresistenti e con l’inserimento di piani rigidi a tutti i livelli.

Le scelte cromatiche si soo ispirate ai toni del verde e del marrone, in dialogo con l’ambiente circostante. Una linea orizzontale nel rosso del Giglio Fiorentino perimetra l’immobile.

L’edificio presenta caratteristiche costruttive e impiantistiche di elevata qualità: struttura portante in acciaio con solai in cemento, isolamenti termo-acustici in fibre naturali, infissi in PVC con vetrocamera basso emissivi, facciata con rivestimento a cappotto e sistemi di protezione solare, copertura ventilata, impianto di riscaldamento a bassa temperatura con pannelli radianti, produzione di acqua calda sanitaria tramite solare termico e produzione di energia elettrica con impianto fotovoltaico.

Arte urbana: il murale dedicato a Don Milani

Su una delle facciate principali della scuola è stato realizzato un intervento di arte urbana in collaborazione con Street Levels Gallery. Il murale, realizzato, riproduce il celebre motto “I care” con la grafia originale del priore di Barbiana Don Milani. Il murale è firmato da Egeon, artista italiano le cui opere sono presenti in numerose città italiane ed estere.

Due rigori decidono Lazio-Fiorentina

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La Fiorentina strappa un punto all’Olimpico contro la Lazio. C’è molto rammarico perché la Fiorentina, soprattutto nel secondo tempo, ha giocato bene. Gosens replica al gol dell’ex di Cataldi. Poi Gudmundsson segna su rigore concesso dopo revisione Var. Proprio nel recupero Pedro pareggia ancora su rigore per un fallo di Comuzzo. Vanoli tiene ancora in panchina Kean e schiera Piccoli in attacco. La Lazio è rimaneggiata, viste le squalifiche di Marusic e Noslin. Sarri schiera Lazzari nel ruolo di terzino destro e sposta Cancellieri al centro dell’attacco.

La partita

La Fiorentina contiene le sfuriate della Lazio per tutto il primo tempo. Al 14’ un destro di Basic viene sventato da De Gea con i piedi. Al 17’ doppia chance per la Lazio: prima Fagioli e poi Mandragora salvano, sempre su Gila. Unica azione viola, verso la fine della prima frazioe di gioco con Piccoli ma Provedel para.

Fiorentina più propositiva nella ripresa. Un tiro di Mandragora viene intercettato da Lazzari poi Gudmundsson cerca di sorprendere Provedel con un colpo di tacco. Al 52’ Cataldi scambia con Vecino e segna ma dopo soli quattro minuti Fagioli crossa per Gosens che non sbaglia e pareggia. Al 71’ doppio intervento di De Gea prima su Gila e poi su Romagnoli. Al 88’ c’è un contatto tra Gila e Gudmundsson. L’arbitro Sozza, richiamato al Var, assegna la massima punizione che Gudmundsson realizza. Proprio nei minuti di recupero Zaccagni viene atterrato in area da Comuzzo. È di nuovo rigore e Pedro fissa il 2-2 finale. La Fiorentina chiude il girone d’andata con soli 13 punti. Nel girone di ritorno dovrà fare molto meglio e domenica, al Franchi, arriva il Milan.

L’allenatore

Soddisfatto, a fine gara, Paolo Vanoli. “È normale che quando sei in vantaggio a due minuti dalla fine rimane un po’ di delusione. Però se andiamo a vedere la partita, il risultato è giusto. Siamo partiti con un approccio un po’ lento nel primo tempo, avevamo distanze lunghe nel pressing, abbiamo subito diverse situazioni su palle inattive che ci hanno fatto perdere autostima. Poi la squadra ha saputo reagire dopo il gol, dal pareggio ci siamo sciolti e siamo andati in vantaggio meritatamente. Faccio un plauso a questi ragazzi, la parola che dobbiamo mettere nel nostro vocabolario è continuità, dobbiamo guardare alla prossima continuando su questa strada. Adesso sappiamo stare in partita – aggiunge l’allenatore viola – e reagire a quegli eventi che prima ci potevano abbattere. Con il lavoro questa squadra sta uscendo, nel primo tempo tanti sbagli tecnici che dobbiamo evitare, era una costruzione senza l’idea di andare a fare male. Mi tengo la reazione della squadra, è la quinta partita che vedo i ragazzi provare a cambiare marcia. Dobbiamo essere bravi a migliorarci e guardare partita per partita, pensando al Milan”.

Le feste sono finite: come smaltire correttamente l’albero di Natale?

Con l’Epifania si sono concluse ufficialmente le festività natalizie. ma come smaltire correttamente l’albero di Natale naturale e sintetico, se non può essere ripiantato o riutilizzato? Plures Alia ha fornito alcune indicazioni ai cittadini sulle modalità corrette per lo smaltimento degli alberi di Natale, sia naturali sia sintetici, sulla base delle regole in vigore sul territorio.

Come smaltire gli alberi di Natale naturali

Se non possono essere ripiantati, gli alberi di Natale naturali possono essere conferiti fino al 25 gennaio presso gli Ecocentri. In questo modo il materiale vegetale entrerà nel ciclo di trattamento e sarà trasformato in compost e biometano, contribuendo alla produzione di ammendante per l’agricoltura, in un’ottica di economia circolare.

In alternativa, è possibile, tramite Aliapp, utilizzare il servizio di ritiro sfalci e potature on demand, dove disponibile, ricordando di tagliare l’albero e inserirlo nel bidoncino dedicato, oppure richiedere il ritiro come rifiuto ingombrante, riducendo l’albero in pezzi e confezionandolo in fascine. Quello che invece non è corretto fare è lasciare l’albero all’esterno dei contenitori o abbandonarlo sul suolo pubblico.

E gli alberi sintetici?

Sempre secopndo le indicazioni fornite da Plures Alia, gli alberi di Natale sintetici, se non più riutilizzabili, devono essere conferiti presso gli Ecocentri oppure nell’indifferenziato nei cassonetti stradali o interrati o infine ritirati a domicilio tramite il servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti, prenotabile tramite Aliapp o call center.

 

Prorogata all’8 febbraio la mostra su Clemen Parrocchetti a Palazzo Medici Riccardi

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È stata prorogata fino all’8 febbraio la mostra a Palazzo Medici Riccardi che rende omaggio a Clemen Parrocchetti (Milano 1923 – 2016), autrice del Novecento che ha saputo indagare la complessità della sfera femminile, delle relazioni affettive e della sessualità, sfidando la visione dominante di una cultura patriarcale. La mostra, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze, nasce da un progetto del Museo Novecento ed è organizzata dalla Fondazione MUS.E in collaborazione con l’Archivio Clemen Parrocchetti.

Si tratta della prima grande retrospettiva museale italiana dedicata all’artista milanese (1923–2016), vicina al movimento femminista e capace di unire ricerca estetica e militanza politica in un linguaggio ironico e provocatorio.

Ironia Ribelle, a cura di Marco Scotini e Stefania Rispoli, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, riunisce oltre cento opere tra dipinti, disegni, sculture, arazzi, documenti e materiali d’archivio e restituisce la figura di un’artista anticonformista, che ha saputo unire ricerca estetica e militanza politica.

In mostra i disegni di pulci, blatte, pidocchi e meduse, insieme a sculture cucite che riproducono tarme in picchiata su brandelli di tessuto mettono anche in luce la svolta eco-femminista dell’artista della fine degli anni Novanta, quando Parrocchetti concentra la sua attenzione sugli insetti e i parassiti domestici. In queste opere, che trasformano i parassiti in creature quasi poetiche, emerge il parallelo tra il dominio patriarcale sul corpo femminile e lo sfruttamento della natura, sottolineando l’urgenza di ripensare insieme le relazioni tra i sessi e con l’ambiente.

Tutti i sabati e le domeniche alle ore 15, è possibile prendere parte alle visite guidate  per giovani e adulti (prenotazioni allo 055-276 0552 o [email protected]) che consentono di esplorare un’ampia selezione di opere tra dipinti, disegni, sculture e arazzi, ripercorrendo le tappe salienti del lungo percorso artistico di Clemen Parrocchetti, con un focus sui lavori realizzati dopo il ’68, in anni animati da lotte e rivendicazioni sociali in favore di un risveglio delle coscienze.

Una voce femminile contro la cultura patriarcale

Clemen Parrocchetti ha attraversato la seconda metà del Novecento opponendosi con ironia e intelligenza ai modelli imposti dalla società patriarcale. Nei suoi lavori, ago, filo e tessuto diventano strumenti di ribellione, simboli di una rivoluzione domestica e personale che si intreccia al linguaggio dell’arte povera e dell’assemblage. L’artista trasforma oggetti di uso quotidiano – aghi, spolette, bambole, utensili da cucina – in “oggetti di cultura femminile”, veri e propri manifesti visivi del pensiero femminista.

Dalla pittura alla militanza

Il percorso espositivo a Palazzo Medici Riccardi a Firenze si apre con le tele della serie Amore e divorazione (1969), dove corpi e simboli femminili esplodono in un vortice di colore e desiderio, per poi proseguire con le opere-manifesto degli anni Settanta come Promemoria per un oggetto di cultura femminile (1973), e con le installazioni e gli arazzi creati all’interno del Gruppo Immagine di Varese. Tra i lavori più emblematici esposti: Macchina delle frustrazioni (1975), Sveglia!! È ora (1978) e Metamorfosi di una processione (1978).

Arte, libertà e coscienza ecologista

Negli anni Ottanta e Novanta Parrocchetti continua la sua ricerca tra autorappresentazione e introspezione, dando vita a diari visivi cuciti e sculture tessili. Le opere più tarde, dedicate a insetti e parassiti domestici, segnano una svolta eco-femminista, mettendo in parallelo lo sfruttamento del corpo femminile e quello della natura.

Informazioni e visite guidate

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimonelli e da un ricco programma di visite guidate ogni sabato e domenica alle 15, prenotabili allo 055 276 0552 o via mail a [email protected].
Palazzo Medici Riccardi è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, con chiusura il mercoledì.
Tutti i dettagli su www.palazzomediciriccardi.it.

La Fiorentina cerca continuità a Roma contro la Lazio

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I tre punti conquistati domenica contro la Cremonese hanno dato fiducia al gruppo allenato da Paolo Vanoli. La Fiorentina è in cerca di coraggio per provare ad ottenere la prima vittoria in trasferta. Si gioca allo stadio Olimpico di Roma mercoledì (alle 20,45) contro una Lazio rimaneggiata. Non è escluso, dopo la buona impressione fatta al Franchi, che Solomon possa partire titolare.

Le probabili formazioni

La formazione che ha battuto la Cremonese ha convinto il tecnico Paolo Vanoli che potrebbe ripetere la difesa a quattro e poi tre centrocampisti e tre attaccanti ma si profila anche la possibilità di poter vedere il primo acquisto di gennaio, Solomon, dal primo minuto ed allora potremmo vedere due mediani e tre centrocampisti dietro a Kean unica punta. Davanti a De Gea confermati Dodo, Pongracic, Comuzzo e Gosens che insidia Ranieri per giocare sulla sinistra. A centrocampo Fagioli con Mandragora e Ndour e Kean con Parisi e Gudmundsson davanti ma se venisse schierato titolare Solomon giocherebbero Mandragora e Fagioli in mediana e il tridente alle spalle di Kean sarebbe formato da Parisi, Gudmundsson e Solomon.

Maurizio Sarri ha i giocatori contati ma ha anche tanta voglia di rivalsa dopo la sconfitta col Napoli. Sono assenti, per squalifica, Marusic e Noslin, che si vanno ad aggiungere alla lista degli assenti formata da Patic (infortunio) e Dele Bashiru e Dia (in Coppa d’Africa). Davanti a Provedel difesa formata da Lazzari, Gila, Romagnoli e Pellegrini. A centrocampo confermato Guendouzi, al centro di tante voci di mercato, con l’ex viola Cataldi e Basic. Davanti Zaccagni e Isaksen agiranno sugli esterni, con Pedro in vantaggio su Cancellieri per giocare come punta centrale.

Saldi invernali 2026 in Toscana: le regole per gli acquisti sicuri

Con l’inizio dell’anno, è tempo di saldi invernali: in Toscana gli sconti sono partiti ufficialmente sabato 3 gennaio 2026.

Quando iniziano e quando finiscono i saldi invernali 2026 in Toscana

La data di partenza ufficiale dei saldi invernali in Toscana è stata il 3 gennaio e le promozioni potranno andare avanti per un massimo di 60 giorni, quindi fino al 3 marzo 2026. La decisione è stata presa con la delibera della giunta regionale numero 1617 del 1° dicembre 2025.

Anche l’anno scorso la giunta, in accordo con quanto emerso dalla Conferenza delle Regioni, stabilì di anticipare la data di inizio prima dell’Epifania, per sostenere il commercio locale, consentendo a negozianti di intercettare fin da subito i flussi turistici e le ultime spese festive.

E i saldi estivi 2026? Se saranno rispettate le linee guida, scatteranno il 4 luglio, il primo sabato del mese.

Le regole per acquisti sicuri durante gli sconti invernali

Tra le regole per i negozi quella sulla trasparenza del costo (sul cartellino deve essere riportato il prezzo originario e la percentuale di sconto applicata per i saldi invernali), l’obbligo di accettare carte elettroniche di pagamento senza sovrapprezzi e sulla qualità della merce, che deve essere effettivamente di fine stagione (anche di stagioni passate) e non acquistata dai commercianti appositamente per i saldi.

Il cambio della merce durante i saldi (come nel resto dell’anno) non è obbligatorio se non per articoli difettosi: negli altri casi è il negoziante stesso a decidere se dare la possibilità al cliente di sostituire l’articolo. Quindi prima di acquistare, consigliano le associazioni dei consumatori, è importante chiedere quali siano le condizioni di vendita applicate. Sebbene i negozianti non siano obbligati a far provare i capi, le associazioni di categoria raccomandano questa prassi come buona norma commerciale.

Il 2026 de Il Bisonte inizia con una super vittoria contro Monviso

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WASH4GREEN MONVISO VOLLEY 1

IL BISONTE FIRENZE 3

WASH4GREEN MONVISO VOLLEY: Bridi, Dodson 9, Malual 14, Šiftar, D’Odorico 14, Sylves 8, Bussoli, Battistoni, Moro (L1), Harbin 1, Scialanca ne, Rapello ne, Akrari (L2) ne, Davyskiba 22. All. Nica.

IL BISONTE FIRENZE: Acciarri 12, Morello 2, Valoppi (L1), Bertolino, Zuccarelli, Colzi ne, Villani ne, Knollema 29, Malešević 6, Bukilić 10, Tanase 11, Kaçmaz ne, Lapini (L2) ne, Agrifoglio. All. Chiavegatti.

Arbitri: Serafin – Zavater.

Parziali: 21-25, 25-20, 14-25, 24-26.

Note – durata set: 27’, 29’, 21’, 32’; muri punto: Monviso 6, Il Bisonte 8; ace: Monviso 2, Il Bisonte 5.

Quando si dice tre punti di importanza capitale, si intende esattamente quello che è successo al Pala Bus Company: contro una rivale diretta per la salvezza, la Wash4Green Monviso Volley, Il Bisonte Firenze ha ottenuto un successo pieno al termine di una partita tiratissima, in cui ha saputo reagire dopo un secondo set perso piuttosto nettamente e ha poi trovato nel finale del quarto quel coraggio e quel cinismo che altre volte erano mancati, annullando anche un set point prima di chiudere il match. La trascinatrice assoluta è stata Jolien Knollema, MVP dall’alto dei suoi 29 punti col 55% di efficienza in attacco, ma oggi è stato fondamentale il contributo di tutte le ragazze, da chi è partita titolare a chi è entrata dalla panchina: il primo dei quattro scontri salvezza di fila va all’archivio nel modo migliore, con una classifica che dice + 6 sul penultimo posto, ma adesso bisogna continuare su questa strada perché il lavoro da fare è ancora lungo.

Coach Chiavegatti, con Villani ancora non al meglio, schiera Agrifoglio in palleggio, Bukilić opposto, Tanase e Knollema in banda, Acciarri e Malešević al centro e Valoppi nel ruolo di libero, mentre Nica risponde con Battistoni in regia, Harbin opposto, D’Odorico e Davyskiba in posto quattro, Sylves e Dodson al centro e Moro libero.

Il Bisonte parte concentrato e con un buon lavoro a muro-difesa piazza il primo allungo (4-7) con la diagonale stretta di Bukilic e il muro di Acciarri, poi Sylves accorcia, ma Firenze riparte, ritrovando il + 3 con l’ace di Acciarri (8-11) e poi il + 5 con il bell’attacco di Knollema (9-14), e costringendo Nica al time out: la chiacchierata produce la reazione immediata del Monviso che si riporta sul 13-14, e allora è Chiavegatti a fermare il gioco, anche se subito dopo un’invasione di Knollema vale il 14-14. Malesevic col primo tempo interrompe l’emorragia (14-15), poi Tanase trova il nuovo break col muro del 15-17, e dopo i due attacchi di fila di Knollema (19-21) Nica spende il secondo time out: al rientro Acciarri trova l’ace del 19-22, poi sul 20-22 entra Bussoli per Sylves in battuta, ma Firenze tiene bene in cambio palla e alla fine è Tanase a chiudere 21-25.

Nel secondo c’è Malual al posto di Harbin e il primo break è di nuovo di Firenze (4-6 con Malesevic), ma in un amen Monviso ribalta con Davyskiba (8-7), e dopo i due attacchi successivi di D’Odorico e Malual (10-7) Chiavegatti decide di parlarci su: sul 12-9 entra Zuccarelli per Bukilic ma Malual allunga ancora (14-9), poi sul muro di Dodson (16-10) entra Morello in regia per Agrifoglio, ma il gap si allarga fino al 19-12 con Malual. Sembra finita, invece punto dopo punto le bisontine hanno la forza di riportarsi sul 22-20 anche grazie a qualche errore delle pinelle, ma nel momento decisivo Davyskiba chiude uno scambio lunghissimo (23-20), e poi Dodson e la stessa Davyskiba firmano il 25-20.

Nel terzo rimane in campo Morello, e l’inizio del parziale è super (1-6 sul turno in servizio della stessa Morello), con Nica che deve fermare subito il gioco: Acciarri allunga col primo tempo del 3-9 e poi col muro del 4-11, sull’errore di Davyskiba (6-14) Nica spende anche il secondo time out, ma Il Bisonte gestisce perfettamente l’ottimo gap a favore e Knollema chiude 14-25.

Nel quarto Firenze non riesce a tenere l’inerzia, con due errori di Bukilic e Knollema che favoriscono il 6-3 per Monviso e il conseguente time out di Chiavegatti, poi Knollema si mette in proprio con attacco e ace e Malesevic impatta col muro del 6-6: Sylves riallunga col primo tempo dell’11-9, Acciarri pareggia subito con la fast dell’11-11, poi è Malesevic a trovare il break col muro su Dodson (13-15), e sulla successiva invasione di Dodson (13-16) Nica decide di fermare il gioco. Monviso non molla e torna subito in parità con Malual e Davyskiba (16-16), Dodson addirittura sorpassa col muro del 17-16, poi Tanase attacca out (19-17) ma le bisontine hanno di nuovo la forza di rimontare e Bukilic trova il 19-19, con Malual che sbaglia la pipe (19-20) e Nica che spende il secondo time out: la chiacchierata porta ancora i suoi frutti (21-20 con D’Odorico), poi si gioca punto a punto fino al 23-23, quando Acciarri sbaglia la battuta e Malual la imita sul set point dopo il time out di Chiavegatti (24-24), poi è Knollema a prendere la squadra in mano, sfruttando il lavoro a muro-difesa delle compagne per chiudere con i due attacchi decisivi (24-26).

LE PAROLE DI FEDERICO CHIAVEGATTI – “C’è poco da dire, le ragazze sono state veramente grandissime. Sono state brave a rientrare in partita nel finale del set che ci era un po’ scappato via e poi a ripartire forte in quello successivo, ma sono state brave anche ad avere tanto coraggio nei colpi non solo quando eravamo nettamente in vantaggio, ma anche alla fine del quarto set, quando i palloni scottavano. Abbiamo fatto un gran lavoro a muro-difesa e anche in battuta, abbiamo messo grande pressione al Monviso e quindi devo fare i complimenti a tutti: a chi ha giocato tutta la partita, a chi un solo punto, a chi era fuori e ha dato una mano e anche allo staff”.

Savino Del Bene Volley: una vittoria per aprire il nuovo anno! Battuta 3-0 San Giovanni In Marignano

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La prima sfida del nuovo anno sorride alla Savino Del Bene Volley che si impone in tre set contro la Omag-Mt San Giovanni in Marignano davanti al pubblico amico del Pala BigMat.
Un match condotto sin dai primi punti da parte di Ognjenovic e compagne, capaci di mettere in mostra il proprio gioco in tutti e tre i parziali disputati. Se nel primo set le ragazze di coach Gaspari hanno preso il largo senza esitazioni (25-17), nella seconda frazione le ospiti sono partite forti con Zhuang (5 punti nel set) salvo farsi recuperare e in seguito superare dalle padrone di casa, molto ordinate nella fase di muro-difesa (25-18).
Il terzo parziale è quello più combattuto, in cui la Omag-Mt San Giovanni In Marignano battaglia intensamente per tutto il set portandosi anche in vantaggio grazie a Nardo (19-20), ma sul finale sono Nwakalor e Franklin a fare la differenza e chiudere il match (25-23).
MVP dell’incontro è la palleggiatrice serba Maja Ognjenovic, che ha diretto come di consueto al meglio l’attacco toscano, in cui hanno brillato Antropova (16), Nwakalor e Skinner (13). Per le ospiti chiudono in doppia cifra Zhuang (12), Bracchi e Kochurina (10).
A livello statistico la Savino Del Bene Volley ha murato con più efficacia (10-5), mentre il computo dei punti al servizio è in equilibrio (4-4). Inoltre, nonostante le toscane abbiano attaccato al meglio (48%-40%), la Omag-Mt San Giovanni In Marignano ha registrato percentuali migliori in ricezione (52%-63%).
Con la vittoria di questa sera le ragazze di coach Gaspari salgono a 46 punti in Serie A1 ma ora il focus sarà nuovamente sulla Champions League: giovedì 8 gennaio alle ore 20:00 la Savino Del Bene Volley ospiterà il Vakifbank Istanbul per il big-match europeo del girone A.
La cronaca
La Savino Del Bene Volley schiera il 6+1 composto da Ognjenovic al palleggio e Antropova come opposta, la coppia Franklin e Skinner come schiacciatrici con al centro il duo azzurro Graziani-Nwakalor. Il libero è Brenda Castillo.
La squadra di coach Bellano risponde con Straube in regia e Ortolani nel ruolo di opposta, in posto 4 la coppia Nardo e la cinese Zhuang mentre al centro Kochurina e Caruso. Il libero è Panetoni.
1° Set
Giocano a braccetto le due formazioni ad inizio match (6-6). Il muro di Nwakalor segna il primo +3 biancoblù, in allungo poi con Skinner (12-7). Prosegue la marcia della Savino Del Bene Volley con Antropova protagonista (19-12). L’errore di Zhuang regala il set point alle padrone di casa, capaci di sigillare il parziale con Skinner (25-17).
2° Set
Avvio più deciso per le romagnole nella seconda frazione (0-3) ma il divario è immediatamente riassorbito (5-5). La pipe di Skinner propizia l’allungo delle sue (8-5), sempre a +3 dopo l’ace di Antropova (12-9). Dopo una fase centrale di set punto a punto, riprendono il largo le padrone di casa (19-14). Sul finale è Franklin a portare le toscane a set point che chiudono in proprio favore sull’infrazione a rete delle ospiti (25-18).
3° Set
Ancora in controllo Ognjenovic e compagne nella nuova frazione e primo time-out per coach Bellano (8-4). Provano a rientrare le romagnole, capaci di impattare a quota 10 con Bracchi. L’errore al servizio di Edinara propizia il break toscano (14-12), ma la Omag-Mt San Giovanni In Marignano rimane in scia e pareggia con Nardo (19-19). Due conclusioni di Nwakalor riportano avanti le padrone di casa e indirizzano di fatto la fase finale di match: la diagonale di Franklin chiude la contesa (25-23).
Coach Gaspari post-partita: “Ci aspettavamo una gara complicata: innanzitutto perché San Giovanni, con gli innesti del mercato di riparazione, ha sicuramente accresciuto il proprio bagaglio tecnico; poi perché ripartire dopo la sosta, dopo una partita di Coppa Italia e un ciclo di gare molto intenso, non è mai semplice né scontato. Per questo il risultato ottenuto oggi è importante. Le ragazze sono state molto brave e aggressive nei primi due set. Nel complesso oggi non siamo state bellissime per tutta la partita, non tanto nelle nostre dinamiche di gioco quanto per qualche incertezza nella quale siamo incappate. Va bene così, perché ci sono spunti di lavoro. Adesso la testa va subito alla partita con il Vakifbank, dove servirà la miglior Savino Del Bene Volley per giocare contro quella che è una grande squadra.”
Savino Del Bene Volley – Omag-Mt San Giovanni In Marignano: 3-0 (25-17, 25-18,25-23)
Savino Del Bene Volley: Traballi, Bechis n.e., Skinner 13, Castillo (L1), Ruddins n.e., Franklin 7, Ribechi (L2), Bosetti n.e., Ognjenovic 2, Mancini n.e., Graziani 4, Nwakalor 13, Antropova 16, Weitzel n.e.. All.: Gaspari.
Omag-Mt San Giovanni In Marignano: Ortolani, Bracchi 10, Nicolini 1, Zhuang 12, Brancher 4, Parini, Kochurina 10, Tellone (L2) n.e., Panetoni (L1), Caruso 3, Nardo 3, Straube. All. Bellano.
Arbitri: Scotti – Salvati
Durata: 1h 18′ (20‘, 24’,27’)
Attacco Pt%: 48% – 40%
Ricezione Pos% (Prf%): 52% (41%) – 63% (47%)
Muri Vincenti: 10 – 5
Ace: 4 – 4
MVP: Ognjenovic
Spettatori: 1763

La Fiorentina inaugura il 2026 con una vittoria

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Una vittoria decisa nei minuti di recupero. La Fiorentina conquista tre punti preziosi ed aggancia Pisa e Verona in fondo alla classifica, a quota 12, portandosi a sole tre lunghezze dal Genoa, quartultimo. Gara contraddistinta anche da alcune decisioni arbitrali che hanno scontentato i tifosi viola. Fiorentina che, finalmente, ha avuto un approccio giusto e convincente attaccando per tutti i 90 minuti. Vanoli sceglie Ndour e Fagioli con Mandragora a centrocampo e schiera Piccoli con Gudmundsson in attacco. Kean è in panchina. La società aveva concesso un permesso per motivi familiari che si è protratto praticamente per tutta la settimana. L’attaccante è rientrato, infatti, solo alla vigilia della partita contro la Cremonese. Davide Nicola schiera Baschirotto e Bondo, poi sostituito a favore di Grassi. In attacco Bonazzoli e Vardy.

La partita

Nel primo tempo la Fiorentina è dinamica. All’11’ Parisi colpisce la traversa. Al 35’ Baschirotto atterra in area Piccoli. Prima l’arbitro La Penna assegna il calcio di rigore poi, richiamato dal VAR lo toglie in quanto Piccoli trattiene il difensore della Cremonese prima che quest’ultimo compia il fallo da rigore. Decisione contestata che crea malumore ed innervosisce giocatori e staff tecnico. Poco dopo, infatti, a seguito di un contrasto si scatenano le proteste delle due panchine e due dirigenti: uno viola ed uno lombardo vengono espulsi. Si va all’intervallo sullo 0-0.

Nella ripresa i viola continuano ad attaccare ma è bravo Audero, il portiere dei grigiorossi ad opporsi sulle conclusioni centrali, mentre la difesa riesce spesso a murare le conclusioni più pericolose. La Cremonese ha una bella occasione, in ripartenza, al 60’ con Bonazzoli. Provvidenziale l’intervento di Comuzzo. Vanoli mette in campo il neo acquisto Solomon e Gosens e poi, a 7 minuti dalla fine Nicolussi Caviglia e Kean. E sono proprio i neo entrati a decidere la gara. Al 93’ Solomon crossa dalla sinistra, Fortini colpisce di testa ma Audero respinge senza trattenere, la palla finisce tra i piedi di Kean che, a porta vuota, segna l’1-0. Un gol che potrebbe essere importante per la stagione della Fiorentina. Una rete per agganciare altre squadre pericolanti e tentare la salvezza. Il calendario resta durissimo: mercoledì turno infrasettimanale a Roma contro la Lazio e domenica ancora una gara al Franchi contro il Milan ma questa vittoria può rappresentare un punto di svolta.

L’allenatore

Dopo la vittoria termina il silenzio stampa. Ed è tornato a parlare Paolo Vanoli. “Dovremo lavorare tanto, stiamo recuperando. Testa bassa e pedalare. L’ultima è stata una settimana difficile tra giocatori influenzati e altre situazioni. I ragazzi sono stati eccezionali. Sono contento di aver vinto senza prendere gol. Parma è stata una bastonata, ma vedo una strada giusta. Anche dopo la sconfitta nell’ultima partita. Vedo tanta crescita individuale, guardate Fagioli. Ora serve fare uno scatto come collettivo. La squadra sta lavorando tanto per uscirne: la vittoria di oggi ci fa vedere una luce e noi dobbiamo seguirla. A Kean – spiega Vanoli – avevo detto che non lo avrei portato nemmeno in panchina per rispetto del gruppo. Aveva un accordo con la società che non era più rimandabile, per questo è andato. E io, non lo volevo convocare. Poi non ho avuto a disposizione Dzeko, lui si era allenato bene oggi e l’ho portato. Non esiste nessun caso. Dopo il gol avrei voluto esultare con lui, non fossi stato influenzato avrei fatto anche il balletto con lui. Per favore, evitiamo di buttare altra merda sulla nostra squadra, ne abbiamo fin troppa. Si dicono tante cattiverie, ma non è vero niente. Bisognava ritrovare unione, spirito, ci è voluto un po’ ma le vittorie aiutano: abbiamo riaperto il campionato, adesso dobbiamo essere bravi a parlare poco e stare con i piedi per terra perché è ancora lunga. Solomon ci può dare tanto. Mi serviva un giocatore con quelle caratteristiche, anche per variare Gud e spostarlo più dentro al campo. Bisogna avere pazienza, deve ritrovare un po’ la forma ma è un giocatore che riceve palla e sa cosa fare. Abbiamo aggiunto qualità, ma bisogna anche dargli modo di trovare il ritmo gara”.