lunedì, 24 Agosto 2026
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”No ai tagli”, nuovo sciopero dei dipendenti del Monte dei Paschi di Siena

 

 

I dipendenti del Monte dei Paschi di Siena, hanno annunciato un nuovo sciopero per dire ”No ai tagli”.

LO SCIOPERO. Le Rsa del Monte dei Paschi di Siena, hanno indetto un nuovo sciopero che riguarderà la rete commerciale e le strutture di direzione generale. I dipendenti si asterranno dal lavoro nei pomeriggio di lunedì 2 aprile, martedì 3 aprile e venerdì 6 aprile, nelle ultime due ore e trenta dell’orario pomeridiano. In sciopero anche le strutture del consorzio operativo di gruppo con astensione dal lavoro per l’intera giornata del 2 aprile. Una protesta contro il tentativo di ”ridurre unilateralmente i diritti contrattuali dei lavoratori”, spiegano i sindacati.

I TAGLI. Il primo sciopero si è tenuto venerdì 16 marzo, dopo ben venti anni dall’ultima volta. I dipendenti del Monte dei Paschi, provenienti da tutta Italia, hanno sfilato in corteo a Siena. Alla manifestazione era presente anche il sindaco Franco Ceccuzzi, contestato dalla folla. I dipendenti, anche in quel caso, hanno scioperato per dire no ai tagli annunciati lo scorso febbraio, dal direttore Fabrizio Viola. Il provvedimento, che segue una politica di contenimento dei costi, prevede il licenziamento e una riduzione del salario dei dipendenti della Mps nelle filiali di tutta Italia.

Tenta rapina e poi scippa un’anziana, arrestato in centro

Pomeriggio movimentato, ieri in centro ad Arezzo.

LA RAPINA. Un trentunenne di Orvieto, in provincia di Terni, ieri intorno alle 14, è entrato a volto scoperto in un negozio nel centro di Arezzo. Con una bottiglia rotta in mano, a intimato il titolare a consegnargli l’incasso. Il commerciante, reagendo, lo ha costretto a scappare.

LA FUGA. Qualche istante dopo, il malvivente, ha scippato una signora di 81 anni in via XXV Aprile. Dopo un inseguimento, l’uomo è stato arrestato e condotto in carcere a Firenze.

Guasto ad un impianto di depurazione, è allarme cattivo odore

Stamattina il piccolo impianto di depurazione di via della Torre a Firenze, il più vecchio della città nella zona di Coverciano, è stato fermato da un guasto improvviso.

RIPARAZIONE. I tecnici di Publiacqua stanno lavorando alla riparazione e hanno bloccato contemporaneamente i due principali sollevamenti fognari che lo alimentano in modo da ridurre al minimo l’impatto di eventuali liquami non trattati sul torrente Mensola.

SICCITA’. A causa della forte siccità degli ultimi sei mesi il letto del Mensola è in secca e per questo potrebbero verificarsi cattivi odori nel corso delle riparazioni. Publiacqua e tutti gli enti competenti, Arpat, Ato, Comune e Provincia di Firenze sono impegnati a risolvere il problema in tempi più brevi possibili.

Emiliano Ricci e la fisica in cucina, un viaggio nella scienza dei fornelli

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Come funziona il forno microonde? Perchè il miele si arrotola su se stesso? Come funziona la pentola a pressione? Lo spiega Emiliano Ricci nel suo libro ”La fisica in casa”, sabato 24 marzo alle ore 15.30 al museo Galileo di Firenze.

LA FISICA E LA CUCINA. La cucina è un vero e proprio laboratorio di fisica, anche se apparentemente non sembra. Non ci sono tavoli su cui effettuare esperimenti ma ci sono i fornelli, non utilizziamo fiale ma pentole e padelle, non indossiamo un camice bianco ma un grembiule colorato. Eppure fisica e quotidianità, si intrecciano.

UN LABORATORIO IN CASA. La cucina è quindi un vero e proprio laboratorio di fisica dove meccanica, termodinamica, elettromagnetismo e fisica moderna s’incontrano quotidianamente e dove ogni azione, anche la più semplice, è un esperimento di fisica. Come funziona il forno a microonde, perchè il miele si arrotola su se stesso e come funziona la pentola a pressione, lo spiega Emiliano Ricci, scrittore scientifico e giornalista, nel libro ”La fisica in casa”. L’autore sarà al Bookshop del museo Galileo di Firenze sabato 24 marzo alle 15.30 e coinvolgerà il pubblico con veri esperimenti, in un viaggio tra fenomeni inaspettati e ingegnose scoperte.

Uffizi, dopo venticinque anni torna l’esposizione degli arazzi

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Gli arazzi fiamminghi del Cinquecento, tornano alla Galleria degli Uffizi dopo venticinque anni di assenza. Gli arazzi come le opere su carta o i tessuti di ogni genere, sono le opere d’arte che più si consumano. La luce, la polvere e la trazione conseguente all’appendimento sono le cause del loro danneggiamento e non possono essere esposti per periodi lunghi. Per questo furono rimossi nel 1987.

LA RIMOZIONE. Nel 1987 gli arazzi furono rimossi dai corridoi degli Uffizi, dove rappresentavano un tratto d’eleganza magnifica e furono collocati nelle stanze della riserva, dove resteranno finchè non saranno disponibili le sale al piano terra della Galleria, progettate proprio per ospitare gli arazzi.

L’ESPOSIZIONE. Ma dopo venticinque anni, gli arazzi da oggi martedì 20 marzo al prossimo 6 giugno, saranno esposti nella Galleria degli Arazzi nell’ambito di ”Epifanie di tessuti preziosi”. La mostra esporrà diciassette tessuti tratti da otto serie delle collezioni del museo. Con la loro esposizione, il pubblico non solo potrà ammirare le opere, ma porrà comprenderne la delicatezza. Saranno esposte le opere di manifattura fiamminga del Cinquecento tratte dalle serie delle Storie di Giacobbe, delle Feste alla Corte dei Valois e delle Storie di Annibale e panni di manifattura fiorentina del Cinquecento e del Seicento tra cui pezzi del ciclo devozionale del Salviati, dalle serie delle Storie fiorentine, delle Cacce, della Passione di Cristo e delle Storie di Fetonte, oltre a due Portiere con stemmi medicei. Ad arricchire la varietà dell’esposizione, infine, c’è anche il Cristo davanti a Erode, unico lavoro su disegno e cartone realizzato dal Ludovico Cigoli, per prima volta esibito a Firenze dopo il restauro.

DOPO LA MOSTRA. Una volta terminata la mostra, gli arazzi torneranno negli spazi protetti dove sono stati custoditi per 25 anni, lontani dalle usure del tempo. Successivamente saranno esposte permanentemente in sale climatizzate ed illuminate ad hoc, che verranno prossimamente inaugurate al piano terreno della Galleria. La rassegna e’ stata promossa da Soprintendenza Speciale del Polo Museale di Firenze, Galleria degli Uffizi, Firenze Musei ed Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

La battaglia di Anghiari protagonista di Voyager, ieri sera l’anteprima europea

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La battaglia di Anghiari era già finita in televisione nel dicembre del 2010, quando Roberto Giacobbo, le dedicò una puntata intera del suo programma ”Voyager”. A distanza di due anni, con le straordinarie scoperte dei giorni scorsi, Giacobbo è tornato a Firenze. Ieri sera, la puntata sul mistero del capolavoro perduto.

NEL 2010. Il 29 dicembre 2010, Giacobbo svelò, all’interno del suo programma ”Voyagerp”, le ultime novità sulla ricerca della battaglia di Anghiari, l’ultimo capolavoro perduto di Leonardo Da Vinci che dovrebbe (ed è quasi certo) trovarsi dietro una parete del Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio. Il conduttore dedicò l’intero programma a Firenze, raccontando gli Uffizi e il museo della scienza, la sindrome di Stendhal e le vite dei grandi fiorentini del passato quali Michelangelo, Leonardo, i Medici, il Vasari. Ma due anni fa, la battaglia di Anghiari, era ancora completamente o quasi un mistero.

IL RITORNO. Giacobbo è tornato a Firenze nei giorni scorsi, per registrare un’altra puntata di Voyager, andata in onda ieri sera in esclusiva europea, sul misterioso dipinto, un’indagine emozionante che potrebbe portare alla soluzione del mistero. E’ stato scoperto che il capolavoro di Da Vinci, si nasconde proprio dietro un muro dipinto dal Vasari nel Salone dei Cinquecento. Il conduttore ha seguito i lavori, letto documenti, analizzato i reperti così da far avvicinare l’Europa intera, al capolavoro nascosto. ”Siamo vicini al momento in cui potremo finalmente ammirare una delle opere più ambiziose del grande Leonardo, il cui ritrovamento potrebbe portare nel nostro Paese milioni di turisti da tutto il mondo?”, questo il tema della puntata andata in onda ieri sera.

LE RICERCHE. Da 35 anni, l’ingegnere Maurizio Seracini, è convinto che l’ultimo capolavoro perduto del genio rinascimentale sia sotto gli occhi dei moltissimi turisti che ogni giorno affollano il Salone. L’ultima fase della ricerca è stata portata avanti da Seracini insieme ad un’equipe di esperti dell’Università di San Diego, con la partecipazione dell’Opificio delle Pietre Dure, lo storico istituto di restauro fiorentino. Le indagini sono state documentate e portate avanti con le più sofisticate tecnologie, dalle telecamere del National Geographic in collaborazione con quelle della Rai.

L’ULTIMA SCOPERTA. Gli studi condotti lo scorso anno, hanno portato alla conferma dell’esistenza di un intercapedine dietro l’opera del Vasari su uno dei muri del Salone dei Cinquecento. Le indagini sono state effettuate con delicate apparecchiature tecnologiche radar. Secondo gli esperti, l’intercapedine potrebbe esser stata creata dal Vasari, per proteggere il capolavori di Leonardo. I tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure, hanno effettuato sei micro fori, sull’affresco vasariano in aree prive di pittura originale e piene di lesioni strutturali. All’interno dei fori, in una profondità di 16 centimetri all’interno della muratura, sono state inserite sonde dotate di microtelecamere per le indagini endoscopiche e attraverso le quali è stato possibile raccogliere campioni di materiale da analizzare.

I COLORI. Un campione di materiale di colore nero è stato prelevato e analizzato con tecnologia Sem-Edx, che ha permesso di individuare i componenti, ferro e manganese, e un anomalo rapporto tra i due: questa composizione chimica è simile a quella del pigmento nero trovato nelle vele della Gioconda e del San Giovanni Battista, dipinti a Firenze nello stesso periodo della Battaglia di Anghiari, così come dai risultati della ricerca effettuata dall’equipe di scienziati del Louvre sui dipinti di Leonardo presenti nella loro collezione. Frammenti di materiale rosso che si è ipotizzato siano frammenti organici che potrebbero essere associati a lacca rossa; le immagini ottenute tramite la sonda endoscopica ad alta definizione fanno capire che lo strato beige sul muro originale può essere stato applicato solo con un pennello.

LE CONTROANALISI. ”I materiali residui, ciò che rimane dei prelievi che sono stati fatti”, durante la ricerca della Battaglia di Anghiari nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, ”nei prossimi giorni saranno consegnati all’Opificio delle Pietre Dure per le controanalisi”. Lo ha spiegato l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi che ha risposto ieri in consiglio comunale ad una domanda del consigliere del Pdl Mario Tenerani. La decisione è legata al via libera dal ministero alla prosecuzione della ricerca del capolavoro di Leonardo.

LE ULTIME SCOPERTE. Anghiari, spunta il ‘nero Gioconda’/FotoL’Opificio difende la Battaglia di Anghiari: ”Nessun danno al Vasari”Battaglia di Anghiari: buchi nel Vasari per spiare Leonardo / FOTOLa ricerca della Battaglia di Anghiari sbarca su Rai 2

Fiorentina, tutti in ritiro. Lutto in casa Corvino

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Tutti in ritiro per ritrovare la concentrazione.

IN RITIRO. Il tonfo con la Juventus ha lasciato il segno, eccome, in casa viola. Se il primo a “saltare” è stato Corvino, ieri la società viola ha annunciato che la squadra starà in ritiro fino alla delicatissima trasferta di Genova. “ACF Fiorentina comunica che a partire da martedì 20 marzo fino alla partenza per la trasferta di Genova, prevista per il pomeriggio di sabato 24 marzo, la prima squadra resterà in ritiro a Viareggio per trovare la massima concentrazione e preparare al meglio la partita di campionato contro la formazione ligure”: questa la nota pubblicata sul sito ufficiale del club gigliato.

LA TRASFERTA DI GENOVA. Domenica (fischio d’inizio alle 15) la squadra di Delio Rossi è attesa dalla trasferta in Liguria contro i rossoblù degli ex Frey e Gilardino. Una partita da giocare con un occhio alla classifica, vista la non invidibiale situazione in cui si trova la Fiorentina.

LUTTO PER CORVINO. Intanto, però, da registrare un grave lutto per il direttore sportivo Corvino: la scomparsa della madre. “L’ACF Fiorentina, la famiglia Della Valle, il Presidente Cognigni, l’Amministratore Delegato Mencucci, la dirigenza, lo staff tecnico e tutte le squadre viola si stringono con affetto e commozione al Direttore Sportivo Pantaleo Corvino, così colpito negli affetti più cari, per la scomparsa della mamma Gina”: questo il comunicato della società.

Cinema: assalto alle tessero sconto. Il dietrofront dei piccoli

La rivincita di Davide contro Golia? A quanto pare dovrà attendere. Perché anche i piccoli (cinema) devono rispondere alla stessa legge dei grandi: quella dei numeri. E così, dopo qualche giorno sulla cresta dell’onda con le sale di quartiere galvanizzate dalle supervendite delle tessere-sconto, l’iniziativa è stata stoppata. Era partita a metà gennaio la “Firenze al cinema” card, un lasciapassare che avrebbe permesso di accedere a nove schermi cittadini a prezzo ridotto tutti i giorni della settimana, compresi i festivi. Prezzo di lancio: cinque euro.

L’ASSALTO ALLA TESSERA. Così poco da generare un vero e proprio assalto. Un migliaio le tessere rilasciate nel primo weekend di promozione, tremila quelle prenotate nei giorni successivi via internet. Un successo inaspettato che ha costretto i cinema aderenti all’iniziativa (Marconi, Adriano, Colonna, Fiamma, Fulgor, Portico, Principe, Cabiria a Scandicci e Grotta a Sesto Fiorentino) a fare un passo indietro e interrompere la distribuzione. “In pochi giorni avevamo già superato abbondantemente l’obiettivo che ci eravamo dati”, spiega Maurizio Paoli, esercente dell’Adriano.

PRESSIONI DALL’ALTO? Ma qualcuno ha parlato di “pressioni dall’alto”, ovvero dai distributori dei film, che guadagnano in percentuale sull’incasso. Detto in parole povere: se vendete biglietti a meno, vi chiederemo una percentuale maggiore. Tanto è bastato a congelare gli sconti: niente più card, neanche a prezzo maggiorato, come promesso all’inizio. In compenso, coloro che ce l’hanno fatta potranno godere delle riduzioni fino alla fine dell’anno, nonché del “film della settimana” (una pellicola diversa in ogni cinema del circuito a soli tre euro) e di anteprime gratuite e incontri con registi e attori.

100 MILIONI DI BIGLIETTI L’ANNO. Ma come interpretare tanto successo? Che il pubblico sia in aumento? “Da anni – spiega Paoli – i biglietti staccati in Italia sono circa cento milioni l’anno, un’inezia in confronto agli 855 milioni degli anni ’50. Ma non si intravedono segnali che facciano pensare a un incremento. Anzi, è dimostrato che se aumenti l’offerta il pubblico si ridistribuisce, ma rimane sempre lo stesso”. Il che fa pensare a un presente vagamente più roseo per i sopravvissuti alle chiusure degli ultimi anni, ma a – per i cinema di quartiere – a un futuro grigio scuro tendente al nero, considerata l’avanzata delle multisala.

NESSUN PIANO CINEMA. Eppure il vicesindaco Dario Nardella ha recentemente affermato che “non c’è più bisogno di un Piano cinema”, come annunciato alla vigilia della serrata del Variety, ormai più di un anno fa. “È evidente che l’amministrazione comunale presta un’attenzione del tutto episodica al settore”, accusa la consigliera Ornella De Zordo (Perunaltracittà). Nel frattempo, però, il Comune ha dato il via libera al drenaggio di altri 385mila euro verso il cinema Alfieri: arriva così a quota un milione il costo della riapertura. Anche se la data di inaugurazione resta ignota ai più.

E’ primavera, tempo di starnuti

Chi ne soffre lo sa bene, e all’appuntamento si era preparato da tempo. Con l’arrivo della primavera per gli allergici comincia la stagione dei tormenti. Pollini, graminacee, cipressi e olivi nel periodo della fioritura diventano “nemici”, e si vanno ad aggiungere alla parietaria, che invece sa essere offensiva persino d’inverno.

I SINTOMI. Il corollario di sintomi che colpiscono gli allergici è fastidiosamente noto: starnuti, congiuntiviti, lacrimazione infinita. Naso e occhi sono i bersagli di questo male di stagione che però, fortunatamente, oggi è (almeno in parte) prevenibile e curabile: “La Toscana è una delle poche regioni d’Italia – spiega il dottor Oliviero Rossi del dipartimento di Immunoallergologia di Careggi – che offre gratis il vaccino per le graminacee ai pazienti che si presentano con una richiesta del medico specialista”.

IL VACCINO. Per non pagare il vaccino non basta dunque la prescrizione del medico di famiglia, ma occorre la visita preventiva di uno specialista, che attesti l’effettiva presenza di un’allergia. Questo vaccino, che oggi è somministrato soprattutto attraverso gocce o pasticche sublinguali, ha dei tempi di somministrazione ben precisi: “Si tratta di uno schema pre e co-stagionale – chiarisce il dottor Rossi – occorre iniziare a prenderlo da 3/4 mesi prima della fioritura e continuare durante la fioritura stessa e quindi ad aprile, maggio e giugno”. Allo stesso modo (ma in questo caso non sono dispensati dal sistema sanitario regionale) esistono i vaccini per prevenire le allergie all’olivo, al cipresso e alla parietaria.

PREVENZIONE E TERAPIA. Accanto alla prevenzione c’è poi la terapia vera e propria. Tra i farmaci cosiddetti “sintomatici” (utili cioè per alleviare i sintomi, ma non risolutivi) ci sono gli antistaminici: “Quelli di nuova generazione hanno effetti collaterali molto ridotti – spiega il dottore – sono ben tollerati e non causano sonnolenza”. Già, perché proprio quel senso di “intorpidimento mentale” che gli allergici conoscono bene è da sempre uno dei fastidi associati a starnuti & Co. Ma a questo tipo di farmaci occorre associarne anche di “curativi” veri e propri: “Gli spray nasali, a base derivati cortisonici, rappresentano un ottimo sistema antinfiammatorio. La Toscana è tra l’altro l’unica regione in Italia a dispensarli gratuitamente”.

CIPRESSI, GRAMINACEE E OLIVI. Anche in questo caso la terapia deve essere anche preventiva: per il cipresso va iniziata già dai primi di gennaio, per le graminacee si va da metà marzo a metà a giugno. Con una raccomandazione: “Le allergie possono comparire all’improvviso e tendono a peggiorare, ragion per cui occorre non sottovalutarle e, se si manifestano sintomi specifici, fare i test allergologici, facilmente accessibili”. Altra cosa da tener presente: essere allergici a certi pollini non significa (salvo casi specifici) esserlo anche agli alimenti corrispondenti. E sbaglia, ad esempio, chi pensa di non poter consumare olio solo perché è allergico ai fiori dell’olivo.